SUICIDIO TROTTA: SI, “CHI CONTROLLAVA IN CARCERE? UNA SCONFITTA PER TUTTI”

8 Aprile 2021 10:50

“Di fronte ad un suicidio resta solo la rabbia  l’amarezza e la pietà. Non posso che dare le mie condoglianze ai familiari per un dramma che non doveva accadere e a cui oggi non possiamo che silenziarci tutti”.

Così Daniele Licheri, segretario regionale Si Abruzzo sul suicidio nel carcere di Vasto di Sabatino Trotta, 55 anni, dirigente del dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, ex candidato di Fratelli d’Italia alle regionali del febbraio 2019 arrestato ieri nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara, coordinata dal procuratore capo Anna Rita Mantini, sulla presunta gara pilotata per la  gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere, del valore complessivo di oltre 11.3 milioni di euro.

“E’ inaccettabile che in Italia il sistema non riesca ad autodeterminarsi e autoriformarsi, costringendo spesso la magistratura ad intervenire forzatamente la dove la politica tace diventando connivente e corresponsabile e il giornalismo spesso si fa spettacolo e non narrazione dei fatti. Ed è intollerabile che invece di un regolare processo che possa determinare le verità e le eventuali responsabilità ci debbano essere tragici epiloghi di questo tipo. Com’è possibile che nessuno controllasse? È questa la sicurezza nelle nostre carceri? Non doveva andare cosi e oggi ne usciamo tutti sconfitti. Nessuno escluso”, conclude Licheri.

 

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