SUICIDI IN CARCERE: ANTIGONE, “E’ EMERGENZA NAZIONALE”

16 Giugno 2024 15:57

Italia - Cronaca

ROMA – “Quella dei suicidi in carcere è un’emergenza nazionale”.

Lo dichiara l’Associazione Antigone che si batte per i diritti nelle carceri.





“Ariano Irpino, Biella, Sassari, Teramo. Sono le quattro carceri dove tra venerdì e sabato, in 24 ore, si sono suicidate le ultime quattro persone detenute – ricorda Antigone – Ultime delle, finora, 44 che si sono tolte la vita in un istituto di pena nei primi 5 mesi e mezzo del 2024, una ogni quasi tre giorni. Un numero che se continuasse a crescere a questo ritmo porterebbe il 2024 a superare il tragico dato del 2022 quando i suicidi in prigione furono 85”.

“Se in una città di 60.000 abitanti si suicidassero 44 persone in pochi mesi non parleremo di altro – aggiunge l’associazione – Per questo Governo e Parlamento se ne devono occupare in via prioritaria, anche a fronte di una situazione di sovraffollamento sempre più grave, con oltre 14.000 persone detenute senza un posto regolamentare, condizioni di vita sempre più difficili per i reclusi e di lavoro faticosissime per gli operatori penitenziari”.

Secondo Antigone “serve intervenire con provvedimenti che portino ad una riduzione del peso sulle carceri attraverso la concessione di misure alternative; serve liberalizzare le telefonate dotando le celle di telefoni laddove (ed è la maggioranza dei casi) non sussistano problemi di sicurezza rispetto ai contatti con l’esterno; serve assumere personale; serve ridurre il peso dell’isolamento; serve che si modernizzi la pena carceraria; serve che la vita in carcere sia piena di iniziative, senza ostacoli o burocrazie; serve che non vi sia mai violenza”.





L’associazione ,infine, invita il governo a ritirare il ddl sicurezza “che va verso una strada che è l’opposto di quanto servirebbe”. ”

Soprattutto – conclude – l’introduzione del reato di rivolta penitenziaria, che punisce con una pena fino a 8 anni anche la resistenza passiva e la protesta non violenta, lascerà alle persone detenute come unico strumento per far emergere le difficoltà e le problematiche il proprio corpo, con un prevedibile aumento di atti di autolesionismo e suicidi”.

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