STRADA PANORAMICA GRAN SASSO TERAMANO: NASCE FRONTE DEL NO, “INUTILE DEVASTAZIONE”

29 Dicembre 2021 09:56

Teramo: Abruzzo

TERAMO –  E’ ancora in fase embrionale, e già provoca levate di scudi: è il progetto della Provincia di Teramo di un nuovo collegamento dal casello dell’autostrada dell’A24 di Colledara fino a Pietracamela e Prati di Tivo, attraversando territori di alta montagna incontaminati, per 20 chilometri di cui 11 di nuovo tracciato, per un costo stimato di 20 milioni di euro.

Contro l’opera si è costituito il Comitato “No Strada Panoramica, sì Sviluppo Sostenibile”, promosso da Comitato Locale Sant’Andrea Verde, CAI, Italia Nostra, Mountain Wilderness e WWF.

“E’ l’ennesima proposta di infrastrutturazione pesante della montagna teramana a scapito dell’integrità del territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e senza nessuna nuova proposta di vero rilancio turistico e promozionale delle aree interne – si legge nella nota -. L’ipotesi di tracciato stradale fin qui circolata viene eufemisticamente chiamata “Strada Panoramica del Gran Sasso” e sarà ora oggetto di un bando per la progettazione che costerà centinaia di migliaia di euro: ingenti fondi pubblici per progettare una strada che dovrebbe attraversare territori oggi integri dove al più sono presenti vecchi sentieri ben diversi da una strada provinciale destinata al traffico automobilistico. Il Comitato si oppone ad un progetto che porterà asfalto, terrapieni, sbancamenti e gallerie in zone oggi naturali, stravolgendo il patrimonio culturale, naturale e storico ed eliminando le possibilità di sviluppare economicamente e socialmente in modo sostenibile questo territorio che al contrario, se giustamente valorizzato, potrebbe avere una grande vocazione turistica”.

E ancora: “investire somme pazzesche in una strada che comprometterebbe la caratteristica di questo territorio, la sua vocazione naturale e culturale, che potrebbe essere l’unico punto di forza e motore di sviluppo economico sostenibile, finirebbe per creare solo danni ambientali, sociali e economici e un’ulteriore fuga di persone dai centri montani. Inoltre appare francamente incredibile che un’opera del genere possa mai essere autorizzata. Tutto il tracciato attraversa aree naturali, ma l’ultimo tratto dovrà necessariamente entrare in uno dei territori più protetti d’Europa essendo ricompreso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ma anche in Zone di Protezione Speciale e Zona Speciale di Conservazione tutelate dall’Unione Europea, su proposta della Regione Abruzzo e dello Stato Italiano, nell’ambito della Rete Natura2000”.

Il Comitato  propone invece il recupero di vecchi sentieri da adattare a rete escursionistica ciclopedonale che trasformi questo territorio in un’unica meta turistica costituita da tutti i paesi piccoli del comprensorio: Forca di Valle, Varano, Cerchiara, Fano a Corno, Casale San Nicola, Ornano, Tossicia, Tozzanella, Flamignano, Aquilano, Azzinano, Cusciano, Cerqueto e Pietracamela con i Prati di Tivo, “ognuno con le sue particolarità ed eccellenze, potranno essere parte di questa offerta di un turismo più stabile, destagionalizzato e duraturo”.

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