TAGLIO PARCO SIRENTE: DI BENEDETTO, “CONFINI CON CRITERI SCIENTIFICI, NON CON UMORI POLITICI”

18 Maggio 2021 22:40

L’AQUILA – “Prima di procedere con qualsivoglia modifica dei confini del Parco regionale Sirente-Velino, occorre che vi sia una valutazione tecnico-scientifica che prescinda dagli umori della classe politica che dirige questa Regione: riscontrando la mancanza di tale valutazione e non volendo andare contro le decisioni prese in precedenza anche dalla mia parte politica, ho scelto di astenermi. Per onestà intellettuale e per il profondo rispetto che provo verso quei territori e verso il lavoro che negli anni molti amministratori locali hanno portato avanti anche subendo le disfunzioni del Parco”.

Così il consigliere regionale di Legnini Presidente, Americo Di Benedetto, sulla legge regionale che ha tagliato 8mila ettari dell’area protetta.

LA NOTA COMPLETA

In sede di votazione riguardo l’approvazione del Progetto di Legge per modificare l’ordinamento del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino ho deciso di astenermi.

Il Progetto di Legge circa la nuova disciplina del Parco con relativa revisione dei confini riguarda un territorio dove ho ricoperto la carica di Sindaco per undici anni e dove, per qualche anno, ho esercitato il ruolo di componente del consiglio di amministrazione dello stesso Ente.

La riperimetrazione dei confini del Parco è un’operazione di grande importanza da portare avanti con le dovute cautele dal momento che interessa una porzione di territorio con equilibri e criticità particolarmente delicati.

Occorre quindi che alla base di questo provvedimento legislativo vi sia la piena consapevolezza di ciò che si sta facendo e di quali siano le conseguenze per il territorio interessato. A tale proposito ritengo che sia fondamentale avvalersi di valutazioni scientifiche fornite da esperti del settore. Sarebbe erroneo pensare che, includendo quanta più superficie possibile all’interno dell’area tutelata, il territorio sia automaticamente meglio preservato, tanto più se non si dispone di pareri di natura scientifica promananti da soggetti terzi, che non siano condizionati da interessi di parte.

Negli anni 80 la nascita del Parco Naturale Regionale Sirente Velino trovò un positivo riscontro presso le comunità locali ma a più di un trentennio dalla sua istituzione non è stata mai portata avanti una seria valutazione scientifica, né si è discusso di come il Parco potesse essere meglio amministrato e valorizzato in funzione del suo valore naturalistico. È del tutto evidente come tali mancanze abbiano avuto un ruolo determinante nel generare quelle problematiche che, nel tempo, hanno portato alcune comunità a tornare sui propri passi ed a mostrare insofferenza.

L’Ente Parco trova ragion d’essere negli elementi paesaggistici e naturalistici che lo contraddistinguono, sono questi gli aspetti da tenere in considerazione nell’affrontare questioni importanti come la ridefinizione dei confini, indipendentemente dalle sue finalità di ampliamento o riduzione degli stessi. A ciò si aggiunga che si tratta dell’unico Parco Regionale d’Abruzzo, da noi voluto e finanziato in quanto volano di sviluppo e prestigio per la nostra Regione.

So bene che una riperimetrazione è già stata proposta dalla mia parte politica di riferimento, nel periodo in cui ho ricoperto la carica di sindaco; fu una proposta assolutamente legittima dal punto di vista politico ma inattuabile da un punto di vista tecnico poiché, come ebbi a sottolineare già all’epoca, non si può ridefinire il contorno di un’area protetta senza avvalersi delle opportune consulenze.

 

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