SOPRINTENDENZE ABRUZZO: BIONDI, ”BASTA CAMPANILISMI”

7 Dicembre 2019 20:37

L'AQUILA – “La polemica riguardo alla stabilizzazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell'Aquila, con la consequenziale nascita di due Soprintendenze in Abruzzo, è il classico esempio di come campanilismi e miopi visioni micro territoriali possano costituire un freno alla crescita di una regione e pregiudicarne opportunità e sviluppo”.

Così il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, in riferimento alla riorganizzazione del Mibact che in Abruzzo ha visto la nascita della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province dell'Aquila e Teramo, con sede all'Aquila, che subentra alla Soprintendenza per la città dell'Aquila e i Comuni del cratere, e alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara con sede a Chieti.

“In primo luogo – dichiara in una nota – ritengo che quanto è stato fatto all'Aquila in questi anni, in termini di recupero, restauro e consolidamento del patrimonio monumentale, costituisce un bagaglio di esperienze, conoscenze e acquisizioni in grado di fare scuola, poiché in molti casi sono state sperimentate per la prima volta, a seguito del sisma, tecniche e metodologie assolutamente innovative e all'avanguardia”.

“La ciclopica opera di ricostruzione dei beni culturali, in una delle città più antiche d'Italia e con un centro storico tra i più estesi del Paese, ha dimostrato che elementi come sicurezza e restauro possono convivere e che anche in un territorio ad alto rischio sismico edifici antichissimi, medievali o rinascimentali possono avere alti indici di solidità e buona risposta alle sollecitazioni. In un Paese come l'Italia – prosegue Biondi – che detiene la maggior parte del patrimonio culturale mondiale e in cui molte aree del territorio, a cominciare dall'Abruzzo, registrano frequenti terremoti, questo bagaglio di conoscenze ed esperienze è un bene prezioso da non disperdere, ma da consolidare e valorizzare”.





“L'Abruzzo ha ingenti risorse e un potenziale in gran parte inespresso che possono tradursi in concrete e reali opportunità, foriere di crescita e sviluppo, solo se iniziamo a muoverci, programmare e pensare come un solo grande territorio. Un esempio lampante è il Museo Archeologico d'Abruzzo con sede a Chieti in cui pezzo forte ed emblema è il guerriero di Capestrano, proveniente da un'area interna, come dall'area aquilana provengono reperti importantissimi esposti al Museo, come le statue di togati dall'antica Foruli, nei pressi di Amiternum. Nessuno si sognerebbe di pretendere una frammentazione del Museo per ricondurre 'a casa' questi reperti”.

“L'Abruzzo è uno, forte di una storia millenaria che ci ha lasciato in eredità un patrimonio culturale preziosissimo, di attrattive paesaggistiche che hanno eguali, per varietà e bellezza, solo in poche parti del mondo, di tradizioni e saperi secolari e allo stesso tempo attualissimi”.

“Uniti possiamo candidarci e diventare una grande regione, moderna, attrattiva e competitiva, divisi, a partire dalla gestione dei beni culturali, e ancorati a miopi logiche territoriali, siamo condannati all'emarginazione e all'immobilismo nella sfida verso il futuro”, conclude Biondi.

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