SORGENTI CANISTRO: SANTA CROCE RICORRE A CONSIGLIO STATO CONTRO ANNULLAMENTO AGGIUDICAZIONE DEL TAR

PATRON COLELLA: "CREDIAMO NELLE NOSTRE RAGIONI, DOCUMENTI REGOLARI E TRASPARENTI, SIAMO FIDUCIOSI DI VEDERCI ASSEGNARE LA CONCESSIONE", "VOGLIAMO INVESTIRE NEL COMUNE MARSICANO, SOCIETÀ IN SALUTE, PRODUTTIVA E IN REGOLA FISCALMENTE"

21 Giugno 2021 15:46

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – La Santa Croce presenterà ricorso al Consiglio di Stato contro la ordinanza del Tar dell’Aquila che ha annullato il verbale di gara con cui la commissione esaminatrice della Regione Abruzzo, in base al nuovo bando regionale, aveva assegnato alla società di imbottigliamento di acqua la concessione provvisoria delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro.

Lo rende noto in un comunicato stampa il patron del sodalizio molisano, Camillo Colella. Il Tar si è pronunciato in seguito al ricorso del gruppo San Benedetto che ha concessioni abruzzesi a Popoli, altra ed unica concorrente nel nuovo bando di gara lanciato dalla Regione nel febbraio del 2019, che aveva contestato il punteggio attribuito dalla commissione regionale, al di sotto della quota minima per essere classificata in graduatoria. L’ordinanza dei giudici amministrativi di primo grado è intervenuta venerdì scorso, proprio nel giorno in cui si è svolta la conferenza di servizi della Regione che, dopo il parere favorevole sulla valutazione di impatto ambientale da parte dell’Ufficio preposto, stava per assegnare definitivamente la concessione trentennale.  Il Tar ha dato ragione a San Benedetto che contestava alla commissione “di aver operato una riparametrazione per ciascun criterio e punteggio, nonostante tale operazione non sia stata prevista nel bando di gara”. Altro motivo dell’annullamento  è che  “la Regione ha adottato il provvedimento pur in presenza di specifica segnalazione, proveniente dal Comune di Canistro, su inadempimenti fiscali e contributivi” della Santa Croce,  in che costituisce un motivo di esclusione dalla gara.

“Crediamo fermamente – spiega però l’ingegnere Colella – nella bontà delle nostre ragioni e nella regolarità della nostra documentazione quindi insieme ai legali abbiamo deciso di rivolgerci al Consiglio di Stato per ribaltare il verdetto del Tribunale amministrativo dell’Aquila. In tal senso siamo fiduciosi e speranzosi di vedere riconosciuti i diritti per i quali ci battiamo da anni”.

A seguito della decisione del Tar, il sindaco di Canistro, Angelo di Paolo, ex consigliere regionale di centrosinistra e centrodestra ed ex assessore della Giunta di centrodestra di Gianni Chiodi, in corsa per le amministrative di autunno, nell’esultare per l’annullamento del verbale, ha chiesto le dimissioni del governatore abruzzese, Marco Marsilio, di Fdi, dell’assessore al ramo Nicola Campitelli, della Lega, e la rimozione dei componenti della commissione di gara che aveva aggiudicato provvisoriamente la concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga alla Santa Croce, ovvero il presidente della commissione di gara, Franco Gerardini, dirigente regionale ora in pensione, per finire al Rup, Franco De Vincentiis e persino, al direttore del Dipartimento regionale competente, Pierpaolo Pescara. A replicare è stato Campitelli che ha ricordato a Di Paolo che “negli enti locali vige il principio normativo di distinzione tra funzioni di indirizzo politico e di gestione. Gli atti amministrativi di una gara pubblica, come nel caso della concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro, rientrano per legge nella seconda ipotesi, e già questo, a nostro avviso, basterebbe a mettere a nudo le capacità amministrative del primo cittadino di Canistro”.

Il nuovo scontro segna l’ennesima puntata della lunga ed estenuante “guerra” sulle ambite e preziose acque minerali del centro marsicano divampata circa sei anni fa con la estromissione della Santa Croce, da parte della Regione, con una decisione che ha innescato un interminabile contenzioso con il risultato che da circa sei anni l’acqua finisce nel fiume Liri con i 75 operai a casa senza ammortizzatori  sociali, il territorio e la collettività più poveri e la Regione senza le entrate per l’utilizzo delle sorgenti. In un quadro fallimentare che vede il terzo bando andato a vuoto, due per intervento del Tar, il terzo per abbandono del Gruppo Norda, ben visto dal sindaco e la sua Giunta, che ha rinunciato proprio alla vigilia dell’avventura dopo aver ritenuto non conveniente sostenere le spese per la costruzione di uno stabilimento visto che l’attuale è di proprietà della Santa Croce.

Prosegue nella nota Colella: “Non vogliamo rinunciare, assolutamente, a lavorare ed investire a Canistro, sia per la economia del territorio sia per il futuro della collettività, a cui siamo molto legati. Naturalmente – prosegue -, miriamo anche al bene dell’azienda che ha uno stabilimento di proprietà dove si produce con la sorgente Fiuggino, ma che vogliamo valorizzare e rilanciare: questa nostra volontà è stata dimostrata con chiarezza nell’ambizioso progetto presentato nell’ambito del nuovo bando regionale”.

Colella sottolinea un dato: “La mia azienda è sana ed in salute, oltre che in Abruzzo produce in Molise, distribuendo la preziosa acqua minerale in tutta Italia con richieste sempre maggiori, chiaro sintomo della bontà dell’acqua. Ma non vogliamo rinunciare alla concessione delle sorgenti Sponga a Canistro dove abbiamo lavorato fino a circa 5 anni fa; da allora, l’acqua, purtroppo, finisce nel fiume Liri con ripercussioni negative per tutti, a partire dal Comune marsicano”.

Entrando, sia pure brevemente, nel merito della questione, l’ingegnere molisano si dice dispiaciuto del pronunciamento del Tar “proprio quando si stava concludendo il regolare e trasparente percorso di esame da parte della Regione”. “Visto che il Tar ha contestato il trasparente, attento e proficuo lavoro dei commissari, attendiamo con serenità di sapere se i vertici regionali proporranno appello in Consiglio di Stato”.

“Voglio precisare – chiarisce ancora – che il motivo del rigetto non è nella problematica fiscale: la mia società è in regola fiscalmente sia sui tributi locali sia nazionali, come testimoniato dalle istituzioni preposte, le uniche deputate a dare ufficialmente la posizione di imprese e cittadini. Il Tar ha contestato i criteri di assegnazione dei punteggi, sottolineando però che bisogna approfondire la regolarità di documentazione e progetti dei nostri concorrenti, il gruppo San Benedetto”, conclude il patron della Santa Croce.

Il Piano industriale di Santa Croce prevede la realizzazione di un percorso tematico “Alle sorgenti della vita”, che comprenderà in un unicum la bellissima area verde attrezzata intorno alle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro e allo stabilimento Santa Croce, che sarà potenziato con una nuova linea produttiva, e ancora quattro milioni di euro di ulteriori investimenti, in primis per realizzare un parco fotovoltaico al fine di ottenere l’autosufficienza energetica, e per massicci investimenti per pubblicità, marketing e comunicazione, al fine di rilanciare il marchio legato alla sorgente di Canistro, le cui acque minerali sono considerati di qualità altissima, tra le migliori in Italia. E per finire, dal punto di vista occupazionale, a regime 50 addetti, a cui si aggiungono fino a 500 posti di lavoro creati nell’indotto.

Un Piano che nella sua realizzabilità ha come garanzia il fatto che Santa Croce ha già operativo lo stabilimento, dove ora si già si imbottiglia acqua dalla più piccola sorgente Fiuggino, e possiede condutture, linee produttive e varie attrezzature, per un valore di 48 milioni di euro.

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