TAR ABRUZZO: CON COVID MENO RICORSI E CAUSE RINVIATE, REALFONZO, “CI SERVONO PIU’ MAGISTRATI”

di Filippo Tronca

24 Febbraio 2021 17:39

L’AQUILA – “L’emergenza covid ci ha costretto a rinviare ben 43 cause, impedendoci di procedere nel nostro programma di smaltimento dell’arretrato. Obiettivo, anche dopo l’emergenza pandemica, che sarà impossibile centrare se continueremo ad avere solo tre magistrati, ciascuno dei quali  può prendere in carico non più di cento ricorsi all’anno. Occorre urgentemente potenziare l’organico”.

Ad affermarlo il presidente del Tribunale amministrativo regionale (Tar) dell’Abruzzo, Umberto Realfonzo che assieme a Paolo Passoni, presidente della sezione staccata di Pescara,  ha oggi illustrato al Tar dell’Aquila,  il bilancio dell’attività del 2020.

L’incontro si è aperto con un commosso ricordo da parte di Realfonzo di Antonio Caricalà, morto suicida a 69 anni, per sei anni presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sottosegretario alla presidenza con il governo  Monti.

Interventi da remoto del presidente dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila, Maurizio Capri, e di Enrico Lubrano della Società italiana avvocati amministrativisti.

Un anno, il 2020 segnato ovviamente dall’emergenza coronavirus, che ha pesantemente influito anche sulla normale funzionalità del Tar ma che,  sottolinea Realfonzo, “in ogni modo non ha interrotto i servizi grazie alla costante presenza e all’abnegazione del personale, della segreteria giurisdizionale, alla efficienza assicurata al processo amministrativo telematico, uno strumento che andrà in parte conservato e sviluppato anche quando si potrà tornare alle udienze in presenza, al ricorso alle decisioni in forma semplificata”.

Nonostante le 43 cause, mature per la decisione di merito, rinviate, nel 2020 si sono tenute 23 udienze tra pubbliche, straordinarie, elettorali e camerali, sono stati i complessivamente adottati 903 provvedimenti giurisdizionali, sono stati definiti con sentenza
ordinarie 386 ricorsi. Aggiungendo le sentenze brevi pari a 99, si arriva ad un totale di 564 ricorsi chiusi.

A dare una mano una riduzione dei ricorsi presentati, pari a 443, rispetto al 2019 ben 91 in meno, evenienza senz’altro causata, direttamente o indirettamente, dal covid-19. Lo prova il fatto che si è registrata un crollo dei ricorsi relativi ad appalti, edilizia, concessioni ed autorizzazioni, tutte attività che a causa della pandemia hanno subito una forte contrazione.

Effetto positivo ha avuto l’incremento delle sentenze “brevi”, ben 99, che hanno portato ad una decisione dei contenziosi in media dopo un mese dal deposito, “anche su fattispecie rilevanti o di particolare urgenza”.

Alla fine dei conti risultano pendenti al 31 dicembre 1.914 ricorsi, dato che migliora il contenzioso arretrato di 117 ricorsi, pari al 5% delle pendenze del 2019 che ammontava a 2.031 ricorsi.

Ma questo sottolinea Realfonzo, “non ci fa ritenere soddisfatti: l’erosione del forte arretrato è stato determinato principalmente dalla riduzione dei ricorsi presentati a causa del covid-19, ed è ben inferiore a quello che era stato programmato, prima dell’arrivo della pandemia”.

Si incardina in questo passaggio, una “tirata di orecchie” agli avvocati delle parti, per la “piaga delle richieste capziose e dilatorie”, che hanno portato a 122 rinvii, il 25% del totale e che sottolinea Realfonzo, “hanno cagionato una patologica causa di disfunzionalità perché occupando inutilmente numerose caselle di ruolo, hanno impedito senza ragione la definizione di altri ricorsi”.

Realfonzo auspica il ritorno ad una normalità strutturale, anche al di là dell’emergenza covid-19, che si può ottenere solo con il completamento, ed anzi il potenziamento, dell’organico, ricordando che “la velocità della giustizia è fondamentale allo sviluppo economico, per non bloccare ingenti risorse in attesa della conclusione dell’iter della giustizia amministrativa”.

A questo proposito Realfonzo ha riposto speranza nel  concorso a posti di referendario in corso e del nuovo concorso indetto il 19 febbraio per 40 posti da magistrato, ed anche un emendamento al milleproroghe in cui si incrementa la dotazione organica di 20 unità, da 403 a 423 dei magistrati del Tar di 39 unità di funzionari amministrativi.

Sulla stessa linea Passoni: “la nostra piccola pattuglia giudicante si è trovata di fronte di elevata quantità e complessità, alcune delle quali caratterizzate da notevole eco mediatica, che abbiamo dovuto affrontare con limitate risorse umane”.

L’obiettivo insomma è quello per il Tar abruzzese di arrivare al più presto ad almeno 5 magistrati, rispetto gli attuali, altrimenti sottolinea Realfonzo “sarà impossibile smaltire i ricorsi arretratati”.

 LA DIRETTA

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