DRAMMATICA TESTIMONIANZA IERI SERA NELLA TRASMISSIONE ''CHI L'HA VISTO?'' LA RAGAZZA ESCE DOMANI DALL'OSPEDALE, TRASFERITA IN LUOGO SEGRETO

STUPRO L’AQUILA: DRAMMA SU RAI3, PAPA’ DELLA VITTIMA, ”CHI SA PARLI”

1 Marzo 2012 08:46

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – Sbarca su Rai3 il dramma della studentessa laziale violentata fuori la discoteca “Guernica”di Pizzoli (L’Aquila). Reato per il quale è rinchiuso nel carcere di Teramo il giovane militare irpino Stefano Tuccia.

Ieri sera, durante la trasmissione televisiva Chi l’ha visto condotta da Federica Sciarelli il papà della giovane ha rivolto un appello affinché venga fatta piena luce sulla dinamica dei fatti, chiedendo la collaborazione a chi era nella discoteca o nei pressi del locale.

“Voglio la verità su chi ha fatto del male a mia figlia. Se qualcuno ha visto qualcosa lo dica: quello che è successo a lei può succedere ad altre”.

Tuccia, che lunedì è stato ascoltato dal Gip del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella per l’interrogatorio di garanzia, è stato sin dall’inizio il primo sospettato delle brutali violenze, mentre le altre tre persone che erano con lui nella sera tra l’11 e il 12 febbraio scorso sono risultate estranee ai fatti.

Il ragazzo ha sempre parlato di rapporto consenziente e che le lesioni patite dalla giovane, operata e ricoverata nel reparto di ginecologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, sarebbero state provocate con una mano durante l’amplesso. Una versione che non ha convinto la procura, convinta, al contrario, che le ferite siano state provocate da un’arnese che non è stato ancora individuato.

“Inquirenti e carabinieri si sono impegnati al massimo per capire cosa è successo – ha aggiunto il papà della ragazza – Forse, però, manca qualcosa. C’è qualche tassello da chiarire. Se qualcuno dentro o fuori il locale ha visto qualcosa lo dica per accertare tutta la verità”.

Un appello a cui ha fatto seguito l’esortazione della conduttrice: “Tutto può essere importante – ha detto la Sciarelli – anche un particolare che può sembrare apparentemente ininfluente. Questa giovane rimarrà per tutta la vita con le ferite”.

Nello studio era presente anche l’avvocato della studentessa, Enrico Maria Gallinaro, mentre il padre, ripreso di spalle per proteggere l’identità della vittima, ha continuato nel racconto dei primi momenti dopo la violenza, di quella maledetta notte di un sabato qualunque e che invece ha segnato per sempre la vita sua, della poveretta e di tante altre persone.

“La prima cosa che ricorda mia figlia di quella notte sono i momenti in sala operatoria. Su ciò che è successo prima c’è una sorta di black out. Non ricorda nemmeno di aver conosciuto il militare: l’unica persona con cui ha parlato  con certezza insieme ad un’amica è stato il vocalist della discoteca che già conosceva con cui ha bevuto un cocktail. Non ricorda di avere avuto contatti con altre persone. Tutta la terribile storia è da chiarire”.

Nel servizio andato in onda sono state ascoltate le testimonianza del proprietario della discoteca Luigi Marronaro, tra i primi ad intervenire insieme agli uomini della sicurezza quella notte, e l’avvocato di Tuccia, Alberico Villani, che ribadito la versione del suo assistito, confermando la versione del rapporto consenziente.

Sempre nel servizio è stato riportato come Tuccia abbia cercato di giustificare la natura delle tracce di sangue sulla camicia, che aveva già tentato di rimuovere nel bagno della discoteca: secondo l’indagato si sarebbe trattato di tracce di sangue mestruale, con il quale era venuto a contatto a seguito di un rapporto voluto anche dalla giovane.

“La gravità delle lesioni – ha replicato Gallinaro – è tale che non si possa parlara di un contesto simile. La giovane ha rischiato di morire. Le ferite riportate non possono essere state causate da un rapporto tra uomo e donna, salvo l’intervento di un corpo esterno”.

Un altro dubbio sollevato dalla trasmissione è: possibile che altri militari che erano con Tuccia non abbiano visto o sentito niente? “Anche a me sembra strano – ha detto Gallinaro – ma sarà il Pm a fare luce sulla questione”.

Proprio per questo la Sciarelli ha tentato di contattare gli altri due commilitoni, un aquilano e un campano, per sentire la loro versione dei fatti e per ricostruire il dramma di una ragazza che aveva da poco superato brillantemente, 30 e lode, l’esame di fisica presso la facoltà di Ingegneria dell’Aquila. Una giovane che amava studiare e divertirsi dopo aver fatto il suo dovere in facoltà.

LA RAGAZZA DIMESSA DOMANI

Intanto giunge la notizia che la ragazza sarà dimessa domani dall’ospedale e continuerà le cure e il decorso post operatorio in una località segreta.

La studentessa, per ora, non dovrà subire un altro intervento chirurgico.

Per la violenza sessuale è stato arrestato il 21enne militare della provincia di Avellino, Francesco Tuccia, accusato di tentativo di omicidio e violenza sessuale aggravata.

Intanto, oggi c’è stato un episodio che ha creato tensione nel reparto dov’è ricoverata la ragazza: un giovane che diceva di avere l’autorizzazione per poter incontrare la ragazza si è intrufolato nel reparto arrivando fino alla stanza, ma è stato bloccato.

Il giovane avrebbe spiegato di aver conosciuto la studentessa in discoteca. I medici hanno anche chiamato i carabinieri, già allertati nei giorni scorsi per la troppa pressione, anche da parte di giornalisti, all’ingresso del reparto. 

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