SULMONA – Tre colpi di un’arma ad aria compressa sono stati esplosi ieri sera, verso le ore 20, ai danni dell’auto della proprietaria dell’emittente Onda Tv, in viale Mazzini a Sulmona.

I proiettili hanno raggiunto il lunotto della Rav 4 che viene normalmente utilizzata per l’attività giornalistica, perforando il vetro in due punti e segnando il montante dell’auto con il terzo colpo.

Ad accorgersi del danno è stata la stessa proprietaria, allertata telefonicamente da alcuni conoscenti che passando avevano notato il danno. Contro l’auto sarebbero stati sparati tre colpi di arma ad aria compressa da un’auto in corsa.

Sono intervenuti Squadra Volante del Commissariato di Polizia di Sulmona, Squadra Anticrimine, Polizia Scientifica e Squadra Mobile dell’Aquila. Gli operatori hanno provveduto a sequestrare e recuperare i tre bossoli in acciaio e ad esperire tutti i rilievi di rito. Si sta cercando anche di verificare l’eventuale copertura di telecamere private nella zona mentre nelle prossime ore saranno acquisiti gli articoli più significativi dell’ultimo periodo.

Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo esprime “ferma condanna per il grave episodio di intimidazione nei confronti dell’emittente Onda Tv di Sulmona. Si tratta di un gesto gravissimo nei confronti di un’emittente impegnata in prima linea nella cronaca di fatti e avvenimenti che riguardano le infiltrazioni malavitose nella Valle Peligna e nell’area dell’Alto Sangro. Un gesto che si inserisce in un contesto nazionale e locale che, purtroppo, fa registrare una crescita esponenziale di atti di intimidazione e minacce nei confronti dei giornalisti. Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi di Onda Tv assicurando loro il pieno sostegno per ogni iniziativa volta a ribadire la centralità e l’essenzialità dell’informazione per l’affermazione della legalità. L’Ordine dei giornalisti si costituirà in tutte le sedi opportune in modo da essere sempre al fianco delle colleghe e dei colleghi colpiti”.

Scrive per Onda tv il giornalista Andrea D’Aurelio: “Non capita tutti i giorni di essere “scortati” sotto casa dalla Polizia. A titolo cautelativo evidentemente. I tre colpi sparati da un’arma ad aria compressa, contro la vettura in uso all’emittente televisiva di Onda Tv, non sono frutto di una ragazzata. Gli stessi inquirenti stanno battendo la pista della possibile intimidazione: un dispetto, un messaggio da veicolare, un avvertimento. Non si sa cosa. Quello che è certo è che si tratta di un gesto premeditato perché perpetrato nei confronti di un’auto che era parcheggiata di fronte la sede dell’emittente televisiva, con tanto di cartello”.

“La stessa auto che ci porta e mi porta sul fronte della cronaca, per documentare fatti e avvenimenti, in maniera tempestiva ma anche rispettosa dell’essenzialità della notizia. Per questo è un colpo contro la notizia. Contro l’informazione. Contro l’emittente televisiva. Non una questione personale stando alle modalità utilizzate. Una brutta vicenda. Spiacevole e desolante. Soprattutto per chi, come me e come noi, è abituato ad operare sempre in maniera corretta e rispettosa pur stando ovunque. Troppo tempestivi direbbe qualcuno. Nemmeno il tempo che succede qualcosa. Ma non per questo meno corretti. Anzi. Vogliamo sperare che si tratti davvero di un caso isolato. Una parentesi da aprire e chiudere nello stesso momento. Mentre scrivo è notte. Una delle più buie. È complicato prendere sonno. Più facile immaginarsi la scena. Ma ho la certezza che la luce tornerà a brillare. D’altronde chi fa questo mestiere entra nelle case e nei cuori delle persone. So di non essere solo. Non siamo soli. Fu sera e fu mattina. Domani è un altro giorno”.

ll Sindacato dei giornalisti abruzzesi esprime “solidarietà ai colleghi e all’editore di Onda Tv e condanna con fermezza quanto accaduto a Sulmona. Il gravissimo episodio che si è verificato ieri sera, quando l’auto di servizio dell’emittente è stata raggiunta da tre colpi di arma ad aria compressa, deve destare la preoccupazione di tutta la società civile, in quanto pone ancora una volta sotto i riflettori il clima in cui molti giornalisti, nel nostro paese, sono costretti a lavorare. Le intimidazioni nei confronti dei colleghi sono intimidazioni verso la libertà di stampa e, di conseguenza, verso il diritto dei cittadini ad essere informati”.