I DATI DEL NEO-COMMISSARIO LEGNINI SU ANDAMENTO RICOSTRUZIONE; IN ABRUZZO SU 12.941 ABITAZIONI INAGIBILI, CONCLUSI 151 CANTIERI; CON MODIFICHE NORMATIVE SI REGISTRA PERO' ACCELERAZIONE, ''5 MILA CANTIERI ENTRO PRIMAVERA''

SISMA 2016: RIPARATE 2.544 CASE SU 80.346
REPORT DOPO 4 ANNI TRAGEDIA DI AMATRICE

Autore dell'articolo: Filippo Tronca

23 Agosto 2020 23:24

AMATRICE – A quattro anni dal terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016, a cui hanno fatto seguito i terremoti dell'ottobre 2016 e del gennaio 2017, su 80.346 abitazioni inagibili, i cantieri in corso sono 2.758 e appena 2.544 le case riparate, quasi tutte con danni lievi, nei 138 comuni di Marche, Lazio, Umbria, e Abruzzo vittime della calamità.

Nei 23 comuni del cratere sismico abruzzese, i cantieri sono 187, quelli conclusi 151. Su 12.941 edifici danneggiati. 

Nel Lazio su 10.096 abitazioni, ne sono state riparate 295, nelle Marche  1.689  su 45.419, in Umbria 409 su  11.890. Gli sfollati sono ancora 42 mila.

In questi drammatici numeri, contenuti nel report del commissario straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, abruzzese ex sottosegretario, ex presidente del Csm, ed ex consigliere regionale, sta tutto il senso delle parole accorate di papa Francesco scandite durante l'Angelus di sabato: “mi auguro che si acceleri la ricostruzione affinché la gente possa tornare a vivere serenamente in questi bellissimi territori dell'Appennino”.

Parole che risuonano a quattro anni da quella forte scossa del 24 agosto 2016 alle ore 3:36 e di magnitudo 6.0 con epicentro situato lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli,  Arquata del Tronto, Pescara del Tronto e Amatrice, completamente rase al suolo, a cui ha fatto seguito il 30 ottobre una scossa del 6.5 con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, in provincia di Perugia, e poi quelle del 18 gennaio 2017 con magnitudo superiore a 5, ed epicentri localizzati tra i comuni aquilani di Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno. Questo insieme di eventi provocò 388 feriti e 303 morti.

Nel report del commissario Legnini, insediato da solo sei mesi, si conferma che la ricostruzione finora avuto un andamento estremamente lento.

Forte però delle consistenti modifiche alla governance della ricostruzione, Legnini assicura che “il nostro obiettivo è quello di incrementare il ritmo della ricostruzione in misura sempre maggiore nei prossimi sei mesi e di vedere aperti almeno 5.000 cantieri privati e pubblici per la prossima primavera, con un ritmo crescente nei mesi e negli anni successivi”.

Un accelerazione, numeri alla mano, già in corso: il totale delle erogazioni di cassa, in questi quattro anni per la ricostruzione privata, è di 526 milioni di euro, a fronte di circa 900 milioni di contributi concessi. Ebbene: quasi la metà dell’importo complessivo è stato versato nel primo semestre di quest’anno, nonostante la riduzione e il blocco di attività per il Covid-19. 

Questo intanto, più nel dettaglio, lo stato dell’arte: a fronte di oltre  80 mila edifici che risultavano inagibili in base alle schede Aedes, Fast e perizie per la valutazione iniziale del danno, 30 mila con danni lievi e 50 mila con danni gravi, dal momento del sisma al 30 giugno 2020 sono state presentate 13.948 richieste di contributo per la ricostruzione. Di queste, 5.325 sono state accolte, 678 respinte e 7.945 risultano in fase di lavorazione.

Ma i cantieri e le case riconsegnate, come detto, sono solo una piccolissima parte.

Lo stato di avanzamento della ricostruzione pubblica è ugualmente in forte ritardo, a causa dell’estrema complessità delle procedure, di molti interventi necessari soprattutto nei Comuni più danneggiati dal sisma, ma anche dalla frammentazione delle stazioni appaltanti, dalle difficoltà di molti Comuni a dedicare alla ricostruzione professionalità adeguate.

A fronte di 2,1 miliardi di euro impegnati, le risorse effettivamente erogate ammontano a circa 200 milioni di euro, circa 10% del totale. A questi si aggiungono 26,8 milioni di euro concessi direttamente ai Comuni, con l’Ordinanza 104, per il completamento di interventi già avviati e la realizzazione di nuove piccole opere.

Le varie ordinanze dei commissari hanno individuato e finanziato il ripristino di 1.405 opere pubbliche, tra le quali 250 scuole, 942 Chiese, ma anche 172 microzonazioni e 94 perimetrazioni nei centri più colpiti, già eseguite. In questi quattro anni sono stati ultimati 86 lavori sulle opere pubbliche e altri 85 sono in corso (le scuole concluse sono per ora 17 e ci sono 6 cantieri in esecuzione), e sono state ripristinate 100 Chiese, con altri 45 cantieri aperti. 

Anche qui insomma, quasi tutto resta da fare.

Non resta che sperare per gli anni a venire in una svolta, impressa dalle numerose modifiche normative.






Ad esempio, finora il tempo medio di un istruttoria è circa un anno, ma legnini ha introdotto  radicali modifiche con l’ordinanza 100 del 9 maggio scorso, che attua un principio previsto da una legge del 2019, e attribuisce ai professionisti il compito di autocertificare le conformità urbanistiche e determinare l’importo del contributo per la riparazione o la ricostruzione dell’immobile, e stabilisce tempi massimi per i compiti dei Comuni, degli Usr, delle eventuali Conferenze chiamate a esprimersi sui vincoli.

I tempi per la concessione del contributo, con la nuova procedura, arrivano ad un massimo di 110 giorni nei casi più complessi. 

Con l’Ordinanza varata il 21 agosto si consente il recupero delle domande già presentate, sono circa 8 mila, e il loro reinstradamento secondo le nuove regole per arrivare alla loro definizione nel tempo più breve possibile. Allo stesso tempo, con il Decreto Legge 104 di Ferragosto, sono stati stabiliti i nuovi compensi per i professionisti incaricati dei progetti.

“L’atto conclusivo di questo processo di revisione delle norme sarà costituito dal Testo Unico della ricostruzione privata che dopo un’ampia consultazione sarà varato entro il mese di ottobre, e con il quale saranno affrontati e rivisti gli ultimi aspetti tecnici ed i problemi ancora irrisolti, nonché abrogate tutte le vecchie norme incompatibili”, spiega Legnini nel rapporto.

Sul fronte della ricostruzione pubblica, il decreto legge 76 varato a luglio contiene poi molte novità e strumenti utili all’accelerazione.

Si attribuisce ad esempio al Commissario la facoltà di individuare le opere urgenti e di particolare criticità, compresa la ricostruzione dei centri storici più danneggiati, e di agire con poteri in deroga straordinari. 

Lo stesso decreto prevede, in via provvisoria, l’affidamento dei lavori pubblici e dei servizi di architettura e ingegneria con affidamento diretto o con una semplice procedura negoziata ad invito. I lavori di riparazione delle chiese vengono ricondotti nell’ambito della ricostruzione privata, sebbene il finanziamento resti a carico della contabilità del Commissario.

Con l’ordinanza 106 emanata il 22 agosto la procedura di ricostruzione delle chiese è stata interamente ridefinita nel segno della semplificazione e dell’accelerazione.

Il recente decreto legge di agosto, oltre alla proroga dello stato di emergenza a tutto il 2021, prevede l’avvio della stabilizzazione del personale impiegato a tempo determinato nei Comuni per la ricostruzione, che potrà fornire un’ulteriore spinta alla ricostruzione. Entro poche settimane, inoltre, sarà ultimata la revisione e riprogrammazione del piano delle opere pubbliche avviata dal commissario con le Regioni e i 4 Uffici speciali, aggiornando le priorità e le dotazioni di spesa, per far partire, sfruttando appieno le semplificazioni appena introdotte, il massimo numero di cantieri possibile.

Infine il rapporto menziona le misure di sostegno all’economia:  nel corso del semestre, in coincidenza con l’emergenza Covid-19, si è deciso di fornire al sistema impegnato nella ricostruzione post sisma tutta la liquidità possibile, con il pagamento dell’anticipo del 50% ai tecnici sui progetti presentati e il pagamento alle imprese dei lavori effettuati nei cantieri.

Nello stesso tempo si è avviata la costituzione della cabina di regia a Palazzo Chigi, cui è demandata la finalizzazione di un fondo da 50 milioni di euro per il 2020 al sostegno delle attività produttive.

Nel decreto legge di agosto, oltre all’estensione dello stato di emergenza nel cratere del sisma 2016 per tutto il 2021, è prevista la proroga al 2021 dei benefici della “zona franca urbana” per i 138 comuni del cratere sismico, nell’attesa di poterne definire una nuova articolazione.

Tra le misure del Decreto il rimborso della Tari ai Comuni e lo slittamento a giugno del recupero delle bollette elettriche, sospese nel cratere da quattro anni, con un nuovo regime di agevolazione per i titolari di utenze relative a immobili inagibili. 

 

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