“SPOPOLAMENTO E DESERTIFICAZIONE NELLE AREE INTERNE”: ALLARME DEL SINDACO DI NAVELLI

19 Dicembre 2023 12:38

L'Aquila - Politica

NAVELLI – “La popolazione abruzzese scende ancora e rischiamo di essere meno di un milione tra qualche decennio. Per questo le zone interne sono in pericolo di desertificazione, ma la politica resta in silenzio”.





A lanciare l’allarme è il sindaco di Navelli (L’Aquila) Paolo Federico che interviene a commento dei recenti dati Istat. “L’analisi dell’Istituto”, continua il sindaco, “non lascia spazio ad interpretazioni. La popolazione della nostra regione è diminuita ancora di 3.323 residenti. Un calo che potrebbe rappresentare la scomparsa di tre o quattro paesi delle zone interne che spesso non superano la soglia dei 500 abitanti. Una dinamica alla quale si somma l’attrattività dei centri costieri della regione per i giovani. Queste forze stanno colpendo in maniera forte le zone interne che spesso, a differenza di qualche anno fa, vedono ridurre anche la capacità di attrazione dei centri urbani differenti da quelli della costa, di conseguenza, le persone non possono neanche più fare i pendolari, ma sono costrette ad emigrare nelle città costiere per lavorare o vanno all’estero.  Un fenomeno che sta già dando i suoi risultati. Si pensi”, aggiunge, “alla recente indagine sullo spopolamento urbano dove L’aquila ha la maglia nera per la nostra regione”. Il riferimento è al fatto che nel Capoluogo di regione, in percentuale, le case non occupate da dimoranti abituali sono il  43,3% di quelle presenti, mente a Chieti il 23% e Pescara  il 19,2%.





“Alla lettura di questi dati”, conclude il sindaco, “sono rimasto davvero sorpreso e preoccupato, ma la cosa che mi ha fatto più riflettere è stata la mancanza totale di riflessioni e non dico di proposte, ma almeno di una presa di coscienza da parte della politica locale. Insomma, forse, è il caso di cominciare a riflettere sui problemi seri e pensare alle strategie da mettere in campo partendo anche da questi dati. Temi che, a mio modesto parere, dovrebbero essere segnati in rosso nell’agenda di ogni politico, ma temo che così non sia così”.

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