TAGLIACOZZO: LO SFOGO DI UN AGRICOLTORE, “RACCOLTO DISTRUTTO DAI CINGHIALI, RISCHIO DI CHIUDERE”

16 Settembre 2021 09:13

L'Aquila: Cronaca

TAGLIACOZZO – “Siamo stati costretti a recuperare il mais in circa 12 ettari di terreno pur non essendo arrivati a maturazione, in quanto se tardavamo qualche giorno non avremmo trovato nulla. Ci sembra superfluo segnalare che le misure di contenimento dei danni causati dai cinghiali messe in atto non funzionano!”,

E’ l’amaro sfogo dell’imprenditore agricolo Erminio Pensa, in provincia dell’Aquila, dirigente di Confagricoltura L’Aquila, che ha preso carta e penna e ha scritto all’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente e alla dirigente Elena Sico.

“Se si considera una produzione media di 500 quintali per ha, avremmo dovuto portare in azienda una plv (produzione lorda vendibile, ndr) di 6.000 quintali invece ne abbiamo recuperati 1.200, danni che vanno oltre l’80%”.

“Sicuramente ci sono delle misure di contrasto molto più efficaci, che bisogna avere il coraggio di metterle in atto! Questa è una catastrofe annunciata e senza l’alimentazione per il bestiame chiuderemo non solo la nostra azienda, ma saranno destinate alla chiusura tutte quelle del comprensorio marsicano. Sottostare al continuo ricatto degli ambientalisti e animalisti è ridicolo, loro fanno un altro mestiere. Vedere distrutto il frutto del proprio lavoro, senza poter far nulla è mortificante”.

“Negli ultimi 4 anni abbiamo assistito ad un aumento dei danni in modo esponenziale, con una perdita secca di 55.000 euro a fronte di ciò abbiamo ricevuto, un rimborso 21.000 euro”, ricorda Pensa.

“Sia con il De Minimis, che per la mancanza di fondi da parte della Regione, siamo caduti in una strettoia senza uscita. Se la politica non è in grado (o non vuole) di risolvere il problema ci dica di chiudere!  Questa azienda è titolare di un progetto per il Piano di Sviluppo Rurale (Mis. 4.1) che la impegnerà con mutui per altri 10 anni con un importo di oltre 600.000,00 euro, è una azienda condotta da giovani di 30 anni, che hanno scelto questo lavoro scommettendo sul questo territorio, diteci voi quello che dobbiamo fare!”, conclude Pensa.

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