SPARATORIA PESCARA: INDAGINI SU AFFARI DI CAVALLITO E ALBI E SU TELEFONO NON PORTATO VIA DAL KILLER

5 Agosto 2022 09:26

Pescara - Cronaca

PESCARA – E’ stato sottoposto ieri ad un nuovo intervento chirurgico per Luca Cavallito, il 49enne ex calciatore, rimasto gravemente ferito nell’agguato di lunedì sera al Bar del Parco di Pescara, in cui ha perso la vita Walter Albi, architetto 66enne.

L’intervento è stato finalizzato all’estrazione di un proiettile che il 49enne aveva ancora nella spalla. L’uomo, dopo l’arrivo in ospedale, era già stato sottoposto a più interventi chirurgici, per poi essere ricoverato in Rianimazione. Raggiunto da almeno quattro colpi, ha riportato lesioni a torace, addome, arto superiore destro e volto. Le sue condizioni, seppur stabili, restano estremamente gravi.

Oggi saranno effettuata l’autopsia sul corpo di Albi, da part del medico legale Ildo Polidoro.

Intanto proseguono le indagini. Dalla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza è emerso che il killer, una decina di minuti prima dell’agguato, aveva effettuato un sopralluogo sul posto, probabilmente per studiare le modalità di azione e per accertarsi della presenza dei due.

Massimo riserbo da parte degli inquirenti, inoltre, su un telefono trovato sul luogo del delitto. Dai filmati si vede chiaramente che il killer porta via dal tavolo di Albi e Cavallito uno smartphone o forse due. Il dispositivo rinvenuto sul posto apparterebbe ad Albi, e da quanto emerge, riservato ai contatti familiari, differente da quello che il professionista utilizzava per lavoro. In ogni caso potrebbe rivelarsi determinante. Non è stato portato via, perché rimasto sotto il corpo di Albi, che lo teneva in mano.

Cavallito è sotto stretta vigilanza armata. A vista dentro la stanza del reparto di rianimazione. Si teme che il killer possa tornare in azione.   Si indaga anche su quanto avvenuto martedì sera:  un uomo, con accento napoletano e un braccio pieno di tatuaggi, si è presentato davanti all’ingresso dell’ospedale, chiedendo con insistenza informazioni su di lui, Voleva sapere se fosse ancora vivo, e ha chiesto di essere accompagnato nel reparto di Rianimazione per vederlo.

Si indaga sulle attività di business di Albi, amministratore di più di una società, qualcuna anche all’estero.  Aveva lavorato nei paesi dell’est Europa, in Romania e in Bulgaria.  E recentemente ad amici aveva confidato la sua forte preoccupazione per un debito da 90 mila euro, a seguito dell’acquisto di un’attività,  che non si è rivelato però un buon affare

Mercoledì pomeriggio, la polizia è tornata nell’abitazione di Cavallito per una approfondita perquisizione.

L’uomo, arrestato nel 2012 per aver trasportato panetti di hashish assieme a tre uomini di Cerignola in Puglia, aveva avviato poi un’attività di acquisto di jeep militari, auto d’epoca e usate, di ristrutturale per poi venderle all’estero.  E con Albi condivideva il progetto di un albergo galleggiante nella zona del porto turistico.

 

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