SNAM: DIETROFRONT GOVERNO, OK NORMA CONTRO VIA LIBERA A METANODOTTI SU USI CIVICI

2 Settembre 2020 18:52

L’AQUILA  – Colpo di scena in commissione congiunta al Senato, sul contestato progetto del metanodotto Sulmona-Foligno: è stato approvato l’emendamento che tutela gli usi civici, proposto dalla senatrice sulmonese pentastellata Gabriella Di Girolamo.

L’emendamento di maggioranza, che rientrerà nel decreto Rilancio e sarà sottoposto alla fiducia probabilmente venerdì, prevede la soppressione del comma relativo al Testo unico sugli espropri, nel quale si dà la possibilità di asservire coattivamente gli usi civici nel caso di opere interrate o che occupino una superficie non superiore al 5% dell’uso civico.

Ovvero i due commi che avrebbero abbattuto quello che era considerato forse l’ultimo baluardo, rappresentato dall’inviolabilità degli usi civici, per frenare la grande opera che prevede la messa a dimora di un tubo del diametro di 1,20 metri per 40 metri di trincea, che partirà da Sulmona, dove è prevista la realizzazione di una centrale di compressione, e arriverà a Foligno, attraversando altopiano dei Navelli, la conca aquilana, e l’alta valle dell’Aterno. Opera contestata da anni da agguerriti comitati per l’altissima sismicità dei territori che saranno attraversati da milioni di metri cubi di gas.

In base alla normativa finora vigente, a decidere sui terreni di uso civico era essenzialmente la comunità dei nativi, attraverso le Amministrazioni separate, assieme alla Regione con un potere superiore a quello statale, riconosciuto dalla Costituzione, tanto che gli usi civici “non possono essere espropriati o asserviti coattivamente se non viene pronunciato il mutamento di destinazione d’uso, fatte salve le ipotesi in cui l’opera pubblica o di pubblica utilità sia compatibile con l’esercizio dell’uso civico”.

Tanto bastava per il fronte del no al metanodotto a ritenere che proprio gli usi civici lungo il tracciato abruzzese oltre che nei territorio Paganica, anche in quello di Popoli, Pizzoli, Collebrincioni, Montereale, potevano rappresentare un solido ostacolo alla realizzazione dell’opera, e un appiglio giuridico per piogge di ricorsi e contenziosi, anche davanti alla Corte Costituzionale.

Nel Decreto semplificazioni è stata però aggiunta una postilla per la quale è consentita in ogni caso la realizzazione di un’opera di pubblica utilità, purché “interrata o che occupi una superficie inferiore al 5% rispetto a quella complessiva oggetto di diritto di uso civico”.

Quanto basta alla Snam a poter senza ostacoli e per le vie brevi a stendere il metanodotto sul tutto il tracciato previsto.

Un secondo articolo del decreto prevede che sia la Regione ad esprimere la compatibilità dell’opera con gli usi civici, di fatto escludendo le amministrazioni separate, che finora dovevano essere in ogni caso coinvolte. Le amministrazioni separate non potranno esprimere, motivandolo, il loro no, ad un intervento ritenuto incompatibile con la vocazione civica del territorio.

Ora invece sono state soppresse le lettere a dei commi 4 e 5 dell’articolo 60 del decreto Semplificazioni che consentivano la realizzazione di un’opera di pubblica utilità purché “interrata o che occupi una superficie non superiore al 5% rispetto a quella complessiva oggetto di diritto di uso civico”.

“Conseguentemente sopprime anche la previsione secondo la quale nella conferenza di servizi finalizzata all’autorizzazione delle reti nazionali di trasporto dell’energia -, si legge nell’emendamento, «e degli impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300 megawatt termici, le Regioni accertano i presupposti di compatibilità dell’opera con l’uso civico”.

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