STAMINA: GENITORI PICCOLA GINEVRA, ”INFUSIONE, OPPURE MORIRA”’

9 Giugno 2014 13:49

RAGUSA – I genitori di una bambina che è tra i 34 pazienti infusi a Brescia col metodo Stamina, Michele e Veronica Arnieri, lanciano un appello per “salvare” la loro piccola Ginevra, intervistati dall'Agi. 

“Voi che vi prendete il diritto di far morire i nostri figli, avete una coscienza? Riuscite a guardarvi allo specchio? Cosa fareste se anche i vostri figli stessero male come i nostri? Se avete un minimo di cuore aiutateci, la nostra piccola Ginevra sta sempre peggio, ha bisogno di fare la quinta infusione a Brescia col metodo Stamina”, dicono i genitori che rendono pubblica la loro identità e la loro vicenda nella speranza di ottenere le cure che credono utili per Ginevra, 3 anni e mezzo, affetta da ‘leucodistrifia di Krabbe’, la stessa patologia neurodegenerativa del piccolo Federico, un altro dei 34 pazienti del metodo Vannoni che sabato mattina ha potuto ricevere l'infusione effettuata da Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation, dopo l'esito favorevole del ricorso d'urgenza presentato dai genitori al Tribunale di Pesaro, che ha nominato lo stesso vicepresidente di Stamina come responsabile dell'infusione. 

A Guardiagrele, in provincia di Chieti, c'è la piccola Noemi, affetta da Atrofia muscolare spinale

“Vogliamo che anche nostra figlia abbia una speranza di vita”, affermano Michele e Veronica, che raccontano: “Con l'arrivo del caldo Ginevra rischia costantemente e la scorsa notte è andata più volte in crisi di respirazione. Su lei, come su tanti altri pazienti in cura, la terapia con le cellule staminali mesenchimali adulte ha dato notevoli risultati”.






Ginevra, secondo il racconto dei genitori, era immobilizzata, stentava a respirare e non dava segni concreti di attenzione quando cominciò la terapia a Brescia. 

“Quando ha iniziato le infusioni stava male, peggiorava sempre più. A maggio dell'anno scorso iniziò la terapia e si vide sin da subito un miglioramento progressivo. Ginevra avrebbe dovuto fare la quinta infusione a febbraio ma anche a lei – dicono i genitori – così come a tutti gli altri pazienti infusi, è stata negata questa possibilità”. 

“Ginevra sta male – lamentano – davvero male, peggiora ogni giorno che passa. Così non si può continuare. Vogliamo, meritiamo, che lei possa fare la quinta infusione, così come recita il decreto Balduzzi. Non siamo noi che vogliamo qualcosa fuori legge, sono loro che non capiscono che condannare a morte delle piccole creature indifese è un reato gravissimo, è un vero e proprio omicidio, come quello che è stato perpretrato ai danni della piccola Rita Lorefice. Siamo disposti a tutto pur di far curare nostra figlia, non ci arrenderemo davanti a niente e nessuno e facciamo appello alle persone libere e di coscienza di questo Paese”. 

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