STOP TGR NOTTE, PROTESTE ANCHE IN ABRUZZO: “SERVIZIO PUBBLICO DA RAFFORZARE, NON DA RIDURRE”

26 Novembre 2021 18:55

Regione: Cronaca

PESCARA -Anche in Abruzzo si accende il dibattito e scatta la mobilitazione per la cancellazione della terza edizione del TGR dai palinsesti del prossimo anno, una decisione alla quale i giornalisti Rai danno significato preciso: “colpire l’informazione di prossimità, quella che giustifica il contratto di servizio pubblico”.

In una nota “Noi Giornalisti Rai”, componente dell’Usigrai, sottolinea che “la Rai ha parlato del presidio di RaiNews 24, ma dovrebbe essere chiaro che l’informazione regionale ha bisogno di contatti costanti con il territorio e non è fatta soltanto di emergenze, anzi. In Commissione di Vigilanza l’ad ha detto che la terza edizione ha una quota di share troppo bassa per giustificare le spese di produzione, falso, la terza edizione quasi sempre fa registrare ascolti secondi soltanto a RaiUno e Canale 5. D’altra parte, se l’ad avesse voluto incontrare l’Usigrai, avrebbe scoperto che già più di dieci anni fa il nostro sindacato aveva chiesto di anticipare la terza edizione e, tenendo a mente il mandato di servizio, gli sarebbe sembrato naturale far durare la terza edizione almeno dieci minuti e porla in palinsesto tra la prima e la seconda serata, per non privare i cittadini che tornano a casa dopo le venti della possibilità di conoscere i fatti della propria regione. A costo zero”.

“Forse per l’Ad sono più importanti i programmi di intrattenimento – prosegue ‘Noi Giornalisti Rai’ – quelli acquistati a peso d’oro da società esterne che ormai spadroneggiano nei corridoi di Viale
Mazzini, programmi che spesso sono semplici interviste o approfondimenti giornalistici, nulla che i giornalisti Rai non siano in grado di fare. A costo zero. A proposito dei programmi acquistati
da società esterne, se la ‘soglia di sopravvivenza’ secondo l’ad si attesta intorno al 5% di share, ci aspettiamo che tutte le trasmissioni che non riescono a raggiungere quella fatidica soglia saranno cancellate, per essere sostituite da produzioni interne. A costo zero. L’informazione di prossimità è un patrimonio di democrazia per il nostro Paese, va potenziata e adeguata ai nuovi media. Se non si riesce a diventare leader sul web e sui social, non è una mancanza dei giornalisti, ma dell’editore che riceve i proventi del canone che non dovrebbero essere usati per pagare società private. A costi altissimi”, conclude la componente dell’Usigrai.

Per la deputata Pd Stefania Pezzopane: “Sarebbe davvero molto grave se la Rai decidesse, come al momento è orientata a fare, di chiudere le edizioni di mezzanotte dei Tg regionali. Negli anni, i Tg delle sedi regionali della Rai hanno sempre mantenuto un ruolo essenziale nell’informazione locale e in particolare con la pandemia questo ruolo si è accresciuto, tenuto conto che in molte realtà diventano l’unico strumento di informazione per una comunità. Ecco, se c’è una cosa che funziona bene alla Rai sono i Tg regionali e vogliamo ben sperare in un ripensamento dell’attuale direzione generale nei confronti di un prodotto giornalistico utile e produttivo”.

“Esprimo forti perplessità sulla decisione della Rai di sospendere, da gennaio, l’edizione notturna dei telegiornali regionali, autentico presidio d’informazione e di servizio pubblico che offre una finestra informativa di cui beneficiano soprattutto comunità marginali spesso costituite da persone di generazioni che non utilizzano la rete”, afferma l’assessore regionale al Bilancio e alle Aree interne, Guido Liris, a proposito della determinazione assunta dai vertici della tv di Stato.

“Il servizio svolto dalla Rai, in particolare dalle Testate regionali, grazie alla loro capillarità, ha caratteristiche uniche in Europa e quello che andrebbe fatto”, fa osservare l’assessore, “è un rafforzamento del loro presidio sul territorio, magari, come auspicato anche dall’Uncem (Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani), attraverso una nuova sinergia con gli enti territoriali”.

“Sarebbe dunque auspicabile”, aggiunge Liris, “che fosse rinforzato il sistema dell’informazione regionale con, tra le altre cose, l’implementazione della sede aquilana che, dal 2009, è stata ridimensionata e ospitata all’interno di Palazzo Silone, sede della Giunta regionale”.

“La Regione Abruzzo”, conclude l’assessore, “chiede alla Rai un ripensamento, in un momento forse più delicato del solito in cui c’è bisogno di informazione seria ed autorevole, anche per arginare le distorsioni che ogni giorno i social media sottopongono a milioni di utenti, soprattutto giovani”.

“Il servizio pubblico non può rinunciare al ruolo delle redazioni regionali, tagliare un’edizione non è un buon segnale nel momento in cui una comunicazione di qualità ed autorevolezza è sempre più indispensabile, soprattutto quando nel magmatico mondo dei social media si producono molte distorsioni manipolative”, dichiara, in una nota, il presidente di Anci Abruzzo, Gianguido D’Alberto.

“Lo stop dal 9 gennaio alle edizioni notturne della TgR indebolisce il peso dei territori nella comunicazione nazionale. I TgR sono veicoli fondamentali per dare voce ai territori e al nostro Abruzzo nello scenario nazionale. La scelta aziendale appare in contrasto con il diritto dei cittadini ad essere informati, nel mentre si dovrebbe prevedere un ampliamento dell’offerta e non un suo ridimensionamento. Chiediamo un ripensamento immediato e una mobilitazione delle forze istituzionali, economiche e sociali per scongiurare questo taglio”.

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