SISMA L’AQUILA: AMENDOLA, INTESA CON UE RESTITUZIONE TASSE

14 Febbraio 2020 20:47

L'AQUILA – “Il protocollo proposto dal Governo all'Ue è stato accettato. Con questo accordo abbiamo lavorato per bloccare le procedura di infrazione aperta dall'Europa e rendere, se non nullo, quasi tale l'impatto della restituzione delle tasse sospese dopo il sisma 2009 sulle aziende abruzzesi”. 

E' l'annuncio del ministro per i Rapporti con l'Europa, Vincenzo Amendola, nel corso della visita all'Aquila, nella sede di Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno.

 La vicenda riguarda la restituzione delle tasse sospese per 18 mesi dopo il sisma del 6 aprile 2009 e coinvolge circa 130 aziende aquilane, con un impatto di oltre 100 milioni di euro: a queste aziende lo Stato aveva richiesto le somme, con cartelle esattoriali, alla luce del fatto che l'Ue ha considerato la sospensione 'aiuti di Stato'. Le istanze sono state poi sospese con una lunga serie di proroghe. “I criteri utilizzati – ha spiegato Amendola – sono stati l'applicazione di un criterio di prossimità per le imprese che, all'80%, hanno un'economia in una sfera di prossimità, l'applicazione retroattiva del regolamento de minimis a 200mila euro e una ridefinizione delle categorie dei danni acquisiti con il meccanismo dell'autocertificazione. Un altro criterio è la compensazione dei crediti vantati con la pubblica amministrazione. Provvedimenti che già dovrebbero estendere la capacità di fuoriuscire dalla richiesta di quasi tutte le aziende. Per le parti restanti siamo riusciti a ottenere un pagamento rateale a tre anni”. 





Amendola ha comunicato che “la lettera dell'Ue è arrivata il 12 febbraio scorso. E' una bella giornata per L'Aquila e tutto il territorio. Oggi possiamo voltare pagina. Per una storia tragica come quella dell'Aquila era giusto lavorare in silenzio e portare a casa un risultato, i parlamentari hanno fatto molto per portare avanti questa discussione. Ci siamo trovati di fronte a un ostacolo abbastanza serio: la notifica del 2015 dell'Ue con parametri molto stretti. A settembre, ottobre eravamo davanti a un vero stallo, con il rischio di un'infrazione europea sulla violazione degli aiuti di Stato, il recupero delle tasse da parte delle imprese. Io preferisco non sbattere i pugni in Europa – ha concluso – ma far valere le idee”. 

Il ministro ha incontrato i vertici di Confindustria e i rappresentanti delle associazioni datoriali del territorio. 

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