SPACCIO COCAINA A L’AQUILA: SGOMINATA BANDA DI ALBANESI E KOSOVARI, 7 ARRESTI, CACCIA A FUGGITIVI

PROVENTI REINVESTITI IN LOCALI COMMERCIALI E IMMOBILI ANCHE NEL CAPOLUOGO. A CAPO DEL SODALIZIO TRE FRATELLI, INDAGINI PARTITE NEL 2018. UN CHILO DI SOSTANZA SEQUESTRATA, CON SOLDI E ANCHE PISTOLE. SINDACO BIONDI, "RINGRAZIO LE FORZE DELL'ORDINE"

26 Ottobre 2021 11:46

L’AQUILA – Sette persone arrestate di cui 5 in carcere e 2  ai domiciliari,  di origine kosovara e albanese, tra i 20 e i 37 anni, con precedenti specifici in materia di stupefacenti ed appartenenti ad una famiglia ormai radicata nel tessuto sociale ed economico del capoluogo aquilano, associati tra loro allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti di trasporto, acquisto, vendita, detenzione e cessione cocaina. A beneficio dei tanti, troppi consumatori aquilani. Con proventi reinvestiti in attività commerciali e immobili, anche nel capoluogo. Altre cinque persone sono ricercate.

Questi i numeri dell’operazione del personale della Squadra Mobile della Questura di L’Aquila, coadiuvata da personale del Reparto Prevenzione Crimine, del Reparto Volo e da Unità Cinofile scattata all’alba e ancora in corso forniti nella conferenza stampa dirigente della Squadra Mobile  Danilo Di Laura e dal Capo di Gabinetto della Questura, il dottor Sandro De Angelis.

Ingente il giro di affari, tanto che, ha spiegato Di Laura, “i proventi sono stati reinvestiti in attività commerciali sia a L’Aquila che nei Paesi di origine”.

Non sono stati per ora forniti i nominativi degli arrestati, tra cui uno catturato a Putignano, in provincia di Bari.

Piazze di spaccio erano a Colle Sapone, nei pressi della galleria commerciale L’Aquila ovest, nei pressi del cinema Movieplex, a San Giuliano, a Pile, e in un distributore della statale 80.

Territorio controllato dall’organizzazione erano i quartieri di Pettino, del Torrione e di Pile.

La cocaina immessa sul territorio era a ritmi ingenti e serrati:  circa 2 chili ogni 10 giorni, proveniente da Lazio e Campania.

L’operazione è stata denominata Magnetic box, per l’espediente di  applicare alle confezioni di  cocaina un magnete, per occultarla in guard rail o dentro o sotto le autovetture, in punti nascosti e difficilmente individuabili in caso di controlli.

L’operazione è partita dal 2018, a seguito di un sequestro di un chilo di cocaina ad  un aquilano già all’epoca funzionale all’organizzazione.

La piazza di spaccio avveniva nei parchi, e in prossimità di centri commerciali, in luoghi insomma frequentati, dove le cessioni davano meno nell’occhio.

L’ordinanza di misura cautelare personale per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti è stata emessa dal gip del Tribunale Ordinario di L’Aquila su richiesta della Dda della Procura della Repubblica di L’Aquila.

Le complesse attività di indagine hanno consentito di ricostruire i fatti in un periodo di quasi due anni, durante il quale non solo sono state monitorate le numerosissime cessioni al dettaglio di cocaina, droga di cui è sempre più alta la richiesta nella realtà aquilana, ma anche l’intera organizzazione; un sodalizio facente capo a tre fratelli, che gestivano l’intero traffico avvalendosi di altre persone di fiducia, spesso legate da vincoli di sangue, che si occupavano a vario titolo della custodia, confezionamento e vendita al dettaglio della cocaina, agevolato anche dal fatto che gli associati comunicavano tra loro con disinvoltura in lingua madre, oltre ad usare termini criptati e comunicare attraverso i canali Whats-App e Telegram, in modo da rendere meno agevoli le attività di contrasto.

Nel corso dell’attività svolta sono stati effettuati numerosi recuperi di cocaina, anche di modeste quantità, che andavano a confermare il traffico e la vendita di sostanza stupefacente, per un totale di più di un kg di cocaina sequestrata.

L’indagine ha dunque inferto un duro colpo all’approvvigionamento e alla vendita della cocaina nel capoluogo aquilano, disarticolando una delle organizzazioni che negli ultimi anni si è ben radicata nel territorio con lo scopo di fornire una capillare distribuzione di sostanza stupefacente.

SINDACO BIONDI: “RINGRAZIAMENTO ALLE FORZE DELL’ORDINE”

“Rivolgo il mio ringraziamento alle donne e gli uomini della Squadra mobile alla Questura e alla Procura della Repubblica dell’Aquila per l’importante operazione che ha consentito di sgominare quella che a tutti gli effetti si configura come un’organizzazione criminale volta allo spaccio di sostanze stupefacenti. Si conferma l’incisività delle attività di monitoraggio e prevenzione portate avanti in città e nel nostro territorio da Forze dell’Ordine e magistratura. Un’attenzione costante che garantisce serenità e sicurezza per la nostra comunità, come confermato peraltro dalla recente indagine del Sole24Ore, in cui la provincia aquilana è agli ultimi posti in classifica – centesima su centosei – per numero di denunce effettuate ogni centomila abitanti”, scrive il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

PEZZOPANE: “NESSUNA TOLLERANZA VERSO CRIMINALI”

“Vorrei fare i miei più sentiti complimenti alle forze dell’ordine impegnate nell’operazione che ha portato questa mattina all’arresto di 7 persone  per trasporto, acquisto, vendita e detenzione di cocaina. Un’operazione importante che ha visto la partecipazione del personale della Squadra Mobile della Questura de L’Aquila, coadiuvata da personale del Reparto Prevenzione Crimine, del Reparto Volo e da Unità Cinofile. Già qualche giorno fa un’altra operazione condotta dal Comando dei Carabinieri dell’Aquila aveva portato  ad altri arresti”.

Lo dichiara in una nota la deputata della presidenza del gruppo Pd alla Camera, Stefania Pezzopane: “Il crimine che si crea attorno al grande spaccio è spesso sottovalutato. Spesso assistiamo al coinvolgimento di giovani e famiglie che finiscono in un tunnel devastante con esiti distruttivi. Dobbiamo tenere alta l’attenzione su questo tipo di delinquenza per garantire ai cittadini serenità e convivenza civile. Va sviluppata una rete sociale che segua famiglie e persone che convivono con la droga e la dipendenza. Ma nessuna tolleranza verso i criminali che infestano la città e tante frazioni e comuni del comprensorio”.

 

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