SORGENTI CANISTRO: IRA EX SINDACO DI PAOLO PER ANNULLAMENTO GARA, “SFREGIO A LEGALITÀ”

3 Dicembre 2022 13:10

L'Aquila - Cronaca, Politica

L’AQUILA – “L’ennesimo sfregio alla legalità Non si può definire diversamente la determina del 25 novembre u.s. a firma del RUP, Enzo Franco De Vincentiis, e del dirigente del Servizio Politica Energetica e Risorse del Territorio, Dario Ciamponi, relativa alla gara per l’affidamento della concessione mineraria Sponga. Con tale atto, che sancisce la definitiva archiviazione della procedura di gara senza individuare un concessionario della sorgente di Canistro, trova il suo compimento una sequenza interminabile di condotte illegittime della Regione e in palese contrasto con le disposizioni normative”.

Il duro attacco arriva dall’ex sindaco di Canistro, Angelo Di  Paolo, dopo che è stato reso noto l’esito della seduta pubblica della Commissione dello scorso 26 settembre, presso gli uffici del Servizio Politica Energetica e Risorse del Territorio di Pescara, in base a cui si dovrà procedere a nuova gara, la terza, per l’affidamento della sorgente Sponga di Canistro, in quanto nè la Santa Croce nè la San Benedetto, le due società che hanno partecipato all’ultimo bando, poi annullato, non hanno i requisiti per poter vedersi assegnata la sorgente Sant’Antonio Sponga.

Come ha infatti confermato il sindaco di Canistro, Gianmaria Vitale, la commissione di gara della Regione, “ha preso atto delle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato sulla mancanza dei requisiti di ordine generale della Santa Croce srl. Inoltre, senza la riparametrazione, sia la Santa Croce che la San Benedetto non hanno raggiunto la soglia minima di punteggio stabilito dal disciplinare, attribuibile all’offerta tecnica”.

LA NOTA DI ANGELO DI PAOLO

Nel provvedimento si legge che la Commissione Giudicatrice “prende atto della decisione del TAR Abruzzo, confermata dal Consiglio di Stato, che nessuna delle due offerte ha superato i requisiti di aggiudicazione previsti dal bando, e che quindi non sussistono i presupposti per procedere alla proposta di aggiudicazione”.





L’affermazione è gravissima, poiché né dalla sentenza del Tar L’Aquila del 18 giugno 2021 né dalla sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, che la conferma in pieno, si rinviene tale dato. Ed infatti, il ricorso della San Benedetto SpA si riferiva alla determina dirigenziale del 3 luglio 2020 relativa all’approvazione dell’aggiudicazione a favore della Santa Croce srl ed all’esclusione della San Benedetto spa, per non aver raggiunto il punteggio minimo di 65 punti, ed il Tar Abruzzo ha annullato tale atto regionale, facendo venire meno anche la valutazione data dalla Commissione al progetto industriale della San Benedetto.

Ma ancor più gravemente nella determina finale di mancata aggiudicazione si legge che la Santa Croce “con particolare riferimento al requisito della regolarità fiscale”, all’esito della richiesta del 24.07.2021 della stazione appaltante di acquisire il provvedimento di accoglimento dell’istanza di rateizzazione dei debiti ciascuna delle cartelle di pagamento come certificate dall’Agenzia delle Entrate di Roma andata 24.05.2021 “ha riscontrato positivamente mediante la nota del 12.08.2021”.

Si tratta di un’affermazione del tutto infondata, che contrasta palesemente con quanto affermato dal Tar Abruzzo nella citata sentenza, laddove si legge che “Sussistono inoltre in capo alla Santa Croce S.r.l. debiti di natura fiscale nei confronti del Comune di Canistro in relazione ai quali la Santa Croce decaduta dai benefici di legge connessi alla procedura della cd. ‘rottamazione’ perché non ha pagato la seconda rata”.

La verità che non si scrive è che la Santa Croce ha si inviato alla Regione un foglio, peraltro senza alcuna firma in calce e con alcune cancellature, in cui risulta l’ammissione alla rateizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione di alcune delle innumerevoli cartelle non pagate dalla società, ma che poi è decaduta dal benefico per omesso pagamento delle successive rate.
E allora, perché vengono ancora una volta travisati i fatti da parte della Regione? Chi ha interesse a far passare un’altra verità?

Si tenga conto che il foglio inviato dalla società alla Regione è stato prodotto da quest’ultima, nel disperato tentativo di salvare la Santa Croce, nell’ambito del procedimento di appello svoltosi avanti al Consiglio di Stato, ma quest’ultimo ha completamente ignorato tale foglio, ribadendo, invece, quanto asseverato dal Tar, ossia che “quanto alle verifiche di regolarità fiscale l’attestazione di irregolarità rilasciata all’ANAC dall’Agenzia delle entrate in data 27 marzo 2020 fosse pienamente efficace”.

Ci si domanda, dunque, se tale attestazione sin dal marzo 2020 era pienamente efficace, come sostenuto dal Comune di Canistro e comunicato ai Commissari gara e ai vertici politici della Regione, ai quali l’Ente ha offerto documenti inequivocabili, perché, all’esito della sua acquisizione, la regione non ha proceduto a dichiarare l’esclusione dalla gara per la Sponga e la decadenza dalla concessione Fiuggino, come pur previsto dalla legge regionale sulle acque?
E perché tale esclusione non è stata adottata nella determina ultima del 25 novembre scorso? Eppure tanto ha stabilito in modo molto fin troppo esplicito il Tar Abruzzo, affermando che “la documentazione dell’Agenzia delle Entrate prodotta in giudizio per iniziativa del Comune di Canistro certifica in maniera inequivocabile l’irregolarità fiscale della società, il che avrebbe dovuto indurre la Regione ad adottare il provvedimento di esclusione della medesima dalla procedura”.





Duole costatare che la Santa Croce è ancora strenuamente difesa dalla Regione Abruzzo, che, contro ogni evidenza, vuole far passare che la società avrebbe rimediato a quegli ingenti debiti con richieste di rateizzazione risalenti al 2016, nonostante dopo la prima rata non siano state più pagate le successive rate.

Incredibile! Forse qualcuno in Regione vuole nascondere anche che l’Agenzia delle Entrate di Roma ha certificato in capo alla Santa Croce violazioni fiscali definitivamente accertate per 14 milioni di euro, ed altre contestazioni per20 milioni, con circa un milione e 800mila euro di debiti nei confronti del solo Comune di Canistro? Forse dimentica la Regione che la Santa Croce, a causa della sua pesantissima situazione debitoria, è alle prese con una procedura concorsuale presso la sezione Fallimentare del Tribunale di Roma?

Il Presidente Marsilio, in campagna elettorale aveva promesso alla comunità di Canistro – Sindaco Angelo Di Paolo – che avrebbe garantito il rispetto della legalità e che la vertenza sarebbe stata risolta con l’affidamento della sorgente ad un valido operatore economico. Ebbene, né il rispetto della legalità né l’affidamento ad una società economicamente forte sono stati rispettati. Il Presidente ne tragga le dovute conseguenze e con lui gli assessori che hanno omesso di vigilare sulla Commissione di gara, sebbene allertati dal Comune sin dal settembre 2019 sulle gravi irregolarità fiscali della società. Tre anni buttati al vento, caro Presidente, con buona pace delle sue promesse da marinaio!

La sessione di gara del 25 novembre era l’occasione per il riscatto dopo anni di inadempimenti ed errori grossolani, era l’ultima chance per ripristinare la verità dei fatti, dichiarando l’esclusione della Santa Croce per irregolarità fiscale e assegnando la concessione all’unico operatore economico rimasto in gara, ossia la San Bendetto SpA.

 

 

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