EPILOGO A SORPRESA DI UN PROCESSO NATO DA INCHIESTA NEL 2012, HA CAUSATO DIMISSIONI DELL'ALLORA SINDACO CIALENTE E DEL VICE SINDACO RIGA, FINITO NEI GUAI; AVVOCATO BENEDETTI, ''GIUSTIZIA E VERITA' SONO EMERSE, RICOSTRUZIONE GESTITA DA PERSONE PERBENE''

SISMA: MAZZETTE PUNTELLAMENTI, TUTTI ASSOLTI, SENTENZA NONOSTANTE PRESCRIZIONI

21 Luglio 2020 23:03

L'AQUILA – Il Tribunale dell’Aquila, nonostante l’intervenuta prescrizione sui reati di corruzione e appropriazione indebita ha assolto, perché il fatto non era previsto dalla legge come reato, gli imputati coinvolti nel processo su presunte mazzette per il puntellamento di un palazzo nel centro storico dell’Aquila, danneggiato dal tragico sisma del 2009. 

Come ha fatto clamore con arresti di indagati eccellenti, e causato scontri politici, tra cui le dimissioni, poi ritirate, dell’allora sindaco di centrosinistra, Massimo Cialente,  l’inchiesta denominata “do ut des” che nel 2012 ha coinvolto professionisti, imprenditori ed amministratori, allo stesso modo ha fatto discutere e destato sorpresa l’epilogo che ha ridimensionato, anzi, cancellato accuse che avevano fatto il giro d’Italia gettando ombre sulla ricostruzione: in particolare, sui puntellamenti, il grande affare della messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal sisma, che, secondo alcune stime, ha portato all’affidamento diretto vista la emergenza, di almeno 500 milioni di euro tra Comune dell’Aquila ed altri Enti.

Tra gli amministratori spicca l’assoluzione dell’allora vice sindaco dell’Aquila, Roberto Riga, importante componente della Giunta di centrosinistra guidata da Cialente anche lui dimessosi anche se poi è stato lo stesso Cialente a ritirato le deleghe estromettendolo dall’esecutivo per la portata delle accuse, su tutte la corruzione, e le polemiche che sono divampate: tra l’altro, Riga è stato assolto con formula piena avendo riunificato, l’unico tra gli imputati, avendo rinunciato alla prescrizione nella ultima udienza. 

Il sorprendente verdetto si inserisce comunque in un contesto nel quale il pm Fabio Picuti in una delle ultime udienze ha sottolineato che è “fondato” il capo di imputazione sul caso di corruzione e presunto giro di mazzette per la messa in sicurezza di palazzo Carli, sede della università dell’Aquiila, ma nel corso del processo le prove testimoniali sono state inutilizzabili.

E soprattutto è scattata la prescrizione per il passaggio del fascicolo nelle mani di ben otto giudici del Tribunale in cinque anni.

Per il reato di corruzione, sono stati assolti in particolare, oltre a Riga, gli ex assessori comunali dell’Aquila Vladimiro Placidi e Pierluigi Tancredi, poi Daniela Sibilla, ex collaboratrice dello stesso Tancredi con uni ruolo più marginale, e Daniele Lago, amministratore delegato, sul gravava anche la appropriazione indebita, per il quale il pm aveva chiesto nove mesi di carcere.  Poi, Fabrizio Menestò, direttore dei lavori di puntellamento di Palazzo Carli, accusato di falso reato porecritto. 

Alla base del processo una presunta tangente da 10mila euro nascosta in una confezione di una bottiglia di grappa, per l'assegnazione dei lavori di consolidamento di un consorzio del centro storico, alla ditta Steda, che sarebbe arrivata a Riga attraverso Tancredi. 

Grande accusatore Agostino Marcon, collaboratore dell’imprenditore Lago, che durante il dibattimento aveva confessato di aver consegnato personalmente la tangente a Tancredi, che a sua volta l’avrebbe poi girata a Riga.

Un'ammissione di colpevolezza che è valsa a Macron il capo di imputazione di concorso in corruzione.

E’ accaduto però che nella udienza dell’11 febbraio, Macron, ascoltato non più come testimone ma come imputato, non ha risposto alle domande.

“Si chiude oggi – spiega l’avvocato Carlo Benedetti, difensore di Riga – il processo più importante della fase post sisma in relazione al quale all’inizio quando furono emesse le misure cautelari degli arresti domiciliari che provocarono le dimissioni di Riga e di Cialente, si aprì una delle pagine più dolorose per la città nel post sisma. Oggi finalmente la giustizia ha fatto il suo corso e la verità è venuta a galla: l’assoluzione con formula piena di Riga è l’ulteriore conferma che la ricostruzione fu gestita da gente per bene”.

“Auguro al mio assistito Roberto Riga di ritrovare la serenità e con sincero affetto buona vita. Solo successivamente, spero che ritroverà anche il gusto e la voglia di fare politica”, conclude il legale, ex presidente del Consiglio comunale, che ha difeso più anche l’ex sinfdaco Cialente. 

Tutti gli imputati nel corso del processo hanno respinto le accuse formulate dal pm Antonietta Picardi, nel settembre del 2017, trasferita alla Procura generale presso la Corte di Cassazione.

Riga in particolare ha sempre ribadito di non aver mai incontrato Lago e il suo collaboratore Marcon, se non in un’occasione istituzionale, e che l’assegnazione dei lavori era già avvenuta nel 2009. (b.s.)

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

Download in PDF©






Ti potrebbe interessare anche:

Gli articoli più letti in queste ore: