SVUOTA CANTINE E STALLE PER DARE VITA ALL’ARTE IL LAVORO DI MAD, SCULTORE DI PRATOLA PELIGNA

Autore dell'articolo: Sara Ciambotti

4 Maggio 2014 10:01

L'AQUILA – La sua mente lavora ed elabora sempre, senza mai fermarsi. Qualunque cosa veda o tocchi, beh, riesce a trasformarla in oggetti unici e irripetibili, miscelando i suoi due unici ingredienti: abilità e amore.

Gianni Colangelo, per gli amici Mad, è nato e vive a Pratola Peligna, un piccolo paese in provincia dell'Aquila, paese che lo ha plasmato e, giorno dopo giorno, lo ha reso un trentenne appassionato del mondo agricolo e pastorale.

“È un mondo che rappresenta le mie origini – spiega Mad ad AbruzzoWeb – e ovunque vada non riesco mai a separarmene”.

La scultura è la sua massima forma di espressione, dopo un diploma al conservatorio in tromba e trombone, una laurea triennale in Storia e pratica delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (Lettere e Filosofia), una laurea specialistica all’accademia di Belle Arti dell'Aquila in decorazione e un master in allestimento spazi espositivi, ha finalmente trovato la sua vera forma, “sono uno scultore per amore, passione e professione…”.

“Nella vita alcune cose, come la musica, mi sono state imposte – continua – È stata parte della mia vita, ma il fatto che io abbia iniziato a studiare la tromba per induzione e non per volontà, non mi ha permesso di amarlo fino in fondo”.
 
“Per la scultura è stato diverso – commenta Mad – vedevo un pezzo di legno o di pietra e sapevo già cosa sarebbe diventato. Lo stesso è ora. Trovo un pezzo di ferro e ne comprendo le potenzialità. So fin da subito in cosa trasformarlo”.

Cosa rappresentano le sue opere?

Le mie opere sono ammassi di ferri vecchi, per lo più provenienti dal mondo agricolo e pastorale, quel mondo che rappresenta le mie radici e la mia terra, a cui sono tanto legato e dai quali non riesco a separarmi.

Hanno fatto il giro d'Italia, dove siete andati?

Vado ovunque mi porti il cuore o semplicemente dove le mie opere sono ben accette. Il luogo più bello in cui ho esposto? La Casa dell’Architettura di Roma, affascinante e suggestiva al tempo stesso.






È importante il riutilizzo degli oggetti di risulta?

Il mio percorso artistico è basato essenzialmente sul riuso e la prima fase di realizzazione di una mia opera parte proprio dal recupero del materiale, perché, come dico sempre, l’idea mi viene suggerita proprio dal materiale stesso.
 
Dove prende il materiale?

Lo recupero davvero ovunque, ma la mia specialità sono le cantine polverose e le vecchie stalle.

Quali sono i sue soggetti preferiti?

Adoro l’anatomia, studiare le parti del corpo, umano e animale. Per questo molto spesso le mie opere rappresentano animali, a volte stilizzati e ridotti ai minimi termini, altre volte tanto realistici da essere affiancati a teschi reali di cui ne riproducono le fattezze.

Lei usa molto Facebook anche per farsi pubblicità. Quanto è importante nei giorni nostri il social networking?

Per me il networking è fondamentale. Le immagini viaggiano ad una velocità impressionante e raggiungono qualunque parte del mondo. Essenziale per chi, come me, vive e lavora di immagini.

Quali consigli vorresti dare ai più giovani?

Ho superato da poco la soglia dei trent’anni e sono in quel limbo di giovane ormai non più giovane. Il consiglio che mi sento di dare è di seguire i propri sogni, a qualsiasi costo, con costanza e dedizione, perché in questa società grigia e triste non possiamo davvero farne a meno.

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