TAC SULLA SALMA DI ANTONIO DA FANO MORTO INTORNO
AL 1435: L’AQUILANO VENTURA HA GUIDATO STUDI

14 Agosto 2020 15:03

FABRIANO – Il 'beato' Antonio da Fano morì a circa 45-50 anni e, se si considera che la datazione del suo decesso dovrebbe aggirarsi attorno al 1435, si tratta un'aspettativa di vita molto elevata per quel tempo. 

Sono gli esiti degli esami effettuati sul 'paziente speciale' all'ospedale Engles Profili di Fabriano (Ancona). 

Accertamenti sulla salma del beato Antonio da Fano, francescano, morto nel XV sec., beato per la pietà popolare ma non ufficialmente dalla Chiesa. 

Prima le radiografie e poi la tac, a fine turno, per non sottrarre spazi e tempi agli utenti che avevano prenotazioni per i medesimi esami radiologici. 

Il corpo, scheletrizzato, con bacino e arti inferiori mummificati, è stato studiato dai medici dell'ospedale Profili coadiuvato dal dott. Luca Ventura, dell'Istituto Anatomia Patologia dell'Aquila. 






L'obiettivo, centrato, è stato approfondire lo stato di conservazione delle ossa e fare una valutazione antropologica della salma del religioso fanese. 

Gli accertamenti hanno rilevato le 'buone condizioni' del francescano, nel senso che sulle ossa non sono emersi segni di particolari patologie o traumi. 

La salma è ben conservata; il bacino e gli arti inferiori sono mummificati.

Non ci sono organi.

Una volta effettuato l'esame l'urna con il corpo del beato Antonio da Fano è stata riportata a Valleremita, presso l'eremo francescano di Val di Sasso, dove si trovava da diversi mesi. 

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