STATI GENERALI ECONOMIA, BAGNAI: “ATTUAZIONE PNRR IMPONE SNELLIMENTO SISTEMA AMMINISTRATIVO”

ECONOMISTA E SENATORE LEGA: TORNIAMO A VALORIZZARE I MESTIERI PER CONTRASTARE CARENZA DI MANODOPERA. FABRIS (STRADA PARCHI): SBLOCCHIAMO 6 MLD DI EURO PER LA MESSA IN SICUREZZA DI A/24 E A/25 CHE SCORRE IN TERRITORI AD ALTRO RISCHIO SISMICO E PER L’ATTRAVERSAMENTO DI FAUNA SELVATICA

25 Settembre 2021 09:46

L'Aquila: Abruzzo

PESCARA – “La questione centrale del Piano di ripresa e resilienza non è tanto la quantità di fondi disponibili, che sono ingenti, quanto la capacità di spenderli e ciò presuppone la necessità di passare da un sistema amministrativo basato sulle autorizzazioni preventive ad un sistema più snello, basato sui controlli, c’è bisogno di intervenire sulla paura della firma, occorre la riforma della giustizia”.

Lo ha affermato Alberto Bagnai, economista e senatore della Repubblica, ieri sera al termine della prima giornata, all’Aurum di Pescara, di “Abruzzo Economy Summit”, la conferenza regionale sui temi dell’economia, della crescita e dello sviluppo. Un evento organizzato dalla società di comunicazione Mirus, in collaborazione con la Regione Abruzzo e Confindustria Chieti Pescara, con il ruolo di media partner affidato al quotidiano Il Sole 24 Ore. Nella giornata di oggi il tema centrale sarà il Pnrr e in tal senso è previsto un collegamento con il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

Bagnai è intervenuto nel dibattito “L’Abruzzo e la sfida della crescita”, durante il quale hanno preso la parola importanti rappresentanti del mondo delle imprese operanti in Abruzzo, come Mauro Fabris, vicepresidente di Strada dei Parchi del Gruppo industriale abruzzese Toto, Adel Motawi, responsabile Gestione Processi Amministrativi di Terna, Luca Tosto, amministratore delegato dell’altro colosso abruzzese Walter Tosto Spa, Francesco Berti, amministratore delegato di Amadori, azienda che ha un importante centro produttivo a Mosciano Sant’Angelo.

Il senatore Bagnai ha messo al centro dell’attenzione anche il problema rappresentato dalla “difficoltà di reperire manodopera, ed occorre tornare a valorizzare i mestieri, la manualità, anche in termini culturali. Forse l’Ocse non ci ha fatto un regalo quando ci ha detto che il problema dell’Italia era che non avevamo abbastanza laureati. L’affermazione avrà i suoi pregi ma ci impedisce di valorizzare l’importanza degli artigiani e delle persone che usano la manualità, ad esempio i sarti, fondamentali per il settore tessile e i meccanici di precisione, necessari anche alle imprese abruzzesi”.

Infine ha sottolineato che il vero gap dell’Abruzzo è rappresentato dalle infrastrutture: “il sistema autostradale, ferroviario e portuale deve essere assolutamente potenziato, vanno fatte scelte e che poi vanno perseguite con coraggio”.

Sul tema delle infrastrutture è intervenuto il vice presidente di Strada dei Parchi, Mauro Fabris: “non può esserci ripresa economica senza collegamenti adeguati, in Italia c’è un deficit infrastrutturale di circa 10 miliardi di investimenti e questo rappresenta una pesante penalizzazione e un costo per le aziende che operano in Abruzzo e in generale nel Mezzogiorno. In Abruzzo oggi l’unica infrastruttura che collega l’Adriatico con il Tirreno è l’autostrada dei Parchi da noi gestita. Per potenziare la ferrovia Pescara-Roma ci vorrà molto tempo e ingenti investimenti. Mentre quello che si deve fare per l’autostrada, infrastruttura realizzata negli anni ‘60, è chiaro a tutti e lo si deve solamente fare: sbloccare 6 miliardi di euro per la messa in sicurezza, tenuto conto che la A24  e la A25 corrono sui territori a più alto rischio sismico in Italia, per ammodernarla, e per prevenire non solo il rischio sismico ma anche i rischi dell’attraversamento della fauna selvatica”.

A parlare di infrastrutture energetiche invece Adel Motawi: ”Terna ha un ruolo fondamentale nella transizione ecologica: l’energia verde non solo va prodotta, va anche trasportata. In Abruzzo insistono due collegamenti altamente strategici: l’Adriatic link, che garantirà corrente continua tra Cepagatti e il nord del Paese, via mare, poi la Gissi -Foggia. Il nostro modello di sviluppo ha come elemento qualificante sulla progettazione partecipata: apriamo tavoli tecnici con i Comuni, per poi arrivare ai cittadini, il tempo di realizzazione si allunga in media di un anno e mezzo, ma i benefici sono molti. Il problema vero da risolvere sono i tempi autorizzativi, sono molto lunghi, circa 12 anni”.

Luca Tosto, amministratore delegato della Walter Tosto spa, ha poi spiegato che “operando in Abruzzo esportiamo quasi il 95% del prodotto e questo è stato possibile anche per la capacità di attrarre giovani che erano andati a lavorare altrove,  in un percorso formativo di ampio respiro, con una stretta sinergia con le università. Il nesso tra impresa e scuola è fondamentale, sin dal momento del liceo. Abbiamo bisogno di tecnici e ingegneri, e cominciare a conoscersi già quando loro hanno 14 anni è determinante. Il mio sogno è favorire la nascita di un istituto tecnico a Chieti Scalo”.

Infine l’intervento di Francesco Berti, amministratore delegato Amadori: “In Abruzzo abbiamo diversi stabilimenti. Diamo lavoro a 2500 persone direttamente, 3.000 con l’indotto. Perché siamo venuti ad investire in Abruzzo negli anni ‘80? Grazie ad una intuizione del nostro fondatore, sul fatto che l’attività di allevamento era troppo complessa nel nord Italia e perché l’Abruzzo è una cerniera tra il Nord e il Sud Italia. Centrale per noi è la filiera degli allevatori che ci forniscono la materia prima e dei trasportatori, e la filiera è una modalità di redistribuzione del profitto sul territorio”.

Come criticità ha evidenziato, l’Ad di Amadori, che “non si può oramai entrare in fabbrica se non si sa usare un computer, visto che cresce esponenzialmente la digitalizzazione e la complessità tecnologica del processo. E su questo fronte abbiamo difficoltà a trovare persone, forza lavoro, e questo limita il nostro business. Altro problema è rappresentato dal fatto che due comuni confinanti hanno spesso normative urbanistiche differenti e questo determina un aggravio di burocrazia per una azienda, tenuto conto che noi aiutiamo gli allevatori e i nostri fornitori a sviluppare la loro attività”.

PAGLIUCA (CONFINDUSTRIA CHIETI), “ZES STANNO RIDISEGNANDO GEOGRAFIA PLANETARIA”

“Le ZES (Zone economiche Speciali) stanno ridisegnando la geografia planetaria. Il mondo è cambiato: possiamo affermare che gli Stati non sono più definiti dai loro confini, bensì dai flussi di persone e dai legami finanziari, commerciali ed energetici, che quotidianamente li attraversano. Pensate: l’export globale stimato delle ZES raggiunge i 200 miliardi di dollari​. Esistono 130 Paesi con aree ZES, più di 4.000 ZES nel mondo, 91 in Europa. In Polonia ben 14 ZES sono state istituite a partire dal 1994. Addirittura, negli Stati uniti le ZES sostengono il 50% dell’export​. Per passare a Paesi più lontani da noi, ma solo geograficamente, in Cina le ZES compongono il 22% del PIL nazionale. 5 miliardi di dollarisono stati investiti nella costruzione di oltre 10 ZES sparse in tutta l’Africa e dove operano più di 200 compagnie cinesi. ​In India ci sono 143 ZES attive,un quarto delle quali legate al settore tecnologico.  Negli Emirati Arabi oltre 20.000 società lavorano in 200 ZES dedicate a commerci, investimenti e finanza. Questi numeri disegnano una realtà cui guardare per costruire anche il futuro dei nostri territori”

A dichiararlo il presidente di Confindustria Chieti Silvano Pagliuca è intervenuto questa mattina presso l’Aurum di Pescara al Dibattito sul tema infrastrutture per il futuro, nell’ambito dell’Abruzzo Economy Summit.

Un futuro legato strettamente alla capacità che avremo di sviluppare la connettività, driver potentissimo che definirei il maggior fattore di slancio dell’economia. Una migliore connettività fisica,infatti permette di diversificare la provenienza delle importazioni e la destinazione delle esportazioni. Come pure una buona connettività digitale faciliterà i servizi in generale e la gestione della logistica integrata in particolare. Insomma, qualunque sia il modo con cui ci connettiamo, lo facciamo attraverso un’infrastruttura.​

Ferrovia, interporto, aeroporto, porti, energia, connettività digitale: non sono solo una catena di parole ma un volano per il nostro futuro. L’Abruzzo si trova in una posizione di cerniera nelle due direttrici est-ovest e-nord sud. Sulla strada della crescita riscontriamo delle criticità che dovremo assolutamente superare al più presto: il50% delle stazioni di media tensione sono obsolete, le infrastrutture digitali fanno ancora fatica a raggiungere territori ad alte potenzialità di sviluppo. Per le infrastrutture fisiche, siamo capofila della battaglia che sedici associazioni sindacali e datoriali abruzzesi stanno portando avanti per includere l’Abruzzo nel sistema delle reti europee Ten-t. Il percorso di riordino delle reti di collegamento sarebbe a buon punto e auspichiamo si concluderà con il riconoscimento del corridoio trasversale Tirreno-Adriaticoche garantirà il migliore collegamento tra la penisola iberica, l’Italia centrale e i Balcani, dando slancio all’economia dei territori abruzzesi.”

 

La diretta su AbruzzoWeb.

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