STOP PLASTICA MONOUSO PER PUBBLICO E PRIVATI, REGIONE ABRUZZO VARA LEGGE ECONOMIA CIRCOLARE

di Filippo Tronca

30 Novembre 2020 08:04

L’AQUILA – Una norma che intende mettere finalmente l’Abruzzo al passo con l’Europa, centrando gli obiettivi fissati da Bruxelles in materia di gestione dei rifiuti, a cominciare da una guerra dichiarata alla plastica monouso, che sarà vietata entro il 2022, in uffici pubblici, scuole, università, attività di prossimità del mare, dei laghi e dei fiumi. Vietando anche di fumare in spiaggia e promuovendo la diffusione del progetto “Filiere virtuose”, con i cittadini che saranno incentivati a fare raccolta differenziata di alta qualità a monte, e a ridurre la produzione di rifiuti.

Sono solo alcuni degli ambiziosi obiettivi del progetto di legge “Norme a sostegno dell’economia circolare e di gestione sostenibile dei rifiuti”, a firma dell’assessore all’Ambiente, Nicola Campitelli, della Lega, che dopo il passaggio in commissione Ambiente della scorsa settimana, approderà martedì in consiglio regionale, dopo una gestazione durata un anno.

Il testo è stato  arricchito e modificato in aula anche con emendamenti proposti dall’opposizione di centrosinistra e Movimento 5 stelle, accolto dal centrodestra.

Resta invece forte la distanza sulla norma che  prevede la riprogrammazione delle volumetrie delle discariche inutilizzate o che hanno perso la titolarità pubblica, che potranno essere riprogrammati in altre discariche.

Soppresso invece un altro articolo altrettanto controverso che prevedeva la possibilità di ampliamento di impianti pubblici di smaltimento di rifiuti non pericolosi nelle cave dismesse del territorio abruzzese a servizio di impianti di smaltimento. Bollato dalle opposizioni come un incentivo futuro a non rinaturalizzare più le cave dismesse.

Al di là di quest’ultimo aspetto, però, la nuova legge incontra un favore bipartisan, e arriva nel bel mezzo di un’emergenza pandemica, va sottolineato, in cui è giocoforza esploso il consumo di plastica, materia prima necessaria per l’asporto dei cibi e bevande dai locali che, in regime di zona rossa, non possono in Abruzzo fare più servizio al tavolo o al banco. Per non parlare poi del boom dell’e-commerce che comporta l’aumento esponenziale di imballaggi quasi tutti in materiale plastico.

La legge si rende però ancor prima necessaria per consentire anche all’Abruzzo di centrare gli obiettivi stabiliti dal “Pacchetto Europeo sull’Economia Circolare”, approvato dal Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea ed entrato in vigore dal 4 luglio 2018.

In base alle nuove disposizioni entro il 2021 gli stati membri dovranno vietare l’uso di una serie di articoli in plastica monouso: le posate di plastica monouso (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette), i piatti di plastica monouso, le cannucce di plastica, i bastoncini cotonati fatti di plastica, i bastoncini di plastica per palloncini, le plastiche ossi-degradabili e i contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso.

Entro il 2025 i produttori dovranno mettere in commercio bottigliette con almeno il 25% di contenuto riciclato, percentuale che dovrà salire al 30% entro il 2030. Allo stesso tempo, gli Stati membri sono chiamati a raggiungere il 77% di tasso di riciclo delle bottiglie in plastica entro il 2025 e il 90% entro il 2029, introducendo anche sistemi di cauzione-deposito.

Ecco dunque come l’Abruzzo intende con questa norma centrare l’obiettivo.
All’articolo 1 si stabilisce innanzitutto che la Regione  “sostiene azioni dirette alla riduzione della produzione e al recupero di materia con priorità rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia, minimizzando il quantitativo di rifiuto urbano non inviato al riciclaggio”.

E  a scanso di equivoci si ribadisce la volontà di non prevedere la realizzazione di impianti dedicati di incenerimento per i rifiuti urbani, escluso del resto dal vigente Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti.

L’obiettivo fissato è dunque, entro il 2022, di produrre un rifiuto urbano indifferenziato inferiore ai 130 chilogrammi per abitante anno, un quantitativo di rifiuti residui avviati a smaltimento finale in discarica, inferiore ai 100 chilogrammi per abitante, e a arrivare alla raccolta differenziata al 70%.

Tra le misure elencate, come obiettivi a breve termine e da subito operativi, è l’approvazione, che la giunta dovrà dettagliare, di  un programma di azione che prevede , in particolare,  la progressiva sostituzione di prodotti in plastica monouso con materiali alternativi in tutte le realtà pubbliche, privilegiando quelli riciclabili e riutilizzabili nonché quelli biodegradabili e compostabili.




In concreto: dagli uffici regionali, nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e paritarie, nelle Università e negli istituti universitari e di ricerca, nelle accademie e nei conservatori, ed ancora nelle strutture sanitarie, pubbliche e private accreditate, “sarà fatto divieto di utilizzare contenitori, mescolatori per bevande, aste a sostegno di palloncini, cannucce e stoviglie, quali posate, forchette, coltelli, cucchiai, bacchette e piatti, in plastica monouso”.

Stesso divieto sarà esteso nelle manifestazioni fieristiche, sagre, fiere mercato e di comunicazione, organizzate o finanziate, anche in parte, da Regione, enti locali, e nelle attività, commerciali e non, che prevedono la somministrazione di cibi e bevande che si svolgono nei parchi, nelle aree naturali protette, in prossimità delle zone umide, quali laghi, fiumi, paludi o altri specchi d’acqua, nei lidi e nelle spiagge del demanio marittimo.

Le sanzioni per chi non si adeguerà potranno arrivare fino ai 1.000 euro.

Sarà poi vietato fumare nei tratti di arenile del litorale regionale, qualora non siano disponibili specifici contenitori, appositamente forniti o procurati a titolo personale, per la raccolta dei rifiuti post-consumo dei prodotti del tabacco con filtri contenenti plastica.

Nella relazione del pdl si legge poi che la norma europea introduce  “il principio del “chi inquina paga”, in particolare per il settore del tabacco, introducendo una responsabilità estesa per i produttori nella raccolta e nel riciclaggio dei mozziconi”

C’è poi la costituzione delle Filiere virtuose “accordi volontari”  con comitati locali di cittadini quali “formazioni sociali operanti autonomamente in forma di sussidiarietà, coinvolgendo Comuni, Consorzi Intercomunali e loro Spa, operatori pubblici e privati del settore”. Comitati che potranno vendere, od ottenere agevolazioni, conferendo materie vergini pronte al riciclo diretto senza ulteriori trattamenti selettivi.

La norma intende infatti promuovere “nuovi procedimenti di alta selezione di qualità operati monte dallo stesso per la loro valorizzazione”, e riducendo così la produzione di rifiuti che vanno a finire nel ciclo di raccolta e smaltimento.

Nel progetto di legge si stabilisce che “per l’attuazione delle attività di cui al progetto “Filiere virtuose – Energia ed Eco-Sostenibilità”, la Giunta regionale emana direttive regionali al fine di individuare: soggetti interessati, ruoli, controlli e finalità”.

E’ previsto poi un sistema di premi e incentivi “per tutte le realtà pubbliche e private, che sostituiranno il monouso con oggetti riciclabili e riutilizzabili e per promuovere la vendita di prodotti sfusi negli esercizi commerciali e meccanismi di vuoto a rendere e azioni di sostegno alla riconversione industriale dei processi e dei prodotti nell’ottica dell’economia circolare”.

In particolare “gli strumenti incentivanti previsti da altre leggi regionali sono adeguati al fine di prevedere premialità per le imprese che innovino cicli produttivi e prodotti per ridurre la produzione dei rifiuti”.

Il testo è stato poi arricchito con emendamenti proposti dall’opposizione e accolti dalla maggioranza.

L’M5s, con Giorgio Fedele e Barbara Stella, si sono visti accogliere  una più efficace certificazione della  compostabilità, con il riferimento alla norma Uni che garantisce il riciclaggio negli impianti industriali di compostaggio senza compromettere la qualità del terriccio destinato all’agricoltura che si produce. Inoltre saranno erogati gli incentivi destinati a soggetti privati che si impegneranno a eliminare la plastica monouso prediligendo i manufatti riutilizzabili o compostabili. Ci sarà poi un incentivino anche le famiglie che utilizzano Pap (prodotti assorbenti persona) lavabili in lavatrice, e non solo i Comuni che attivano la raccolta differenziata di quelli usa e getta per il riciclaggio.

Il centrosinistra ha presentato con successo emendamenti che prevedono l’istituzione di un Forum regionale per l’economia circolare, la lotta allo spreco alimentare e farmaceutico, la prevenzione della creazione dei rifiuti con gli incentivi per la nascita di fontanelle e case dell’acqua.

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