STATI GENERALI ECONOMIA, MARSILIO: “ABRUZZO IN BUONA SALUTE, MA AGGANCIARE RIPRESA”

INTERVISTA A PRESIDENTE DELLA REGIONE SU OBIETTIVI DELLA DUE GIORNI DI VENERDI' E SABATO A PESCARA. "SERVE NORMA NAZIONALE PER METTERE FRENO A DELOCALIZZAZIONI", "SULLA ZES VELOCIZZARE I TEMPI PER GARANTIRE COMPETITIVITA'", "CARO BOLLETTE VA STERILIZZATO, AUMENTI SIMILI NEMMENO IN CRISI PETROLIFERA DEGLI ANNI '70"

20 Settembre 2021 13:42

Regione - Abruzzo, Politica

PESCARA –  “Ci sono interi settori pesantemente travolti dalla crisi pandemica, altri che invece hanno avuto vantaggi con le nuove  abitudini, modelli di lavoro e socialità, creati dalla dalla stessa pandemia. Importante dunque analizzare a fondo questi mutamenti, anche qui per individuare la strada giusta da imboccare, trasferendo le buone pratiche come quelle dell’export, in crescita in determinati settori produttivi. Va agganciata la ripresa post-pandemia, e l’Abruzzo può essere da traino”.

Presenta così, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio,  di Fratelli d’Italia, nell’intervista streaming ad Abruzzoweb, la cornice tematica di “Abruzzo Economy Summit”,  in programma a Pescara, presso l’Aurum, i prossimi venerdì 24 e sabato 25 settembre: veri e propri Stati Generali sulla economia abruzzese, incentrata sui temi  della crescita e dello sviluppo, organizzata dalla società di comunicazione Mirus, in collaborazione con la Regione Abruzzo e Confindustria Abruzzo. Si tratta di un evento targato Il Sole 24 Ore con il ruolo di media partner.

All’evento, destinato a diventare un appuntamento annuale , accanto al presidente Marsilio, all’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo Daniele D’Amario e al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, parteciperanno il ministro per lo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, il presidente della commissione di Vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti, Sestilio Giacomoni, parlamentare di Forza Italia, il vice presidente della Banca d’Italia, Piero Cipollone, l’ad del Medicocredito Centrale, Bernardo Mattarella, il presidente di Fidimprese Italia, Giancarlo Abete, l’ad e Dg di Rete ferroviarie italiane (Rfi), Vera Fiorani, il presidente di Banca del Fucino, Mauro Masi, l’economista, storico ed accademico Giulio Sapelli, l’economista Alberto Bagnai, senatore della Lega,

Tra i giornalisti il direttore de Il Sole 24 Ore, Fabio Tamburini e il conduttore di Non è l’arena, su La7, Massimo Giletti. Tra i protagonisti nazionali gli abruzzesi Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, Giovanni Legnini, commissario per la ricostruzione del terremoto del Centro Italia, ex vice presidente del Consiglio Superiore della magistratura ed ex parlamentare e sottosegretario.

Parterre importante anche tra gli imprenditori, tra cui alcuni protagonisti abruzzesi: Riccardo Toto, direttore generale Renexia Spa, Luca Tosto, ad “Walter Tosto” Spa, Francesco Berti, ad Amadori, Domenico Greco, presidente e ad Gruppo Cig Chimica Bussi.

“Ci attendiamo molto dal confronto con persone di così alto profilo – afferma Marsilio -, sia decisori politici, sia economisti e protagonisti del sistema bancario e del credito, e ancora imprenditori in prima linea, uomini e donne che fanno l’economia concreta del nostro territorio, con i quali è necessario ed è giusto confrontarci per agganciare il treno. L’Abruzzo in alcuni settori lo sta già facendo, ad esempio nell’export, occorre dunque essere capaci di trasferire le buone pratiche in altri segmenti produttivi. Occorrerà capire come spendere bene e presto i fondi del Pnrr, ed anche i fondi europei ordinari  della programmazione 2021-2027 che sta per iniziare. A tal proposito contiamo di presentare ad ottobre i nostri piani operativi, e a stretto giro i piani effettivi con le risorse da spendere”.

Marsilio affronta dunque più da vicino due dei tanti temi che non potranno non essere oggetto di riflessione anche nella due giorni di Pescara: le vertenze industriali che interessano l’Abruzzo, ed è emblematica quella della Riello di Cepagatti, in provincia di Pescara, con la proprietà che ha deciso di chiudere i battenti e delocalizzare in Polonia. E ancora lo spettro dell’aumento del costo dell’energia, c’è chi teme anche del 40%.

Per quanto riguarda le delocalizzazioni, spiega il presidente: “la normativa attuale non offre gli strumenti efficaci di contrasto a questi fenomeni, ed è questa  la ragione per la quale abbiamo chiesto e continueremo a chiedere al governo, assieme a tutto il mondo del sindacato, delle attività produttive e degli enti locali, di intervenire con leggi che creino griglie più strette per evitare che una imprese arrivi sui territorio solo per depredarlo, e poi da un giorno all’altro possa decidere di delocalizzare altrove. Come in Polonia, nel caso della Riello di Cepagatti, con l’impresa attratta dalle agevolazioni fiscali delle Zone economiche speciali, le Zes, senza nessuna valutazione dell’impatto sociale che questa scelta sta provocando qui in Abruzzo, con buona pace della cosiddetta responsabilità sociale d’impresa, che è spesso una delle tante frasi retoriche contenute nelle vision, soprattutto delle grandi imprese. Va ricordato che la Riello è un’impresa che non ha conosciuto crisi, e nel suo sito di  Cepagatti ha registrato ottime performance”.

A questo proposito Marsilio considera una priorità per l’Abruzzo recuperare “il tempo perduto nelle passate amministrazioni” nella realizzazione anche in regione della Zes già autorizzata.

“La Polonia di Zes ne ha realizzate in questi 5-6 anni,  che si aggiungono a un costo del lavoro già basso – ricorda Marsilio -. In Italia si fanno invece troppe chiacchiere. Noi due anni e mezzo fa, quando ci siamo insediati, abbiamo trovato una Zes abruzzese che non era ancora nemmeno nata, con un piano che faceva acqua da tutte le parti. In questi due anni abbiamo dovuto recuperare il tempo perduto. Attendiamo ora la cosiddetta ‘bollinatura’ della Corte dei Conti sulla nomina del commissario, individuato parecchi mesi fa, poi il governo dovrà fornire al commissario una struttura operativa. Speriamo davvero di essere in dirittura d’arrivo, per rendere anche il nostro territorio competitivo, per non dare più alibi alle aziende che intendono spostarsi altrove”.

Per quanto riguarda il caro bellette, ammonisce infine Marsilio: “mi auguro fortemente che il governo voglia sterilizzare questi aumenti. Un simile incremento non si è verificato nemmeno negli anni ’70, quando ci fu la crisi petrolifera. Va rivisto anche qualche meccanismo della transizione ecologica, che appesantisce anch’essa il costo dell’energia”. Filippo Tronca

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