SISMA CENTRO ITALIA: IN ABRUZZO OK 1.677 PRATICHE, 310 MILIONI PER RICOSTRUZIONE, NO ARRETRATO

29 Maggio 2022 13:58

Regione: Terremoto e Ricostruzione

L’AQUILA – Dal primo gennaio del 2019, quando le pratiche approvate erano 49 su circa 1.200 domande, l’Ufficio abruzzese per la ricostruzione del sisma del Centro Italia ha emesso 1.677 decreti di contributo su 3.817 istanze istruibili con circa 310 milioni di euro erogati.

In giacenza non ci sono richieste e se si considerano le 853 domande respinte e le 2 in gara, è stato evaso il 66,3% delle richieste con una media di circa 70 istanze al mese e con un tiraggio che va dai 15 ai 20 milioni assegnati mensilmente.

Sono i dati salienti del positivo andamento della ricostruzione privata, relativamente ai danni meno gravi, nell’ambito del terremoto del Centro Italia che nel 2016 e nel 2017 ha seminato distruzione e morte in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Nel territorio regionale sono 23 i comuni colpiti, uno in provincia di Pescara, 6 in provincia dell’Aquila e 16 nel Teramano. Proprio a Teramo, capoluogo provinciale, si registra il picco più alto con il 74% di pratiche evase.

Secondo lo stato dell’arte fornito dall’Ufficio abruzzese per la ricostruzione guidato dal manager pubblico Vincenzo Rivera, al termine di questa prima fase della ricostruzione su immobili con danni lievi e una piccola parte con situazioni gravi, manca all’appello circa il 30% dei cantieri: sono 1285 le pratiche sono in lavorazione, di cui 496 in capo ai tecnici incaricati e 73 presso i Comuni (per il 14,9%) e 556 in istruttoria e160 in preistruttoria (18,8%). Queste pratiche verranno smaltite tra le fine di questo anno e l’inizio del prossimo.

Poi, ci sarà una seconda fase con altre circa 5mila domande: la fotografia definitiva si avrà a fine anno dopo la scadenza per la presentazione delle domande di contributo per i casi di danno più grave: il 15 ottobre per coloro che ora percepiscono il Cas, il 31 dicembre per gli altri. Una fase che si protrarrà per almeno tre anni.

Meno positivi i risultati della ricostruzione pubblica che fa capo solo marginalmente all’Usr, e che però sconta una normativa legata all’appalto pubblico, i cui tempi sono molto più laboriosi, nonché la numerosità delle le stazioni appaltanti, individuate per lo più negli enti proprietari degli immobili: su 347 interventi di opere pubbliche 17 devono ancora essere avviate, mentre 58 sono state concluse e per 27 si stanno concludendo i lavori.

L’Ufficio speciale ha assunto dalla scorsa estate anche il ruolo di stazione appaltante relativamente a 6 opere pubbliche per le quali sono state da subito avviate e concluse le procedure di affidamento degli incarichi di progettazione.

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