SULMONA: EMOZIONI IN PIAZZA, IN 10 MILA PER ASSISTERE ALLA ”MADONNA CHE SCAPPA”

22 Aprile 2019 09:11

SULMONA – Abbracci, occhi lucidi e tanta emozione in piazza Garibaldi a Sulmona (L'Aquila) per il tradizionale rito pasquale della “Madonna che scappa”.

Secondo una stima degli organizzatori per l'edizione 2019 sono stati circa 10mila le persone giunta nel capoluogo peligno per partecipare all'antica cerimonia.

Un’usanza  a cui gli abitanti della città di Ovidio sono molto affezionati e di cui si sentono gelosi custodi. 

“È un evento corale per tutta la città, un momento emozionante e unico che colpisce per la sua intensità non solo i concittadini, ma anche i tantissimi turisti che ogni anno seguono questa tradizione”, aveva spiegato nei giorni scorsi ad AbruzzoWeb il sindaco di Sulmona (L'Aquila), Annamaria Casini.

Il rito organizzato dalla confraternita di Santa Maria di Loreto (i lauretani) è molto famoso: si tratta di una tradizione particolare, divisa a metà tra il sacro della rappresentazione liturgica di un famoso passo degli Atti degli Apostoli, e il profano che deriva dalle superstizioni e delle convinzioni legate alla Madonna che scappa.

Da un lato il racconto, quasi una rappresentazione teatrale, degli apostoli Pietro e Giovanni che scoprono che Cristo è risorto e avvisano Maria, che corre dal proprio figlio.






Dall'altro il profano legato a tutti i significati che Sulmona ricava dalla corsa di Maria verso Gesù.

Si dice, infatti, che la Madonna deve correre dritta, da un capo all'altro della piazza, fino a raggiungere Gesù che la aspetta sotto gli archi dell'acquedotto.

Si dice anche che il mantello nero deve cadere, e che le colombe bianche nascoste sotto il velo devono alzarsi in volo.
Altrimenti la primavera parte sotto cattivi auspici, il raccolto non sarà buono, e l'inverno sarà duro per tutta Sulmona: in tempo di società agricola alla caduta del manto erano legate le previsioni per il raccolto. Se il manto cadeva dritto, senza intoppi, l'annata sarebbe stata feconda.

Così come dall'andamento della corsa si traevano buoni o cattivi presagi.

Un’eventuale caduta della statua sarebbe stata foriera di sciagure o terremoti. La corsa di quest'anno non è stata perfetta e in un momento di crisi come quello che si vive, per i sulmonesi, non è stato proprio un bel segnale.

Storiche sono le cadute del 1914 e del 1940, secondo alcuni, presagi delle successive guerre.

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