SUPER GREEN PASS, “STRETTA PER NATALE”: VALIDO DAL 6 DICEMBRE AL 15 GENNAIO

"FESTE NORMALI PER VACCINATI", OBBLIGO ESTESO ANCHE A INSEGNANTI E FORZE DELL'ORDINE, TUTTE LE MISURE

24 Novembre 2021 17:48

Italia: Sanità

ROMA – Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il decreto legge sul super green pass.

Le nuove norme saranno valide dal 6 dicembre al 15 gennaio.

Ad illustrare le nuove norme, in conferenza stampa, il premier Mario Draghi e i ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini.

Dal 15 dicembre il vaccino sarà obbligatorio per il personale di sanità, scuola, militari e le forze dell’ordine. Dal 6 dicembre bar, ristoranti, teatri e stadi saranno aperti solo per vaccinati e guariti. Sempre dal 6 dicembre bus e treni regionali saranno aperti solo per vaccinati, guariti e tamponi negativi. Le professioni sanitarie dovranno fare la terza dose dal 15 dicembre.

Il Consiglio dei Ministri vara all’unanimità il decreto legge con un giro di vite per contrastare il covid. Il Presidente del Consiglio Draghi, parla di “situazione sotto controllo, ma in lieve
e costante peggioramento” perché “la protezione della seconda dose si affievolisce. Per questo abbiamo deciso di anticipare la terza dose a cinque mesi dalla seconda”.

Nei Paesi che confinano con l’Italia la situazione è “molto grave”. Draghi non cita Austria e Slovenia, ma assicura che ci saranno “controlli a campione” ai valichi, anche per gli ingressi in automobile.

L’obiettivo del Governo è creare le condizioni per un Natale 2021 che non sia come quello del 2020. “Per i vaccinati – dice Draghi – sarà un Natale normale”. Il premier rivela di avere
già fatto la terza dose. “La campagna vaccinale è stata un successo notevole – prosegue il premier – voglio ringraziare tutti gli italiani che hanno aderito con grande partecipazione e
che ora stanno aderendo con uguale partecipazione alla terza dose, i numeri sono molto incoraggianti”.

Sulla proroga o meno dello stato di emergenza, Draghi afferma che il governo deciderà “a fine anno”, a ridosso della scadenza, anche per evitare “i rimproveri di Cassese”.

Questi i punti principali del provvedimento:

– Introdotto dal 6/12 il green pass “rafforzato”: si ottiene solo con vaccinazione o guarigione;

– la validità del green pass “rafforzato” scende da 12 a 9 mesi;

– dal 6/12/2021 al 15/1/2022 valgono le nuove regole transitorie per le zone colorate;

– il green pass “base” sarà obbligatorio dal 6/12 anche per: alberghi, spogliatoi per l’attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale;

– l’accesso a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche sarà consentito in zona bianca e gialla solo ai possessori di “green pass rafforzato”;

– ulteriori limitazioni della zona arancione valide solo per chi non possiede il “green pass rafforzato”;

– vaccinazione obbligatoria estesa a personale amministrativo sanità, docenti e personale amministrativo scuola, militari, forze di polizia, soccorso pubblico dal 15/12;

– richiamo obbligatorio per professioni sanitarie dal 15/12;

– rafforzamento sistema dei controlli: entro 3 giorni dall’entrata in vigore del dl, i Prefetti sentono il Comitato provinciale ordine e sicurezza, entro 5 giorni adottano il nuovo piano di controlli coinvolgendo tutte le forze di polizia, relazionando periodicamente.

Norme che non sono cambiate:

– la mascherina resta non obbligatoria all’aperto in zona bianca e obbligatoria all’aperto e al chiuso in zona gialla, arancione e rossa. Sempre obbligatorio in tutte le zone portarla con sé e indossarla in caso di potenziali assembramenti o affollamenti;

– restano invariate le tipologie e la durata dei tamponi.

OBBLIGO VACCINO PER INSEGNANTI E FORZE DELL’ORDINE DAL 15 DICEMBRE

Non solo medici e personale delle Rsa: l’obbligo di vaccinazione ora viene esteso ad altre categorie dopo quelle sanitarie.

Il Consiglio dei Ministri, come annunciato, ha infatti dato il via libera all’immunizzazione obbligatoria, che scatterà dal prossimo 15 dicembre, anche a tutto il personale scolastico e all’intero comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico. Dove il numero delle persone non vaccinate non è attualmente irrilevante.

Immediate le reazioni: per i presidi, il provvedimento dovrebbe essere “esteso a tutti” e non solo ai prof, mentre i sindacati della polizia chiedono di vedere il premier Draghi.

L’estensione si “applica” al “personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore”. Disposto anche il richiamo obbligatorio, sempre da metà dicembre, per le professioni sanitarie.

In tema di sanzioni, “l’accertato inadempimento” determinerà l’immediata sospensione, senza però conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. La sospensione causerà lo stop allo stipendio o a qualsiasi altro compenso o emolumento e sarà efficace fino alla comunicazione al datore di lavoro dell’avvio e del completamento del ciclo vaccinale o della somministrazione della dose di richiamo.

Per quanto riguarda il comparto scuola, i dati aggiornati sui soggetti vaccinati dicono che in una platea che comprende un milione e 545 mila persone, il 94% ha ricevuto una dose mentre circa l’88,5% ha completato il ciclo delle due inoculazioni.

I presidi, per bocca del presidente dell’Anp, Antonello Giannelli, definiscono “comprensibile” l’iniziativa ma chiedono che si vada verso un “obbligo generalizzato” e “non per alcune categorie come quella scolastica, in gran parte vaccinata. È fondamentale, inoltre, istituire una corsia preferenziale per la terza dose”.

Dal canto loro i sindacati delle forze dell’ordine hanno al momento posizioni diversificate.

“Non tutti potranno essere d’accordo ma ricordiamo – afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil – che sono ad oggi deceduti 19 operatori di polizia e uno solo di questi era vaccinato: 16 purtroppo non erano immunizzati perché non avevano fatto in tempo in quanto il vaccino ancora non era disponibile. Oggi la percentuale di vaccinati in Polizia è di circa il 90% comprendendo sia chi ha fatto una dose e chi due”. Per Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia, “il momento storico che stiamo attraversando richiede più che mai un leale confronto istituzionale che possa garantire sinergia e compattezza, specialmente in un ambito strategico come quello della sicurezza del paese. Ecco perché rispetto all’introduzione dell’obbligo vaccinale anti-covid per gli appartenenti alle Forze dell’ordine chiediamo un incontro con il Governo”.

VACCINI, SPERANZA: “DAL PRIMO DICEMBRE TERZA DOSE A OVER 18”

“Da oggi è possibile avere il richiamo a 5 mesi e ci apprestiamo a una ulteriore modifica: dal primo dicembre allargheremo la platea anagrafica della dose di richiamo. Dal primo dicembre sarà possibile la dose richiamo sopra i 18 anni”.

Lo ha annunciato Speranza in conferenza stampa.

La corsa alla terza dose è cominciata, ma è difficile capire quanto a lungo potrà proteggere dal contagio.

Per il virologo Francesco Broccolo, dell’Università Bicocca di Milano, “nessuno al momento è in grado di sapere quanto potrà durare la terza dose, ed è possibile che possa non essere quella definitiva”. L’ipotesi, secondo l’esperto, è che “il “rapido decadimento della protezione immunitaria potrebbe essere dovuto a una variante diversa dal vaccino per il quale è indotta la protezione”. In altre parole, gli attuali vaccini anti Covid-19 sono stati progettati per rispondere al ceppo originario del virus SarsCoV2, che però nel tempo è mutato lasciando spazio alla variante Alfa, ora completamente soppiantata dalla Delta. “Un altro motivo è nel fatto che, a differenza di quanto avviene con i vaccini tradizionali, stiamo inducendo un’immunità molto mirata sulla proteina S”, prosegue l’esperto riferendosi alla proteina Spike, che è attualmente il principale bersaglio dei vaccini anti Covid. I vaccini che abbiamo conosciuto finora erano invece “costruiti con virus inattivati o a subunità proteiche”, di conseguenza hanno come bersaglio diverse regioni del virus e non una soltanto”.

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