SPESA RIFIUTI: MASSIMI A RIVISONDOLI, A L’AQUILA, TERAMO E CHIETI OLTRE STANDARD

RICERCA FONDAZIONE OPENPOLIS, IN ITALIA PER SMALTIMENTO E RACCOLTA 9 MILIARDI DAI BILANCI COMUNALI, INTERAMENTE COPERTI DA TARI. IN ABRUZZO COSTI MINIMI A MOZZAGROGNA, ROCCA PIA E TARANTA PELIGNA

2 Dicembre 2021 07:06

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – E’ Rivisondoli in provincia dell’Aquila, il comune abruzzese dove si spende di più per la raccolta  trasporto e smaltimento di tutti i rifiuti solidi urbani, ben al di sopra della spesa calcolata come standard, ovvero ottimale dal Sose, società per azioni creata dal Ministero dell’economia e dalla Banca d’Italia.

Al contrario la spesa è minima, a Mozzagrogna, in provincia di Chieti, pari a 35,93  euro pro capite. Tra i comuni capoluogo di provincia sforano la soglia della spesa standard Chieti, con  spesa pro capite di 234 euro, L’Aquila, 223.83 euro,  e Teramo  210.07 euro, mentre Pescara è sotto la soglia, con una spesa di solo 187.7 euro pro capite.

L’interessante panoramica è fornita dalla fondazione Openpolis, che restituisce per tutto il paese una situazione disomogenea: in comuni infatti con le stesse caratteristiche, al di là della raccolta differenziata o meno, i costi per questa essenziale servizio offerto dai comuni è molto differente. Funzione a cui è destinato circa il 27% della spesa corrente destinata alle funzioni fondamentali dei comuni, per un totale di   9 miliardi bi euro l’anno.

Risorse che vanno a finanziare le numerose attività direttamente e indirettamente la raccolta il trasporto, la trasformazione il recupero e infine lo smaltimento di tutti i rifiuti solidi urbani e di quelli speciali assimilati a quelli urbani, e che devono essere finanziati interamente attraverso la tassa rifiuti (Tari).

Importante è chiarire il concetto di spesa standard, calcolato dalla Sose, Soluzioni per il Sistema Economico Spa:  il valore in euro di quanto ciascun comune dovrebbe spendere per quel determinato servizio, in base alle sue caratteristiche demografiche, morfologiche e socio-economiche.  Tra i parametri più rilevanti le tonnellate di rifiuti prodotti, la percentuale di raccolta differenziata e i fattori di contesto comunale, come l’età media della popolazione, livello di istruzione, densità abitativa, reddito medio e popolazione.

Come spiega  Openpolis, “per motivi diversi piccoli e grandi centri possono incontrare particolari difficoltà nello svolgimento della funzione rifiuti. Da un lato i piccoli comuni, che anche se poco abitati devono comunque garantire il servizio, con uno sforzo economico maggiore rispetto ad altri enti, spesso anche per via di caratteristiche morfologiche che ostacolano la raccolta dei rifiuti (basti pensare ai comuni montani). Dall’altro lato le città, dove il maggior numero di residenti e l’alta densità abitativa generano una maggiore quantità di rifiuti e l’estensione del territorio può rendere più complessa e più costosa l’implementazione di misure quali la raccolta porta a porta”.

Veniamo dunque al focus sull’Abruzzo:  I dieci comuni dove la spesa pro capite per i rifiuti è più alta, e sempre al di sopra della spesa standard, sono Rivisondoli (L’Aquila), 1.229,40 pro capite contro una spesa standard 437,41 euro, Pietracamela (Teramo) 620,33 euro pro capite,  (279,40 spesa standard), Roio del Sangro (Chieti), 550,33 euro pro capite(244,37), Cappadocia (L’Aquila), 514,26 (326,80),  San Benedetto in Perillis (L’Aquila) 510,29 euro pro capite (217,84), Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), 430,14 euro pro capite (400,68), Tione degli Abruzzi (L’Aquila), 394,89 euro pro capite (152,97), Cansano (L’Aquila), 391,66 euro pro capite  (170,29).

Come si vede tutti comuni montani, che hanno oggettive difficoltà a gestire il ciclo di raccolta, smaltimento. Montani sono però anche e i comuni che spendono  meno di tutti in Abruzzo, e sotto la  Mozzagrogna (Chieti) 35,93 euro pro capite (107,41), Rocca Pia (L’Aquila), 37,47 euro pro capite (262,89), Taranta Peligna (Chieti) 38,29 euro (132,49), Liscia (Chieti) 40,22 euro (104,00), Fossa (L’Aquila) 41,65 euro (117,44), Ortucchio (L’Aquila) 45,24 euro (149,88), Villalfonsina (Chieti), 52,52 euro (85,75), Castel Castagna (Teramo) 54,96 euro (88,35), Guilmi (Chieti), 62,14 euro (120,99), Elice (Pescara), 63,79 euro (105,31).

Per quanto riguarda invece i comuni capoluogo, a Chieti la spesa pro capite è di 234 euro, contro una spesa standard di 205,46 euro, L’Aquila 223.83 euro pro capite contro una spesa standard di 191.12 euro, Teramo spende 210.07 euro pro capite contro 160.26 euro

Al contrario Pescara spende meno della spesa standard, 187.7 euro pro capite, contro 232.24 euro,

Per quanto riguarda i comuni più grandi superano la spesa standard Francavilla 206.97 euro pro capite (204.61 euro spesa standard) e Roseto degli Abruzzi 220.87 euro pro capite (187.6 euro)

Mentre sono al di sotto della spesa standard, Lanciano 138.67 euro pro capite contro 170.39 euro di spesa standard, Vasto 174.11 euro pro capite (174.84 euro), San Salvo 137.5 euro pro capite (185.9 euro), Avezzano 142 euro pro capite (166.2 euro), Sulmona, 154.88 euro pro capite (198.39 euro), Montesilvano 202.74 euro pro capite (205.8 euro), Spoltore 120.79 euro pro capite (137.76), Giulianova 251.34 euro pro capite (252.53), Alba adriatica 264.28 euro pro capite (296.17 euro), Tortoreto, 196.85 euro pro capite (286.25 euro).

“Poco più della metà dei comuni (52%) presenta una spesa storica per i rifiuti inferiore alla spesa standard, contro un 48% che invece spende più di quanto stimato da Sose. Una situazione che potrebbe essere collegata alla particolare natura della funzione rifiuti. Un servizio che infatti, a differenza degli altri, ricade direttamente sulle tasche dei residenti, e non, e che quindi riceve da parte dei cittadini una maggiore attenzione. In questo senso è presumibile pensare che gli amministratori comunali, consapevoli di questo aspetto, tendano a ridurre il più possibile i costi, spendendo quindi meno di quanto stimato da Sose.

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