SUICIDA IN CARCERE A TERAMO: SCATTA L’INCHIESTA. IL LEGALE DI BISLIMI, “SCONCERTATO””

di Gianpiero Giancarli

25 Gennaio 2024 08:54

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – Scatta l’inchiesta penale sul suicidio nel carcere di Teramo di Jeton  Bislimi il quale era finito in cella  per il tentato femminicidio per gelosia della moglie a Capestrano (L’Aquila) colpita con dieci coltellate.

L’indagine a mira a verificare se ci sono stati presunti errori nella gestione del  giovane detenuto macedone  che era stato rinchiuso nella speciale sezione riservata a coloro che hanno commesso reati contro donne o minori per fruire di una maggiore protezione contro i rischi di aggressione che  i detenuti corrono vista la “legge” del carcere.





Fermo restando che, come è noto, gli agenti penitenziari sono sotto organico a fronte del numero dei reclusi  e, per solito, essi fanno ben oltre il dovuto con abnegazione. Gli stessi sindacati, che hanno manifestato dolore per la disgrazia, lo hanno denunciato più volte senza risultati reali.

Contattato dalla redazione l’avvocato  di Bislimi, Massimo Costantini ha dichiarato quanto segue : “sono addolorato e sconvolto da questo gesto. Tuttavia la dinamica dell’accaduto è ancora in via di accertamento e non posso quindi ora rilasciare dichiarazioni. Posso solo dire che è una drammatica vicenda in cui dolore si aggiunge a dolore per quanto già accaduto ed esprimere sconcerto perché continuano ad accadere nei nostri istituti fatti gravissimi a persone che, al di là delle responsabilità per i fatti commessi, peraltro spesso ancora da accertare, si vengono a trovare nelle mani dello Stato più da malati che da criminali e in condizioni di estrema fragilità. Peraltro in questo caso il ragazzo, nell’immediatezza dei fatti per cui si trovava in custodia cautelare in carcere, aveva già tentato il suicidio”.





Infatti prima di essere arrestato il giovane fu ricoverato in ospedale per aver ingerito farmaci in dose non terapeutica e dopo alcuni giorni venne dimesso. Nel frattempo la moglie con  i due figli è tornata a vivere nella casa di Capestrano dove fu accoltellata e gode della massima solidarietà della gente. A maggior ragione ora che i due bambini hanno comunque perso per sempre il padre forse pentito per quanto commesso.

 

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