SISMA 2016: ULTIMATUM LEGNINI HA FUNZIONATO, BOOM DOMANDE PER CASE CON DANNI LIEVI

di Filippo Tronca

15 Dicembre 2020 07:52

TERAMO – Oltre mille domande presentate a novembre, quando invece da gennaio ad ottobre ne erano state presentate appena 370: in questo numeri clamorosi la conferma che ha funzionato l’aut aut  dal commissario alla ricostruzione 2016 Giovanni Legnini.  Decisione draconiana che ha imposto ai proprietari di case con danni lievi dei 140 comuni terremotati del cratere sismico del centro Italia, di cui 23 in Abruzzo, di presentare la domanda di contributo entro e non oltre il 30 novembre, seppure in forma semplificata, da completare poi entro il 31 gennaio.

Pena la perdita del diritto  a ricevere soldi pubblici per riparare l’abitazione ed anche, per i proprietari, la cancellazione l’assegno mensile per l’autonoma sistemazione o  l’alloggio di emergenza messo a disposizione dallo Stato.

E’ il “bastone” che ha fatto seguito alla “carota, ovvero  la raffica di  ordinanze firmate da Legnini, ex sottosegretario, ex vice-presidente del Consiglio superiore della Magistratura ed ex consigliere regionale abruzzese,  nominato a metà febbraio a capo della struttura commissariale,  che hanno introdotto l’autocertificazione dei  progettisti privati, a cui è stato aumentato il compenso, dopo essere stato concesso l’anticipo del 50 per cento, l’aumento di personale degli uffici speciali, invocato per anni dai sindaci, più altre norme che hanno finalmente sbloccato un processo di ricostruzione per anni vergognosamente al palo.

Ora sarà compito dell’Ufficio speciale ricostruzione di Teramo, diretto dall’aquilano Vincenzo Rivera, ex direttore generale della Regione Abruzzo, far galoppare gli uffici per esaminare le pratiche e arrivare finalmente all’apertura dei cantieri nei comuni abruzzesi..

A questo proposito l’obiettivo minimo è di raddoppiare i lavori in corso, dagli oltre 300 del 2020 a 600-700 nel 2021. Se ciò avverrà, si potrà affermare numeri alla mano che finalmente la ricostruzione post sisma sarà decollata.

Non è dato ancora sapere quante abitazioni con danni lievi hanno perso il contributo, non presentando domanda entro il 30 novembre, ma sono sicuramente una manciata. Va tenuto conto che però l’ultimatum valeva solo per le abitazioni isolate, autonome, e non per quelle in aggregati edilizi o con problematiche particolari, ad esempio la minaccia di dissesti di natura idro-geomorfologica, o dentro le zone rosse.

Per queste ultime varrà la stessa scadenza delle abitazioni con danni gravi, ad oggi al 31 dicembre 2021, ma che da quanto si apprende sarà quasi sicuramente prorogata al 31 dicembre 2021, da parte della cabina di regia, composta dal commissario legnini e dai quattro presidenti di regione, Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria, nella veste di sub-commissari.

A seguire i numeri venuti in possesso di Abruzzoweb.

Complessivamente al 31 dicembre 2019 erano state presentate complessivamente 8.822 domande di contributo per le case con danni lievi, di cui 1.422 in Abruzzo, 855 il Lazio, 5.096 nelle Marche, 1.449 in Umbria.

A giugno nelle quattro regioni il numero è salito a 9.687, il Abruzzo a 1.615. A fine ottobre a 10.062 nell’intero cratere, a 1.729 in Abruzzo.

Come si vede un trend molto debole, tenuto conto che dal sisma sono passati 4 anni. Elemento di freno, oltre alle incertezze normative, all’accaparramento di pratiche di studi tecnici, la poca voglia di ricostruire l’abitazione, pagando quota parte di tasca propria per le seconde case, da parte dei proprietari, e dunque la tendenza a prendersela con calma.

Poi è arrivata l’ordinanza di Legnini con l’ultimatum e i numeri sono esplosi: in Abruzzo si arrivati a quota 2.831, nel Lazio a 1.507 nelle Marche a 7.514, in Umbria a 2883.

Complessivamente in un mese in tutto il cratere si è passati da 10.062 domande a 14.685, oltre 4.600 domande in più.

Tenuto conto che restano in Abruzzo le case inagibili con danni lievi sono circa 4.500, e 2.831 hanno presentato domanda, significa che ne mancano all’appello circa 1.600.

Delle circa 6000 abitazioni con danni pesanti in Abruzzo invece sono state presentate 547 domande, erano 346

Numeri che parlano certamente di un ritardo del processo di ricostruzione, che si fa fatica a colmare, ma anche di una accelerazione a lungo auspicata.

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