SPORT DI SQUADRA E CONTATTO, SI RIPARTE IN ABRUZZO: SI’ A PUBBLICO, L’ORDINANZA

12 Agosto 2020 10:37

L’AQUILA – In Abruzzo ripartono gli sport di squadra e di contatto. Ne dà notizia l’assessore regionale al ramo, Guido Liris, a seguito della firma dell’ordinanza numero 78 dell’11 agosto che disciplina le modalità.

Il provvedimento trae origine da quanto previsto nel decreto della Presidenza del Consiglio del 7 agosto secondo cui “è consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle Regioni e Province Autonome che abbiano preventivamente accertato la compatibilità delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”.

“La Regione Abruzzo – dice Liris – ha recepito le indicazioni fornite dalle singole Federazioni sportive che hanno messo a punto protocolli specifici sulle modalità attraverso cui far ripartire le discipline sportive di squadra e di contatto. L’ordinanza trae fondamento dagli indicatori sulla curva epidemiologica che attualmente fotografano una situazione sotto controllo. E’ di tutta evidenza, in ogni caso, che sarà essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di contact tracing in modo da identificare precocemente tutti i focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia”.

Al di là delle singole specificità, l’ordinanza prevede una serie di prescrizioni generali: l’accesso alla sede dell’attività sportiva (sede dell’allenamento o della gara) potrà avvenire solo in assenza di segni/sintomi (febbre, tosse, difficoltà respiratoria, alterazione di gusto e olfatto) per un periodo precedente l’attività pari almeno a 3 giorni.





Inoltre, all’accesso dovrà essere rilevata la temperatura corporea: in caso fosse superiore a 37.5 °C non sarà consentito l’accesso; il registro dei presenti nella sede dell’attività di allenamento o della competizione sportiva (es. atleti, staff tecnico, dirigenti sportivi, massaggiatori, fisioterapisti) dovrà essere mantenuto per almeno 21 giorni.

Andranno assicurati una corretta informazione, una regolare e frequente pulizia degli spazi e delle attrezzature, il mantenimento della distanza interpersonale minima di almeno un metro in caso di assenza di attività fisica e, per tutti i momenti in cui la disciplina sportiva lo consente, di almeno due metri durante l’attività fisica, fatta eccezione per le attività di contatto previste in specifiche discipline. Tutti gli indumenti e oggetti personali dovranno essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti. I gestori dovranno verificare l’efficacia degli impianti di ricambio dell’aria. Gli spazi andranno riorganizzati per garantire l’accesso in modo ordinato. L’altra novità introdotta dall’ordinanza è la possibilità di favorire la partecipazione del pubblico ai singoli eventi sportivi di minore entità, che non superino il numero massimo di mille spettatori per gli stadi all’aperto e di duecento per gli impianti al chiuso.

La presenza del pubblico sarà comunque consentita solo negli impianti che consentano di assicurare la prenotazione e l’assegnazione preventiva del posto a sedere, con adeguati volumi e ricambi d’aria, nel rispetto del distanziamento interpersonale sia lateralmente che frontalmente e con l’obbligo di misurazione della temperatura all’accesso e utilizzo della mascherina.

“Dopo essere stati i primi a consentire la ripartenza dell’attività sportiva, seppur con restrizioni – dice Liris – oggi completiamo il percorso favorito dal confronto costante con le Federazioni. Una decisione di buon senso, per la quale ringrazio sia il governatore Marco Marsilio che l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, che permetterà ad associazioni, atleti e appassionati di tornare a vivere lo sport in maniera più completa, senza distogliere l’attenzione dalla necessità di rispettare le misure di prevenzione e, ovviamente, tenendo conto degli indicatori epidemiologici”.

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