SPOPOLAMENTO E TENUTA WELFARE: ORLANDO, “CENTRALE LOTTA AD EVASIONE FISCALE E SANITA’ TERRITORIO”

EX PARLAMENTARE ORLANDO AVVIA DIBATTITO A SEGUITO DI INTERVISTA ABRUZZOWEB A PROFESSOR MATTOSCIO SU CONSEGUENZE EROSIONE DEMOGRAFICA SU SOSTENIBILITA' SISTEMA PENSIONISTICO

3 Marzo 2022 08:54

L'Aquila: Abruzzo

GUARDIAGRELE – Il ruolo e il  peso della sanità del territorio, dell’integrazione dell’offerta turistica, delle politiche industriali e della lotta all’evasione per garantire un futuro ala tenuta del welfare e del sistema pensionistico, minacciato dal fenomeno della progressiva riduzione della popolazione e invecchiamento della stessa, in Italia e in Abruzzo Questo il tema al centro dell’intervento che Abruzzoweb ospita a firma di Angelo Orlando, ex senatore di Rifondazione comunista nel primo governo di Silvio Berlusconi, due volte consigliere regionale, ed ex presidente della prima commissione Bilancio. Il suo itervento prede le mosse dall’intervista di Abruzzoweb a Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione Pescarabruzzo, economista e docente universitario, in cui professore ha sostenuto, in sintesi, che  “La crisi demografica che interessa e continuerà ad interessare l’Italia e l’Abruzzo avranno pesanti ripercussioni sotto il profilo della crescita, del benessere, della tenuta del welfare state e del sistema pensionistico. Occorre dunque già da ora ripensare il sistema economico nel suo complesso, come pure la vocazione delle aree interne, le più soggette a spopolamento, che possono avere un futuro solo con una integrazione ​forte, sistemica, ​con le aree costiere e di pianura​, quelle​ a maggior prodotto interno lordo”.

SPOPOLAMENTO E TENUTA WELFARE: ORLANDO, “CENTRALE LOTTA AD EVASIONE FISCALE E SANITA’ TERRITORIO”

Egregio direttore, ho letto con attenzione l’intervista al professor Nicola Mattoscio che, con il suo bagaglio di conoscenze e la sua esperienza accademica internazionale, evidentemente può offrire spunti di riflessione originali sulle prospettive future, in primis dell’Abruzzo.

Ho notato, altresì, con piacere che, finalmente, gli studi e le tabelle del dottor Aldo Ronci acquisiscono un rilievo diverso dalla semplice constatazione a cui spesso sono condannati. I dati preziosi, però, andrebbero sempre collegati ad altre analisi e dati che riguardano, ad esempio, l’andamento dell’imprese e dell’economia in generale.

Ora, il professor Mattoscio evidenzia il carattere estremamente pericoloso dell’erosione demografica e soprattutto quelli che saranno gli effetti sul sistema pensionistico, ribadendo opportunamente quello che anche altri analisti istituzionali, “ Itinerari Previdenziali “ e l’UPB, L’Ufficio parlamentare di bilancio, in primis, sostengono, la non sostenibilità, cioè ,del sistema pensionistico a medio e, soprattutto, a lungo termine.

Osservato, inoltre, che un modello privatistico di tutela non può assolutamente sopperire a carenze dei modelli previdenziali tradizionali, il professore sostiene che “qualunque proposta che si prefigga di dare risposte alle zone interne prese isolatamente, è destinata al fallimento e all’insuccesso.

Occorre intervenire con modelli di crescita integrati con le aree costiere di pianura, quelle a forte crescita e sviluppo”. A questo punto, rispettosamente, ritengo che debbano essere evidenziate alcune problematiche particolari.

FISCO

Secondo rilievi della CGIA di Mestre, in Abruzzo ci sarebbero 2.439.000.000 di euro di imposte evase, cioè 18 euro per ogni 100 euro di gettito incassato e una percentuale di valore aggiunto riferito all’economia non osservata pari al 15,6% ( dati al 31 luglio 2021 riportati dalla rivista Money del 2/08/2021 ). La situazione diventa ancora più chiara guardando il prospetto dell’addizionale regionale Irpef Abruzzo, quella che contribuisce al finanziamento del SSR, nell’anno di imposta 2018.

Ebbene, su 618.430 versanti per ammontare pari a 246.000.749.090 euro, solo 15.506 versanti dichiaravano un reddito superiore ai 70.000 euro.

Se poi, addirittura, andiamo ad analizzare, sempre per il 2018, la natura dell’addizionale Irpef comunale, vediamo che in genere il 90% dell’addizionale stessa proviene dai lavoratori dipendenti e dai pensionati, il che conferma pienamente i timori del professore.

Il timore diventa terrore se si pensa che tra gli allegati alla legge di bilancio esiste un disegno di legge sull’autonomia differenziata, autonomia differenziata che costerebbe all’Abruzzo tanto quanto l’evasione fiscale. Reggerebbe allora il sistema-Abruzzo?

SEVEL

Quanto, poi, al riferimento alla scissione tra aree interne e aree costiere e alla necessità di modelli di crescita integrati, ritengo che debbano essere messi in evidenza alcuni elementi generalmente solo sfiorati dalla classe politica d’Abruzzo.

Per quanto concerne la dinamica delle imprese abruzzesi e, soprattutto, la dinamica delle esportazioni non viene adeguatamente analizzato dai “decisori” il calo, prospetticamente progressivo, del Pil e delle esportazioni regionali come conseguenza della crisi strisciante che attraversa la fonte primaria di Pil ed esportazioni, cioè la Sevel, con il rischio reale di vanificare sforzi, tardivi, di infrastrutturazione.

SANITA’

Le “cosiddette” riforme imposte dai problemi natura finanziaria del Servizio Sanitario Regionale non solo non hanno “efficientato” i servizi, ma hanno addirittura incrementato lo squilibrio tra zone costiere, nelle quali la componente ospedaliera e quella dell’assistenza territoriale godono di una condizione tutto sommato favorevole, e le zone interne nelle quali la spoliazione dei presidi ospedalieri di Gissi, Casoli, Guardiagrele, Pescina e Tagliacozzo non ha visto come contraltare positivo un adeguato potenziamento dell’assistenza territoriale.

Un tentativo per fermare la fuga dalle zone interne, tenendo conto anche del progressivo invecchiamento di quelle popolazioni, potrebbe essere la creazione, finalmente, di una rete di protezione basata anche sulle Case di comunità, sull’innovazione tecnologica e su possibili esperimenti originali come la creazione di strutture di “silver co-housing and care”, perché è evidente che, quando al problema del lavoro si somma la difficoltà di tutela della salute, la fuga diventa un’opzione prioritaria.

Tutto questo poi in una situazione nella quale neppure i conti appaiono sotto controllo, ragion per cui, forse, andrebbero rivisti il ruolo stesso e le modalità operative di quel tavolo di monitoraggio romano che dal 1 dicembre 2009 indirizza e gestisce, di fatto, grazie all’evidente deresponsabilizzazione della classe politica regionale, il sistema sanitario regionale.

TURISMO

Un’altra ragione della inevitabilità, allo stato attuale, della fuga dalle aree interne sta nel fatto che vengano trascurati alcuni elementi che invece andrebbero assolutamente valorizzati.

Chi ha assistito agli spot promozionali dell’Abruzzo all’Expo di Dubai ha visto una regione ricca di falchetti e spaghetti, trabocchi e brodetti, vino, olio e biciclette, risorse sì preziose, ma da illustrare e contestualizzare diversamente.

Non ha certamente pensato che l’Abruzzo ha il 7,3% del patrimonio turistico calpestabile d’Italia, una percentuale quasi doppia di quella della Sicilia.

Non hai immaginato che la Via Verde, nata con la legge regionale 5/2007 non era nelle intenzioni del legislatore una pure semplice pista ciclabile, quanto piuttosto una direttrice lineare sulla costa sulla quale dovevano essere innestate delle aste dirette verso l’interno così da poter raggiungere, ad esempio, il Miracolo Eucaristico di Lanciano, le Grotte di Rapino, Cluviae a Casoli, Juvanum e Montenerodomo e tutto il ricco patrimonio naturale del Parco della Majella.

Così non si capisce neppure perché aldilà di velleità di incremento demografico finanziariamente solleticato non si crei un sistema organico di sfruttamento di risorse come ad esempio San Clemente a Casauria, Bominaco, San Liberatore a Majella, Luco, Celano, Corfinio e tutto quanto può generare un interesse capace di sostituire l’effimero di un turismo mordi e fuggi con un turismo culturale, probabilmente più produttivo e continuo. Si dimentica poi che, ad esempio un treno, che parta da una stazione “silver” vicino alla Via Verde – Lanciano – potrebbe arrivare a Castel di Sangro e da Castel di Sangro, attraverso i tesori della Sulmona di Ovidio, e le prospettive turistiche di Campo di Giove, scendere fino ai tesori archeologici di Sepino e Pietrabbondante in Molise, con un progetto interregionale in grado di attrarre turisti e, allo stesso tempo, rilevanti fondi europei interregionali. Ma, forse, per realizzare questo sogno è necessario affidare la concretizzazione di questo ambizioso disegno ad un’impresa capace di creare ricchezza e valore aggiunto, l’Opera Romana Pellegrinaggi, opportunamente trasformata, alla bisogna, in Opera Romana Pellegrinaggi Turistici!

Probabilmente questo sforzo culturale non produrrà effetti rivoluzionari, ma quantomeno potrebbe “trattare” il problema e bloccare l’emorragia. P.S. Non vi pare che in questo contesto di speranze di riequilibrio tra costa e interno ci sia un Convitato di pietra un poco, solo un poco, egoista?

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