SPORT E PANDEMIA A L’AQUILA, BIZZARRI: “CUS FERMO DA OTTOBRE E SENZA NESSUN AIUTO”

23 Dicembre 2020 11:30

L’AQUILA “Lo sport, a cominciare da quello dilettantistico, lo sanno tutti, è sinonimo di salute e prevenzione e si può praticare in massima sicurezza anti-contagio come abbiamo dimostrato anche noi quest’estate. Eppure siamo fermi dal 4 ottobre e senza nessun concreto aiuto economico”.

Ad affermarlo nell’intervista ad Abruzzoweb, negli impianti sportivi di Centi Colella L’Aquila, è Francesco Bizzarri, presidente del Centro universitario sportivo (Cus) dell’Università dell’Aquila e presidente regionale del Comitato universitario sportivo italiano (Cusi).

Francesco Bizzarri, che è anche medico, spiega che alla luce dei Dpcm governativi “lo stop dell’attività significa che circa 1.000 nostri iscritti, giovani per cui attività sportiva riveste un valore anche culturale e sociale sono costretti a rimanere a casa, nel momento in cui l’attività sportiva, svolta in massima sicurezza, sarebbe importante anche dal punto di vista psicologico”.




Lo stop forzato comporta anche pesanti conseguenze dal punto di vista economico per il centro sportivo universitario dove, ha ricordato il presidente, “gli organismi dirigenziali non percepiscono stipendio, ma sono numerosi i dipendenti addetti alle molteplici mansioni necessarie a gestire le attività sportive degli importanti impianti. Nei primi calcoli abbiamo perso quasi 100mila euro su un budget di 400 mila euro l’anno: una cifra enorme. Ma quello che più rattrista è che non abbiamo ricevuto pressoché nessun aiuto. Non va dimenticato che il Cus dà lavoro anche a numerosi collaboratori che per ora hanno ricevuto i ristori governativi ma ti avrebbero enorme difficoltà se lo stop l’attività sportiva dilettantistica si protrarrà ancora a lungo”. (ft)

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