SUPERBONUS 110, ANCE ABRUZZO: “MINISTRO FRANCO, ANDIAMO AVANTI”

7 Ottobre 2021 22:44

Regione: Cronaca

L’AQUILA – “Per quanto riguarda il Superbonus, evidenzio che questa straordinaria misura è decollata a distanza di più di un anno e mezzo dalla sua introduzione, con il Decreto Rilancio, e che sconta, tuttora, diverse esigenze di miglioramento burocratico e procedurale; nonostante questi limiti, ha già mostrato la sua forza propulsiva in termini di riavvio dell’economia, oltre che di miglioramento energetico e sismico degli edifici, con salti di sicurezza e qualità per lo stile di vita dei cittadini”.

È un passaggio della lettera aperta inviata al ministro della economia Daniele Franco, dal presidente regionale abruzzese dell’Ance, Antonio D’Intino.

Il costruttore critica con lungo discorso la affermazione del ministro “con il Superbonus 110 si rischia debito stratosferico”. E chiede di andare avanti con la misura che sta incentivando la ripresa economica.

“Abbiamo accolto come un fulmine a ciel sereno – scrive D’Intino – la Sua dichiarazione, riportata dagli organi di stampa in data 6 ottobre, circa i rischi connessi all’applicazione degli incentivi fiscali, per gli interventi di ristrutturazione edilizia, definiti quali strumenti costosi e forieri di indebitamento, con possibili bolle e recessioni”.

“Il nostro settore sconta ancora gli effetti della gravissima crisi iniziata nel 2008, è bene ricordare che si è trattato di una crisi originata dalla deregolamentazione finanziaria che ha consentito di giocare con il mercato immobiliare, facendolo poi collassare, con effetti catastrofici trasferiti a tutta l’economia reale occidentale, per la caduta del reddito e dell’occupazione – si legge ancora nella lettera aperta – A distanza di più di dieci anni, non ancora torniamo ai livelli produttivi pre – crisi, nel frattempo ci siamo ulteriormente destrutturati, abbiamo perso imprese e lavoratori, siamo stati bersagliati dalla burocrazia, sommersi dalle leggi, ostaggio delle banche e della mala politica, ma siamo sopravvissuti perché siamo costruttori”.

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