TAGLIO PARLAMENTARI: LA SFIDA TRA IL SI’ E IL NO, “PIU’ EFFICIENZA E MENO COSTI”, “RIFORMA DI CHI SOFFRE CONSENSO ELETTORALE”

Autore dell'articolo: Ilaria Muccetti

18 Settembre 2020 20:22

L’AQUILA – Si avvicina il momento di votare, domenica 20 e lunedì 21 settembre, per il referendum costituzionale confermativo sulla riduzione del numero dei deputati da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200.

La legge era stata approvata dalla Camera l’8 ottobre 2019 con 553 voti a favore, 14 no e due astenuti.

Il referendum da tempo è al centro di un tesissimo dibattito tra i sostenitori del sì e i sostenitori del no.

AbruzzoWeb ospita per l’occasione due esponenti dei rispettivi fronti: la deputata abruzzese del Movimento 5 stelle, Valentina Corneli, e il professore di Diritto costituzionale all’Università degli studi di Teramo, Enzo Di Salvatore.

IL “SI'” DELLA GRILLINA CORNELI, “PARLAMENTO PIU’ EFFICIENTE E MENO COSTI PER CITTADINI”

“Il sì al referendum sul taglio dei 345 parlamentari è una vittoria dei cittadini sui costi della politica, ma anche una maggiore efficienza del lavoro in Parlamento conservando la rappresentatività”.

A dichiararlo è Valentina Corneli, deputata abruzzese del Movimento 5 stelle, intervenuta ieri a Tortoreto (Teramo), al Centro sociale comunale per sostenere le ragioni del sì al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre prossimi.

I sostenitori del sì, in sintesi, sostengono la validità della riforma su tre punti: il risparmio economico, il mantenimento della rappresentatività e il miglioramento dell’efficienza e della qualità del lavoro parlamentare; il taglio dei parlamentari, sempre secondo chi sostiene il sì, porterà ad una riduzione dei tempi di discussione con una partecipazione più attiva da parte di ciascun parlamentare e un Parlamento più snello oltre che efficiente e con un risparmio di circa cento milioni di euro l’anno.

“Il Parlamento italiano – ha affermato Corneli ad AbruzzoWeb – ha la necessità di essere reso più efficiente e in un’ottica di spending review occorre diminuire il costo della politica che pesa sul nostro debito pubblico, uno dei maggiori al mondo. Con questa riforma non si avrà sicuramente un risparmio abnorme, ma si inserisce in un processo virtuoso”.

“Da anni – ha detto ancora l’esponente pentastellata – il Parlamento è fortemente avviluppato su sé stesso e sono quaranta anni che si parla di una riforma in tal senso causa dell’eccessivo numero di parlamentari. Abbiamo un Parlamento non snello, che parla tanto ma non decide e dove a fronte di una quantità di parlamentari non vi corrisponde una qualità. Basta vedere i dati: un terzo dei deputati e senatori è assente e molti dei presenti non sono a conoscenza neanche dell’ordine del giorno che si discute. Questo assenteismo si verifica più o meno in ogni partito. Quindi, questa riforma porterà a selezionare meglio la classe politica che poi entrerà in Parlamento”.

Secondo Corneli, inoltre, “Nel taglio dei parlamentari c’è anche una forte valenza simbolica proprio perché si vuole abbandonare il sentimento anti-casta. È, perciò, un segnale forte che la stessa casta dà ai cittadini, cioè di non volersi più ‘autoconservare’. Sono quarant’anni che si parla di questa riduzione del numero dei parlamentari, le condizioni storiche e sociali sono cambiate e già negli anni ’80 si avvertiva l’esigenza di riformare quantitativamente il Parlamento in forza di una maggiore efficienza. È arrivato il momento di dare una risposta in tal senso ai cittadini che per troppi anni sono stati presi in giro dai loro rappresentanti”.

Sul tema della rappresentatività, ha quindi assicurato la grillina, “Non ci sarà uno scollamento territoriale dal momento che il parlamentare non deve rappresentare capillarmente il territorio, perché non è questa la sua funzione, basti pensare che già dagli anni ’70 lo Stato non era più centralizzato, con la nascita delle Province, delle Regioni, delle Città metropolitane ed infine ora con l’Unione Europea, dunque sono numerose le rappresentanze territoriali e si parla infatti di una Stato decentrato”.

“Noi del Movimento 5 stelle – ha dichiarato ancora – veniamo eletti sul territorio proprio perché dobbiamo necessariamente essere residenti nel collegio in cui ci candidiamo, non possiamo utilizzare pluricandidature come fanno le altre forze politiche che candidano capilista in più collegi sull’intero territorio nazionale, quindi per noi un problema di rappresentanza si pone, ma cade di fronte all’esigenza fondamentale del risparmio e dell’efficienza.” “Il taglio costringerà le segreterie dei partiti a selezionare meglio i rappresentanti in Parlamento e ciò porta di conseguenza a un miglioramento della politica”, ha concluso.





IL PROF DI SALVATORE DICE NO, “RIFORMA POLITICA VOLUTA DA CHI SOFFRE CONSENSO ELETTORALE”

“La mera ragione dietro questa riforma è politica e non riguarda un problema quantitativo del numero dei parlamentari. Evidentemente ci sono forze politiche che soffrono il consenso elettorale”.

Ne è convinto il costituzionalista abruzzese Enzo Di Salvatore, docente di Diritto costituzionale all’Università degli studi di Teramo, tra i 183 costituzionalisti firmatari dell’appello contro la riforma sulla riduzione dei parlamentari, da più di un mese impegnato a diffondere, nelle varie piazze abruzzesi e non solo, i motivi del no al referendum costituzionale, del 20 e 21 settembre prossimi, sul taglio dei parlamentari.

“Non vedo una visione politica dietro questa riforma – dice Di Salvatore ad AbruzzoWeb – Al contrario, vedo una visione antipolitica. E sembra che la grande insofferenza che ormai serpeggia tra i cittadini sia insofferenza per la democrazia”.

“Si è, infatti, iniziato con lo smantellamento delle province – continua il costituzionalista teramano – giustificato dal loro enorme costo per le casse dello Stato, ma in realtà esistono ancora, solo che non sono elette, cioè il cittadino non esprime più alcun voto su di esse. Inoltre, si è più volte cercato di introdurre il tema del numero elevato delle Regioni e delle difficoltà di coordinamento tra Regioni e Governo per apportare un taglio anche in questo ambito. Ora si vuole toccare il Parlamento, dunque mi sembra di capire che non piace la democrazia. Forse si vuole che siano pochi a decidere per tutti”.

“Questa – secondo il docente – è una riforma non neutra, combinata con una legge elettorale, il cui testo è stato licenziato dalla Commissione Affari costituzionali, che avrà un effetto devastante in quanto i cittadini non sceglieranno i loro rappresentanti, non si potrà cioè più parlare di una democrazia parlamentare così come è voluta, dal ’47 ad oggi, dalla nostra Costituzione”.

Per Di Salvatore, poi, “Attraverso questa riforma si consolida lo strapotere delle segreterie di partito col sistema dei listini bloccati. Questo è il grande male dell’Italia e non il partito in sé che, anzi, è stato immaginato come un corpo intermedio tra lo Stato e la società civile. Oggi il partito è un corpo autoreferenziale che seleziona e sceglie”.

“Perché allora si vogliono pochi parlamentari? Meno parlamentari sono più facilmente controllabili”, è la risposta del costituzionalista, secondo il quale il fronte del sì “Non ha ragion d’essere, dato che si cela dietro la scusa del costo della politica quando in realtà quest’ultima può essere risolta senza scomodare la Costituzione”.

“Non sono i 57 milioni di euro netti l’anno a fare la differenza. Infatti, si poteva intervenire ad esempio tagliando i costi degli F35, uno solo di questi costa allo Stato 120 milioni di euro, o ancora si poteva togliere il rimborso forfettario o la diaria, tutte cose che sono contenute in una legge ordinaria e non in Costituzione”, incalza quindi Di Salvatore.

“Il taglio dei parlamentari non porterebbe giovamento all’efficienza e all’autorevolezza delle Camere – è convinto – come da tempo sostengono i fautori del sì, ma provocherebbe seri problemi al funzionamento delle stesse, comprese le Commissioni, in quanto la maggiore efficienza dei lavori parlamentari non dipende dal numero dei deputati e senatori ma da quello che stabiliscono i regolamenti delle Camere. Così come inficerebbe la rappresentanza delle minoranze parlamentari. Votando in favore della riforma, si inciderebbe maggiormente sulle forze politiche minoritarie e soprattutto si andrebbe a ridurre l’attività di controllo da parte del Parlamento sull’operato del Governo: in pratica più tecnocrazia e meno democrazia”.

“I parlamentari non rappresentano sé stessi, ma tutti noi. E con il sì al referendum costituzionale non si tagliano 345 poltrone, ma si riduce di un terzo la rappresentanza politica. Se davvero si vuole l’efficienza si dovrebbe pensare all’eliminazione di una delle due camere, senza più il bicameralismo perfetto, come proponeva Rodotà il quale ha sempre considerato però anche la coeva costituzionalizzazione di un sistema elettorale in senso proporzionale, in modo che siano rappresentati tutti”, spiega ancora.

“La riforma modifica la disposizione costituzionale relativa alle elezioni del Senato su base regionale. Alcune regioni come l’Abruzzo avrebbero un numero di senatori inferiore rispetto ad altre Regioni demograficamente inferiori, perché passeremo da sette ad un massimo di quattro senatori, mentre soltanto il Trentino Alto Adige avrebbe inspiegabilmente sei senatori con appena un milione di abitanti”, fa quindi notare.

“Nelle ultime settimane i revisionisti ripetono che l’Italia deve allinearsi allo standard degli altri Paesi europei. È vero che nel nostro Paese ogni deputato rappresenta circa 96 mila abitanti e ogni senatore 191 mila, tuttavia con la riforma l’Italia scivolerebbe all’ultimo posto perché si avrebbe un deputato ogni 150 mila abitanti e un senatore ogni 301 mila abitanti. Si diminuirebbe drasticamente il rapporto tra il numero dei cittadini e il numero dei parlamentari. Siamo in realtà di fronte ad un problema politico, che non ha a che vedere con un problema di numero dei parlamentari, e che può essere risolto solo attraverso un diverso sistema di reclutamento dei parlamentari”, conclude Di Salvatore.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

Download in PDF©






Ti potrebbe interessare:


Gli articoli più letti in queste ore:

Do NOT follow this link or you will be banned from the site!