MOMENTI DI TENSIONE NEL CORSO DELLA RIUNIONE DEL COMITATO ISTITUZIONALE PER TERREMOTO 2016-2017, PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TERAMO RINUNCIA A LAVORI SU IMMOBILE DELL'ENTE PER NON FAR PERDERE STANZIAMENTO

SISMA: DECRETI PER 56 UNITA’ AGGIUNTIVE, TENSIONE CON I SINDACI DURANTE VERTICE

24 Gennaio 2020 20:19

TERAMO – Il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, nella sua funzione di vice Commissario alla Ricostruzione post sisma 2016, questa mattina, ha adottato due distinti decreti che consentono l'assegnazione di 56 unità aggiuntive di personale, da assumere a tempo determinato, al fine di accelerare l'attività dei Comuni del cratere sismico connessa all'espletamento delle pratiche amministrative relative alla ricostruzione. 

La firma è avvenuta, a Teramo, nella sala consiliare della Provincia, in occasione della riunione del Comitato istituzionale per gli eventi sismici del 2016-2017, per mano dello stesso vice Commissario, Marco Marsilio.

 Alla riunione hanno preso parte i sindaci dei Comuni del cratere sismico della provincia teramana, il presidente della Provincia di Teramo, Diego Di Bonaventura, il direttore dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione di Teramo, Vincenzo Rivera, dirigenti e funzionari della Protezione civile della Regione. 

Non sono mancati momenti di tensione: i sindaci abruzzesi hanno denunciato che il commissario tecnico del Governo per la ricostruzione post-sisma, Piero Farabollini, la cui nomina è scaduta nel dicembre scorso ed è quindi in regime di prorogatio, ha ridotto gli stanziamenti su progetti di ristrutturazione di opere pubbliche in alcuni Comuni dell'area del cratere 2016 per finanziare, per 5.000.000 di euro, il rifacimento della prefettura di Teramo che da 5.500.000 passa a 11 milioni. 

Una decisione che ha sollevato l'ira degli amministratori locali.

La Regione, da quanto appreso, ha invitato i primi cittadini alla ragionevolezza, programmando comunque una riduzione del definanziamento minacciato. I sindaci si sono detti preoccupati perché temono che questi fondi non vengano reintegrati o comunque non in tempi rapidi e quindi che la ricostruzione, anche quella pubblica, subisca ulteriori arresti. 





Per placare gli animi è stato necessario l'intervento di Di Bonaventura, che ha dichiarato di rinunciare ai lavori su un immobile di proprietà della Provincia del costo di 5 milioni di euro per permettere così ai Comuni di non perdere i fondi stanziati.

“Il cosiddetto decreto 'Sbloccacantieri' era stato approvato nello scorso mese di giugno – ha ricordato il presidente – ed oggi, dopo una lunga discussione, lunghi negoziati e non poche offensive legate a letture diverse della normativa, siamo riusciti ad uscire dall'impasse creando le premesse affinché la ricostruzione possa procedere in maniera più snella ed efficace”.

Marsilio ha anche ricordato che “la distribuzione del personale tra le varie amministrazioni comunali era stata negoziata ne mesi scorsi e che l'Ufficio speciale per la Ricostruzione sta da tempo dimostrando di saper operare raddoppiando la sua capacità produttiva. Ora la firma di questi decreti consente di assumere già dal prossimo primo febbraio”. 

Ad oggi, 56 unità lavorative sono già in servizio nelle amministrazioni comunali rientranti nel cratere mentre 49 sono attive nell'Ufficio speciale per la Ricostruzione (Usr). 

Con queste 56 assunzioni aggiuntive, 26 rese possibili con il primo decreto e le altre 30 sulla base del secondo decreto (7 di queste andranno in forza all'Usr mentre 23 in tutti i Comuni del cratere), si arriverà ad un totale di 161 unità di personale impegnate tra Usr e Comuni del cratere.

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