SISMA 2016: SINDACI TERAMANI, ‘EMENDAMENTI NEL DECRETO, O SARA’ MOBILITAZIONE A ROMA’

1 Novembre 2019 15:36

TERAMO – O saranno accolti tutti gli emendamenti al decreto sisma centro Italia, oppure i sindaci del cratere 2016-2017 abruzzesi, manifesteranno a Roma.

Questa la decisione emersa ieri dalla riunione del Comitato istituzionale sisma 2016, convocato dal presidente della Regione, Marco Marsilio,  a cui ha preso parte il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, e altri primi cittadini. 

Obiettivo dell'incontro valutare insieme gli emendamenti da sottoporre al Governo per “migliorare il Decreto sisma” annunciato dal Presidente Conte.

Tra i punti da inserire nel decreto più personale per Comuni e l'ufficio speciale della ricostruzione di Teramo, maggiori e più efficaci agevolazioni fiscali alle aziende del cratere, un correttivo alla possibilità delle autocertificazioni per i tecnici, rimozione del divieto di cumulo dell'incasso delle assicurazioni. E sopratutto una proroga dello stato di emergenza di almeno tre anni.

Prossimo appuntamento è per il 5 e il 6 novembre, quando sindaci e presidente della Regione saranno in audizione alla Camera, ma i primi cittadini a Roma potrebbero andarci anche prima, e senza convocazioni.





Marsilio ha ripercorso le tappe di questi mesi, sottolineando due aspetti in particolare: “Avevamo chiesto al Governo di scriverlo insieme e non è accaduto: una circostanza che desta più di una preoccupazione considerato che intanto sono passati cinque mesi da quando sono state disposte, dopo mesi di trattative, ulteriori risorse professionali da destinare ai Comuni e agli Uffici regionali della ricostruzione e che stiamo ancora aspettando questo personale con rimpalli di responsabilità inaccettabili”.

“Rischiamo di fare un cratere nel cratere discriminando i Comuni più piccoli visto che il decreto propone uno stanziamento di cinque milioni l'anno per i Comuni al di sopra dei 30 mila abitanti – ha dichiarato il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura – i tre anni passati inutilmente non ce li restituisce nessuno e non riesco a capire perchè non possiamo fare riferimento al modello adottato all'Aquila dovendo ogni volta ricontrattare questioni che paiono assodate. Mi auguro che in Commissione, dove siedono parlamentari provenienti dai territori terremoti, ci sia la giusta attenzione per gli emendamenti che arrivano per sanare le tante incongruenze delle ordinanze commissariali, altrimenti è l'ultima riunione alla quale partecipo perchè mi pare che siamo inascoltati”.
L'Anci ha presentato un dossier con una serie di emendamenti al Decreto, la Provncia ne ha consegnato uno per consentire anche alle Province di avere ulteriore personale da dedicate alle pratiche Sisma così come accade per i Comuni.

Per il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto,  “bisogna concentrarsi su pochi ma importanti punti, a partire dalla proroga, almeno triennale, dello stato di emergenza. Emendamenti vanno inseriti già a livello di commissione ambiente della Camera. E se queste richieste non saranno accolte, non resta che la mobilitazione”.

 

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