L'AQUILA: PROCESSO 'DO UT DES', COLPO DI SCENA CON LA GOLA PROFONDA MARCON CHE SI AVVALE DELLA FACOLTA' DI NON RISPONDERE. REATI PRESCRITTI PER GLI IMPUTATI, EX VICE SINDACO RIGA RINUNCIA E SI FA PROCESSARE

TANGENTI PUNTELLAMENTI: CADE TEOREMA PRINCIPALE ACCUSATORE CON BOCCA CUCITA

12 Febbraio 2020 00:55

L'AQUILA – Colpo di scena nel processo innescato dall’inchiesta “Do ut des” su presunte irregolarità negli appalti per la ricostruzione post-sisma, in particolare sui puntellamenti per la messa in sicurezza degli edifici e dei palazzi subito dopo il sisma dell’Aquila del 6 aprile 2009.

Oggi Agostino Marcon, il grande accusatore su cui si reggeva l’accusa, nella scorsa udienza passata dalla condizione di testimone a quella di imputato dopo essere stato incriminato per corruzione quando ha raccontato la consegna della dazione a Tancredi, si è avvalso della facoltà di non rispondere: quindi è venuta meno la base dell’architettura dell’accusa sostenuta del pm David Mancini, secondo cui, come raccontato in precedenza da Marcon, lo stesso avrebbe consegnato all’ex vice sindaco dell’Aquila, Roberto Riga, 10mila euro “custoditi” in una confezione di bottiglia di grappa.

Cade così il teorema accusatorio in un processo su presunte mazzette su una ambita fetta di centinaia di milioni di appalti affidati direttamente, tra il 2009 e il 2012, vista la urgenza per la messa in sicurezza delle strutture pericolanti.

Tutto ciò in un processo che nel 2014 ha fatto molto rumore, nel quale le accuse per gli imputati sono prescritti: tra questi ci sono gli ex assessori comunali Pierluigi Tancredi e Vladimiro Placidi, l’imprenditore Pasqualino Macera, l’ex cerimoniera del Comune Daniela Sibilla.





Accusati anche l’imprenditore Daniele Lago, rappresentante della Steda, l’ex vicesindaco Roberto Riga e il direttore del puntellamento a Palazzo Carli Fabrizio Menestò.

A tale proposito, si registra la seconda grande novità della giornata: Riga, per bocca del suo legale, l’avvocato Carlo Benedetti, ha rinunciato alla prescrizione e continuerà ad essere processato. “Implode il teorema accusatorio della procura della repubblica contro Pierluigi Tancredi.

Le accuse mosse dal principale teste della accusa, che avevano determinato l'arresto dell'ex assessore comunale, non sono state confermate davanti il Tribunale di L'Aquila e Agostino Marcon si è avvalso della facoltà di non deporre. Finisce, quindi, nel nulla un processo che il 3 marzo vedrà la sentenza definitiva – ha spiegato il legale di Tancredi, l’avvocato Maurizio Dionisio.

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