STOP TRENI LINEA ADRIATICA: ‘LASCIATI SENZA ASSISTENZA’; TRENITALIA, ‘FATTO IL POSSIBILE’

2 Novembre 2019 19:13

ANCONA – “Siamo stati lasciati 193 minuti senza assistenza e senza informazioni”.

E' la protesta di uno dei viaggiatori a bordo dell'Intercity 613, che la scorsa notte è stato bloccato per oltre tre ore lungo la linea ferroviaria Adriatica dopo avere investito un uomo nella tratta tra Marotta e Senigallia. 

Toscano ora residente in Romania, con parenti nelle Marche, Franco Biggi è stato per 40 anni autista di ambulanza del 118 di Massa e Carrara: “quando c'è stato l'urto – racconta all'Ansa – mi sono reso conto che c'era stato un investimento, grazie alla mia esperienza nel 118. Ma il personale di bordo prima ha detto che si trattava di un problema tecnico, solo dopo hanno cominciato a dire che erano in corso accertamenti dell'autorità giudiziaria”. 

L'Ic 613, con oltre 100 persone a bordo, è l'unico rimasto fermo in linea degli oltre dieci treni che hanno avuto ripercussioni a causa dell'investimento che ha bloccato entrambi i binari della strada ferrata. 

A bordo non c'erano né acqua né generi alimentari, “non era passato neppure il carrello delle bibite e del cibo, e c'erano anziani, bambini piccoli”. 





La carrozza 7, la più affollata dove si trovava Biggi, “ha avuto anche un gusto all'impianto di aerazione, ci siamo lamentati, e la capotreno si è arrabbiata. Ad un certo punto una donna ha avuto un attacco di panico e siamo stati noi, gli altri viaggiatori, a farla calmare. Il personale di bordo non mi è sembrato in grado di gestire questa emergenza, anche se poi sono riusciti a far ripartire l'impianto”. 

Insomma tre ore da incubo, anche per Biggi, che in passato ha partecipato a “missioni in Bosnia e Kosovo, in Umbria durante il terremoto del 1997, durante l'alluvione di Alessandria”. 

Intorno alle 23, l'Intercity è ripartito. “I miei familiari sono venuti a prendermi alla stazione di Ancona – prosegue Biggi – e lì ho visto scatoloni di acqua e alimenti. Lunedì andrò a farmi rimborsare il biglietto, ma ho sentito che qualcuno voleva metterci di mezzo degli avvocati…”. 

Da Trenitalia, spiegano che l'assistenza ai passeggeri dell'Intercity è stata resa difficoltosa dal blocco del treno sulla linea, mentre altri sono stati fermati presso varie stazioni. Inoltre, gli accertamenti sono stati più complessi del previsto: in un primissimo momento non ci si è resi conto che c'era stato un investimento e c'è voluto altro tempo per capire che tutti e due i binari erano interessati.

“Il personale a bordo – fanno presente fonti di Trenitalia – è stato impegnato negli accertamenti ed è stato sentito dall'autorità giudiziaria. Infine si è fatto “il possibile”, considerano che si trattava di un evento accaduto nella tarda serata di un giorno festivo. 

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