SMART WORKING, DA NOVITA’ AD ABITUDINE: QUANTO INCIDE SUL QUOTIDIANO E SULLE SPESE DOMESTICHE

28 Settembre 2020 17:10

Il Coronavirus ha avuto un forte impatto su tutti noi: dalle aziende alle famiglie, la quotidianità non è stata più la stessa di prima, soprattutto durante le settimane di lockdown.

La tecnologia ci ha comunque dato la possibilità di continuare (almeno in parte) con le nostre routine. Basta pensare ai ragazzi che hanno proseguito lo studio online e all’opportunità di lavorare in remoto da casa.

Proprio lo smart working rappresenta uno dei cambiamenti più importanti della vita post-lockdown, specialmente perché ancora oggi viene sfruttato, ed è possibile che in futuro lo sarà ancor di più. Però va detto che incide non solo sul quotidiano, ma anche sulle spese domestiche.

Il cambiamento di vita con lo smart working

Lo smart working è nato con un obiettivo preciso: permettere ai lavoratori di lavorare in modo agile e flessibile, anche restando a casa con una maggiore elasticità in termini di orari. Il lavoro agile esiste dal 2015, quando fu regolamentato nelle PA, ma in molti casi è stato implementato soltanto ad aprile, per via dell’emergenza.

Per questo motivo in molti casi l’impatto di questo passaggio è stato improvviso, e non ha dato il tempo di misurare i pro e i contro. La giornata lavorativa è completamente cambiata: una recente ricerca elaborata dai ricercatori della Harvard Business School e della New York University ha registrato sì una crescita delle riunioni (+12%), ma anche una riduzione della durata media (-20%). Il tempo di lavoro è cresciuto di circa 48 minuti rispetto a prima e in molti casi è aumentato il fenomeno delle email e delle comunicazioni inviate anche dopo l’orario d’ufficio.

In sintesi, nella lista dei cambiamenti bisogna anche il modo di lavorare in sé, che in molti casi è mutato e ha dovuto adattarsi a nuovi ritmi e modalità. Come accade per tutte le novità, serve un po’ di tempo per somatizzarle e per raggiungere un certo equilibrio.





 

Smart working e consumi energetici in casa

Torniamo ora ad approfondire l’argomento riguardante gli aumenti in bolletta. A distanza di mesi, infatti, abbiamo diversi dati a disposizione che ci aiutano a valutare in modo concreto l’impatto dello smart working sui consumi domestici.

Stando alle indagini di settore, infatti, è emersa una crescita dei consumi di energia in casa pari al +10%, facendo un confronto fra il periodo del lockdown e gli stessi mesi dello scorso anno. Bisogna dunque far fronte all’aumento dei costi relativi al consumo di gas e di energia elettrica. Oggi una soluzione è passare al mercato libero scegliendo una delle offerte luce come quelle create da Green Network Energy, ad esempio, così da avere un piano tariffario più conveniente.

In che altro modo ridurre i costi? Ad esempio utilizzando le luci solo quando sono realmente necessarie e optando per le lampadine a led che permettono di risparmiare somme notevoli. Bisogna poi intervenire su tutti quei dispositivi elettronici che entrano in modalità standby quando non utilizzati: la classica spia rossa, infatti, consuma energia inutilmente andando ad incidere più di quanto si possa pensare sulla bolletta finale.

In conclusione, lo smart working ha cambiato la nostra quotidianità, e anche le bollette. Quindi è importante trovare un sistema per abbassare i consumi e per contenere i costi energetici.

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