EZIO STATI RIFIUTA IL CIBO IN CELLA. ABRUZZO ENGINEERING PER VIE LEGALI

TANGENTI, LA STATI SI DIFENDEGLI INDAGATI AL ”RIESAME”

6 Agosto 2010 11:52

L’AQUILA – Si infiamma il dibattito sulla vicenda delle presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo.

Dopo che il Gip del tribunale dell’Aquila, Marco Billi, ha respinto le istanze di revoca delle misure cautelari emesse nei confronti di quattro sui cinque indagati, questi hanno deciso di rivolgersi al tribunale del Riesame per chiedere l’annullamento dei provvedimenti cautelari.

Daniela Stati (nella foto, con il compagno) si è sfogata in conferenza stampa: “Sono ottimista – ha detto – per la serenità di non aver fatto nulla. Se mi si vuole accusare di salvare posti di lavoro con Abruzzo Engineering allora lo si può fare”. Accuse anche per la mancata scarcerazione del padre Ezio.

Oggi, inoltre, per la prima volta ha preso la parola anche la società Abruzzo Engineering, tirata in ballo nell’inchiesta, smentendo alcune notizie di stampa per bocca del suo presidente, Francesco Carli, e annunciando di voler tutelare la sua immagine ricorrendo alle vie legali.

Anche l’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari, ha commentato la vicenda, auspicando che il processo non sia solo mediatico come, sembra dire, è accaduto nello scandalo sanità che ha coinvolto Ottaviano Del Turco.

CHIODI: ”NON ESCLUDO RIMPASTO A SETTEMBRE”

VITTORITO – Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, sta valutando se sostituire subito l’ex assessore Daniela Stati, che si è dimessa per l’inchiesta su presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione post-terremoto, oppure rinviare tutto a settembre, a una verifica di questo primo scorcio di legislatura.

Il governatore lo ha detto questa sera rispondendo ai giornalisti, a Vittorito, dove si trovava per l’inaugurazione di un museo della viticoltura.

“Ho bisogno solo di restare un attimo tranquillo per decidere e scegliere la prima o la seconda soluzione”.

LO SFOGO DI DANIELA STATI

AVEZZANO – “Sempre a disposizione per dare le risposte che i giudici vorranno chiedermi. Credo che gli amici che ci sono vicini debbano capire. Sta succedendo qualcosa di strano, di assurdo. Chiarirò che non c’è assolutamente nulla”.

Così Daniela Stati, ex assessore regionale, indagata nell’ambito dell’inchiesta su presunte regalie nell’ambito degli appalti per la ricostruzione post-terremoto, ha esordito nella conferenza stampa di oggi.

In riferimento al padre Ezio, arrestato nell’ambito della stessa inchiesta, l’ex assessore regionale ha detto: “Ci aspettavamo io, mia madre, i miei fratelli e i miei figli che fosse scarcerato. Non abbiamo bisogno di difenderci contro nessuno. Sono ottimista per la serenità di non aver fatto nulla. Se mi si vuole accusare di salvare posti di lavoro con Abruzzo Engineering allora lo si può fare”.

“Mio padre – ha detto ancora – ha messo in atto lo sciopero della fame per il rispetto della giustizia. Ho solo raccontato la verità e i fatti. Leggo e rileggo gli atti, ma mi auguro che la magistratura li rilegga dopo gli interrogatori. Le intercettazioni sono state interpretate senza vedere i volti, le espressioni e i gesti. Chiedo che si faccia chiarezza in tempi brevi”.

La Stati si è piu volte riferita al padre come “il mio maestro”. “La grande macchina di Ezio Stati, quella che chiamano ‘sistema Stati’ – ha aggiunto – è semplicemente quella che pensa a lavorare per i voti. In questi giorni ci sono state centinaia di testimonianze di affetto. Mia figlia di 8 anni è l’unica che non sa niente”.

“Continuo a essere sconcertata – ha proseguito nel suo sfogo – e non capisco di cosa parlano. Come può una persona che non è neanche amministratore stare in carcere e come è possibile che il mio compagno possa essere ai domiciliari? Ho ricevuto le telefonata di Verdini e di Chiodi e ho ricevuto solidarietà”.

Secondo il difensore Alfredo Iacone, in conferenza c’era anche il legale di Ezio Stati, Antonio Milo, “questa vicenda è la riprova di un uso perverso delle intercettazioni. Dovrebbero essere un mezzo per la ricerca delle prove, e non prove”.

La Stati ha affermato di voler rinunciare ad andare dal padre per un saluto, come concesso dal Gip.

ABRUZZO ENGINEERING SI DIFENDERA’ PER VIE LEGALI

GLI INDAGATI AL TRIBUNALE DEL RIESAME

L’AQUILA – I legali di quattro dei cinque indagati nell’inchiesta su presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo, dopo il no del Gip alle istanze di revoca delle misure cautelari, hanno presentato ricorso al tribunale del Riesame per chiedere l’annullamento dei procedimenti.

L’ex assessore regionale Daniela Stati non ha presentato ricorso, perché l’interdizione dai pubblici uffici è caduta al momento delle dimissioni dall’esecutivo regionale.

Per gli altri l’istanza è notificata oggi, domani si dovrebbe sapere il giorno dell’udienza. “Non ci fermeremo, andremo avanti perché siamo convinti della innocenza ed estraneità ai fatti degli indagati – ha spiegato Antonio Milo, legale di tre di loro – È inutile dire che siamo un po’ delusi dell’ordinanza del Gip”.

L’avvocato Milo ha poi rivolto un “invito ai magistrati, affinché chiariscano in temi rapidi la vicenda giudiziaria. C’è di mezzo – ha concluso – la vita delle gente”.





IL GIP: NO ALLE SCARCERAZIONI

L’AQUILA – Il Gip del tribunale dell’Aquila, Marco Billi, ha respinto le istanze di revoca delle misure cautelari emesse nei confronti di quattro sui cinque indagati nell’inchiesta su presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo.

Per Daniela Stati non c’è stato pronunciamento, in quanto l’interdizione dai pubblici uffici è venuta meno con le sue dimissioni da assessore regionale.

Il Gip ha accolto il pronunciamento negativo della Procura, presentato ieri dal Pm, Antonietta Picardi.

Intanto, secondo quanto si è appreso, Ezio Stati (nella foto) prosegue il digiuno cominciato l’altra sera nel carcere dell’Aquila in segno di protesta, in quanto ritiene che nei suoi confronti sia stata perpetrata un’ingiustizia.

Oltre a Daniela Stati, assessore regionale all’Ambiente, alla Protezione civile e ai Rifiuti, costretta a dimettersi dopo il provvedimento di interdizione dai pubblici uffici, e al padre Ezio, sono coinvolti nell’inchiesta per corruzione l’ex parlamentare di An poi Fi Vincenzo Angeloni, rinchiuso nel carcere di Regina Coeli a Roma, Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Service Management (società di Finmeccanica), che ha l’obbligo di dimora a Roma, e Marco Buzzelli, compagno di Daniela Stati, ai domiciliari ad Avezzano (L’Aquila).

Secondo l’accusa, la “combriccola marsicana”, come è stato definito il gruppo, avrebbe fatto pressioni per far assegnare ad Abruzzo Engineering (controllata al 60 per cento dalla Regione Abruzzo, al 10 per cento dalla Provincia dell’Aquila e al 30 per cento da Finmeccanica attraverso Selex Service Management), una commessa da un milione e mezzo di euro.

Inoltre, Stornelli e Angeloni avrebbero regalato alla Stati un anello del valore di 15 mila euro, al padre Ezio un televisore e al compagno un’Audi A4.

LA PROTESTA DI STATI: ”DETENZIONE INGIUSTA”

L’AQUILA – “Rifiuto il cibo come forma estrema di protesta per una detenzione ingiusta per la quale nessuno è disposto ad ascoltarmi e a credermi”.

Queste le parole di Ezio Stati, arrestato lunedì nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti per la ricostruzione, riportate dal suo legale, Antonio Milo.

“La mia – spiega l’ex capogruppo di Forza Italia in Regione – è una battaglia per la legalità e per dimostrare l’innocenza mia e dei miei familiari. Mai fatto affari con nessuno. Mai avuto utilità”.

È attesa per oggi la decisione del Gip, Marco Billi, sulle istanze di scarcerazione presentate dall’avvocato Milo.

IL VESCOVO DELL’AQUILA: ”NON SIA SOLO PROCESSO MEDIATICO”

L’AQUILA – “Mi auguro che non si faccia di questa vicenda solo un processo mediatico”.

È l’auspicio dell’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari, alla luce dell’inchiesta in corso per presunti episodi di corruzione nell’ambito degli appalti sulla ricostruzione post-sisma.

“Se le accuse sono fondate – ha commentato – la giustizia farà il suo corso, ma mi auguro che il tutto si svolga nel pieno rispetto della verità e della serenità. La stessa serenità che avevo auspicato all’inizio della vicenda Del Turco”.

Molinari si riferisce agli scandali nella sanità abruzzese che hanno portato alle dimissioni dell’ex governatore.

“Sebbene siano passati alcuni anni – ha sottolineato Molinari – siamo ancora ben lontani dal conoscere la verità su quella vicenda, ma intanto le persone coinvolte sono finite su tutti i giornali”.

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