SORGENTI CANISTRO: CAMPITELLI REPLICA A DI PAOLO, “STRUMENTALIZZA VICENDA E MOSTRA SUE CAPACITA’…”

21 Giugno 2021 15:00

: Abruzzo

L’AQUILA – “Ricordo al sindaco Angelo Di Paolo, che, negli enti locali vige il principio normativo di distinzione tra funzioni di indirizzo politico e di gestione. Gli atti amministrativi di una gara pubblica, come nel caso della concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro, rientrano per legge nella seconda ipotesi, e già questo, a nostro avviso, basterebbe a mettere a nudo le capacità amministrative del primo cittadino di Canistro”.

Durissimo attacco è dell’assessore regionale della Lega, Nicola Campitelli, che replica al primo cittadino di Canistro, ex consigliere regionale di centrosinistra e centrodestra ed ex assessore della Giunta di centrodestra di Gianni Chiodi, che ha chiesto le dimissioni del governatore abruzzese, Marco Marsilio, di Fdi, dell’assessore Campitelli, della Lega, e la rimozione dei componenti della commissione di gara che aveva aggiudicato provvisoriamente la concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga alla Santa Croce, che ha vinto il bando delle febbraio 2019. Questo dopo che i giudici del Tar abruzzese, hanno accolto le richieste della San Benedetto spa, esclusa e senza punteggio minimo, e del Comune di Canistro, e hanno annullato la determinazione dirigenziale di aggiudicazione del 3 luglio 2020. la sentenza del Tar dell’Aquila è stata pubblicata proprio nella giornata in cui si era ad un passo dall’assegnazione alla Società di Colella da parte della conferenza dei servizi,  dopo il parere favorevole del (Via) da parte della Regione Abruzzo.

Di Paolo ha chiesto le dimissioni anche presidente della commissione di gara, Franco Gerardini, dirigente regionale ora in pensione, per finire al Rup, Franco De Vincentiis e persino, al direttore del Dipartimento regionale competente, Pierpaolo Pescara.

Commenta ancora Campitelli: “Tuttavia, a seguito dell’ordinanza del Tar dell’Aquila, l’amministrazione regionale, appena avrà raccolto il parere tecnico dell’Avvocatura regionale, valuterà il percorso da intraprendere. Sul piano politico, invece, emerge come il sindaco Di Paolo voglia solo strumentalizzare una vicenda giudiziaria a beneficio del consenso personale in vista delle prossime elezioni amministrative in autunno. Un metodo che, come spesso accade, non produce risultati positivi”.

Il nuovo scontro segna l’ennesima puntata della lunga ed estenuante “guerra” sulle ambite e preziose acque minerali del centro marsicano divampata circa sei anni fa con la estromissione della Santa Croce, da parte della Regione, con una decisione che ha innescato un interminabile contenzioso con il risultato che da circa sei anni l’acqua finisce nel fiume Liri con i 75 operai a casa senza ammortizzatori  sociali, il territorio e la collettività più poveri e la Regione senza le entrate per l’utilizzo delle sorgenti. In un quadro fallimentare che vede il terzo bando andato a vuoto, due per intervento del Tar, il terzo per abbandono del Gruppo Norda, ben visto dal sindaco e la sua Giunta, che ha rinunciato proprio alla vigilia dell’avventura dopo aver ritenuto non conveniente sostenere le spese per la costruzione di uno stabilimento visto che l’attuale è di proprietà della Santa Croce.

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