IL PROVVEDIMENTO ATTESO NON C'E' NEL MILLE PROROGHE, E' RIVOLTA
IMMEDIATE LE REAZIONI DI POLITICA, SINDACATI E COMITATI CITTADINI

TASSE: PER GLI AQUILANI BEFFA DI NATALESALTA IL RINVIO DELLA RESTITUZIONE

22 Dicembre 2010 18:12

L’AQUILA – Un fulmine a ciel sereno. Il rinvio della restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009 non sarebbe stato inserito nel testo del decreto “mille proroghe”: se i ‘rumors’ giunti alle orecchie  dal parlamentare Pd Giovanni Lolli fossero confermati dal primo gennaio le popolazioni colpite dal sisma dal primo gennaio dovrebbero restituire, senza alcuna decurtazione come accaduto in passato per altre popolazioni colpite da calamità naturali, tasse tributi e contributi non versati nel post terremoto.

Eppure nei mesi e nelle scorse settimane da più parti erano giunte rassicurazioni, in primis proprio dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che a più riprese aveva annunciato come i terremotati abruzzesi sarebbero stati trattati come quelli di Umbria-Marche e Molise e gli alluvionati del Piemonte. Alluvionati come quelli del Veneto, ai quali, invece, il Governo, ha concesso la proroga dei benefici fiscali.

Immediate le reazioni del mondo politico e non solo alla notizia giunta al termine del Consiglio dei Ministri.

Lolli, che per primo ha diffuso la notizia, ha parlato di “atto gravissimo”, mentre per il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si tratta di una “decisione inaccettabile”.  Bruno Vespa, che nelle scorse settimane aveva dichiarato di essere pronto “alla rivoluzione” in caso di mancata proroga del pagamento delle tasse, è stato contattato dallo stesso Lolli: “Vespa – ha dichiarato l’onorevole – si è detto pronto a guidare la protesta delle masse”. Versione successivamente smentita dallo stesso giornalista.

Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, sta pressando il governo per cercare di evitare la tegola del mancato inserimento nel decreto “milleproroghe” della proroga alla restituzione delle tasse sospese nel “cratere” durante l’emergenza terremoto. Intervistato al tgr3 il commissario Chiodi ha detto di “confidare ancora nel milleproroghe”; più tardi si apprenderà di una sua telefonata con il presidente Berlusconi.

Chiodi ha già sentito sia il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che il sottosegretario di Stato Gianni Letta, e domani sarà a Roma. All’incontro parteciperanno anche il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, e il sindaco Cialente  il senatore Pdl Piccone, che ha detto come “la prooga del pagamento delle tasse è importantissima”.

 Da fonti vicine al presidente si apprende che dai primi colloqui, trovano conferma i problemi per la misura economica, anche se si attende il testo ufficiale del decreto.

Stefania Pezzopane, assessore al Comune dell’Aquila e responsabile nazionale del Pd per la ricostruzione, senza mezzi termini ha dichiarato che la mancata proroga dei benefici fiscali “è una batosta per gli aquilani”; ancora più duro il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis: “Se dovesse accadere qualcosa di diverso da quanto affermato in più occasioni dal Presidente del Consiglio dei Ministri evidentemente qualcuno dovrebbe prenderne atto e considerare la propria parola meno di niente”. L’onoverole Idv Augusto Di Stanislao ha dichiarato che si tratta “dell’ennesima presa in giro del Governo”. Il segretario regonale del Psi, Massimo Carugno, ha ironizzato amaramente: “dopo le manganellate, altra stangata sui terremotati”.

Immediate anche le reazioni dalla società civile: il segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti, ha parlato di “decisione vergognosa”, mentre domani alle 16 i comitati cittadini e Amministrazione comunale si riuniranno alle 16 nel tendone di Piazza Duomo. Il presidente del comitato attività produttive, Giorgio Rainaldi, ha dichiarato di sentirsi “deluso e amareggiato”. Stupore da Confindustria L’Aquila, che in una nota afferma: “Eravamo convinti della proroga”. Luigi Fabiani, dell’assemblea cittadina, in una lettera aperta ha scritto: “Le bugie hanno le gambe corte”.

LOLLI: “DA INDISCREZIONI NESSUN RINVIO IN MILLEPROROGHE”

L’AQUIILA – “Oggi il consiglio dei Ministri ha approvato il decreto “milleproroghe”. Il testo non è ancora disponibile, ma dalle indiscrezioni che filtrano risulta che il rinvio della restituzione delle tasse sospese per i terremotati aquilani non sarebbe stato inserito”.

Lo afferma il deputato del Partito democratico, Gianni Lolli, aggiungendo che, secondo le stesse indiscrezioni, “sarebbe prevista la proroga della sospensione del pagamento delle tasse per gli alluvionati del Veneto”.

“Io non posso credere che tutto ciò sia vero – scrive Lolli – ma se venisse confermato sarebbe un atto gravissimo per almeno tre motivi. Primo: perché infligge una mazzata terribile alla già disastrata economia delle zone colpite dal terremoto. Secondo: perché testimonia un’ingiustizia indescrivibile tra come viene trattata L’Aquila, come sono state trattate in passato Umbria, Marche e Molise e come viene trattato oggi il Veneto. Terzo, perché il Governo avrebbe operato in spregio della volontà del Parlamento che all’unanimità aveva approvato un ordine del giorno che, dopo la mia firma, conteneva la firma dei parlamentari abruzzesi appartenenti a tutte le forze politiche e che impegnava il Governo al rinvio della restituzione delle tasse sospese ai terremotati aquilani”.

“Qualche giorno fa – ricorda Lolli – il presidente Berlusconi ha formalmente affermato che non solo questo problema sarebbe stato risolto, ma che il trattamento di noi aquilani sarebbe stato equiparato a quello dei cittadini di Marche e Umbria”.

“Se le indiscrezioni venissero confermate – conclude – significherebbe che il presidente Berlusconi avrebbe detto una colossale e vergognosa bugia. È chiaro inoltre che se le indiscrezioni venissero confermate il popolo del terremoto unitariamente saprà dare la risposta che un atto di questo genere merita”.

Amaro il commento del comitato di piazza Duomo riguardo la notizia: “Una nuova beffa per la città, un altro colpo, non solo alla nostra economia, ma anche alla nostra dignità di cittadini”.

CHIODI: CONFIDIAMO ANCORA NEL MILLEPROROGHE

L’AQUILA – “È una situazione che non è utile per quello che dobbiamo fare all’Aquila”.
 
Questo il commento del presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, intervistato dal tg regionale, sulla mancata proroga della restituzione delle tasse sospese durante l’emergenza terremoto.
 
Berlusconi – ha ricordato Chiodi – ha detto quale sarebbe stato il comportamento, confidiamo ancora che nel ‘milleproroghe’ ci sia questa norma del rinvio dei tempi”.
 
“È un primo passo necessario – ha concluso – e su questo lavoriamo”.

CHIODI CHIAMA BERLUSCONI: “DOMANI A PALAZZO CHIGI”

 L’AQUILA – La mancata previsione delle misure riguardanti le tasse per il cratere nella versione attuale del cosiddetto “decreto mille proroghe” ha lasciato il Presidente delle Regione Abruzzo, nonchè Commissario Delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, profondamente sorpreso.

“Comprendo le ragioni di bilancio e la necessità di salvaguardare i saldi – ha detto Chiodi – ma all’Aquila c’è stato un terremoto devastante che ha messo in ginocchio i cittadini e le imprese. Ho già parlato con il Presidente Berlusconi e con il Sottosegretario Letta e sono in contatto con il Ministro Tremonti”.

“Domani – ha aggiunto il Commissario – insieme al Presidente della Provincia e al Sindaco dell’Aquila, saremo a Palazzo Chigi”.

SINDACO CIALENTE: “DECISIONE INACCETABILE”

L’AQUILA – “Dalle prime notizie che emergono dai lavori dell’odierna seduta del Consiglio dei ministri, sembrerebbe che nonostante le ripetute rassicurazioni e dichiarazioni del presidente Berlusconi, i residenti dei Comuni del cratere sismico non avranno la proroga nella restituzione delle tasse. Se queste indiscrezioni trovassero conferma nei provvedimenti che saranno adottati ci troveremmo di fronte ad una decisione incredibile, assurda, ingiusta, inaccettabile”. A dichiararlo è il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

“È impensabile che un territorio che vive ancora una fase di emergenza abitativa, sociale ed economica possa divenire il territorio che pagherà ogni mese più tasse di qualsiasi altra città italiana. Come più volte detto, gli Aquilani, che già stanno normalmente contribuendo agli adempimenti fiscali dal primo luglio scorso, in questo momento non potrebbero assolutamente sobbarcarsi ulteriori oneri economici. Se ciò fosse, sarebbe la condanna di centinaia di piccole economie artigianali e commerciali, che andrebbero incontro al fallimento certo, oltre che un attentato ai magri bilanci familiari, impoveriti dalla perdita di posti di lavoro”.

“Ho parlato con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e con altri Sindaci del cratere e si sono anch’essi manifestati increduli e preoccupati da un siffatto vociare e dal susseguirsi di queste infauste notizie. Pertanto anche a loro nome chiedo che, entro le prossime ore, il governo dia la rassicurazione che quanto dichiarato più volte sia confermato ufficialmente, anche perché queste indiscrezioni, che mi auguro prive di fondamento, stanno generando un crescente clima di tensione tra i cittadini”.

“Voglio invece credere alle ripetute garanzie delle ultime i qualche tempo addietro, del Presidente Berlusconi che sulle tasse saremmo stati trattati come i terremotati di Marche ed Umbria”.

“Se contrariamente ciò non dovesse verificarsi, con il Presidente Chiodi e i Sindaci del cratere abbiamo deciso di convocare per domani pomeriggio un’assemblea dei cittadini e delle forze economiche e sociali, per decidere le migliori azioni a difesa della sopravvivenza dell’Aquila e del suo martoriato territorio”.

PEZZOPANE: “BATOSTA PER GLI AQUILANI, PRONTI ALLA MOBILITAZIONE”

L’AQUILA – “Dal Consiglio dei Ministri non giungono notizie rassicuranti per gli aquilani e per i cittadini del cratere. Al momento sono solo indiscrezioni, che ci piacerebbe venissero smentite dalla pubblicazione del testo integrale del decreto Mille-proroghe. Ma se così non fosse, si annuncia una dura batosta per tutti gli aquilani e i cittadini del cratere, che saranno costretti a restituire dal primo gennaio il 100% delle tasse”.

Lo afferma Stefania Pezzopane, rsponsabile nazionale Pd per la ricostruzione.

“Un bel regalo di Natale! Ricordiamo tutti – dice – le promesse fatte dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da Gianni Letta e dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, che nelle settimane precedenti avevano sbandierato a gran voce che gli aquilani sarebbero stati trattati come i cittadini di Umbria e Marche. Niente di tutto ciò”.

“Sotto l’albero – dice Pezzopane – rischiamo di trovare l’ennesimo tradimento da parte di questo governo, che prosegue con la politica degli annunci. Stiamo vivendo un momento drammatico e doloroso. All’aumento di disoccupazione, cassa integrazione e al generale impoverimento, il governo risponde con una massiccia stangata”.

Secondo Pezzopane “sarà necessaria una mobilitazione generale, che parte già in queste ore. Tutte le forze politiche sono chiamate responsabilmente a impegnarsi perchè gli aquilani e i cittadini del cratere non vengano ulteriormente ingannati”.

LOLLI: “VESPA GUIDERA’ LA PROTESTA”

L’AQUILA – Se il Milleproroghe dovesse prevedere la restituzione delle tasse da parte dei terremotati aquilani, a guidare la protesta delle “masse” ci sarà Bruno Vespa, anch’egli aquilano “doc”.

Lo ha annunciato Giovanni Lolli, deputato del Pd, che ha parlato con il giornalista dopo le indiscrezioni sul testo del decreto.

Vespa, durante la presentazione del suo libro, lo scorso 15 dicembre, aveva strappato al premier Berlusconi la promessa che ci sarebbe stata una proroga della sospensione del pagamento delle tasse da parte dei terremotati.

Dopo che in mattinata si è diffusa a Montecitorio l’indiscrezione che nel Milleproroghe non ci fosse la proroga, Lolli ha raccontato ai cronisti:

“Ho chiamato Bruno Vespa e gli ho detto: ‘Hai visto che ha fatto il tuo amico?’.

Lui non ci voleva credere e mi ha detto che se non ci sarà l’articolo nel Milleproroghe lui guiderà di persona la rivolta delle masse”.

“Secondo me – ha concluso Lolli – le masse si rivolteranno da sole, senza aspettare Vespa”.

VESPA SMENTISCE LOLLI: “MAI PARLATO CON LOLLI, MA IMPEGNO PER L’AQUILA RIMANE, NE PARLERO’ A PORTA A PORTA”

L’AQUILA – “Non ho parlato con Giovanni Lolli né oggi né negli ultimi mesi. Questo non vuol dire che io venga meno ai miei impegni in favore dell’Aquila, come si vedrà fin da stasera, a Porta a Porta”.

Lo dice Bruno Vespa, replicando al deputato Giovanni Lolli (Pd).

TRASATTI (CGIL): “UNA VERGOGNA”

L’AQUILA – “Se il mille proroghe non dovesse prevedere, come sembra, una rinvio delle tasse sospese dopo il terremoto saremmo di fronte ad una vera e propria vergogna, di fronte alla quale la città dell’Aquila e tutta la classe dirigente abruzzese dovrà reagire”.

A dichiararlo è il segretario provinciale dell’Aquila, Umberto Trasatti che aggiunge:

“Se le indiscrezioni fosse confermata verrebbe confermata l’inadeguatezza di questo Governo che, a più riprese, aveva annunciato l’applicazione dello stesso trattamento fiscale riservato ad altre popolazioni colpite da calamità naturali. Va benissimo la proroga dei benefici fiscali per gli alluvionati del Veneto, ma non si può innescare una guerra tra poveri. Sono curioso di sapere con quale faccia il premier, Silvio Berlusconi, ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, si faranno rivedere all’Aquila dopo le rassicurazioni date negli ultimi giorni”.

“La classe dirigente abruzzese viene bocciata dopo questo schiaffo dato alla città capoluogo e a tutti i comuni terremotati. Non si può più accettare di essere presi in giro e mi auguro che tutta la politica abruzzesi abbia uno scatto e si mobiliti come si mobiliteranno tutte le forze sociali e produttive del territorio”.

DE MATTEIS: “SITUAZIONE INACCETTABILE, NON CI ARRENDEREMO” E ATTACCA TREMONTI




L’AQUILA – “Se dovesse accadere qualcosa di diverso da quanto affermato in più occasioni dal Presidente del Consiglio dei Ministri evidentemente qualcuno dovrebbe prenderne atto e considerare la propria parola meno di niente, e questo vale anche per tutti gli altri a cominciare proprio dal Ministro Tremonti che, dal terremoto ad oggi, si è distinto per il totale ed assoluto disinteresse per il territorio aquilano.  Va da sé che certamente non ci arrenderemo a questa situazione inaccettabile”.

Lo dichiara il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis in merito alle voci sul mancato inserimento all’interno del decreto milleproroghe di un provvedimento relativo al rinvio delle tasse per le popolazioni colpite dal sisma del 2009.

“Da quanto – aggiunge l’esponente Mpa – si apprende sembrerebbero essere nate difficoltà da parte del Ministro dell’economia Giulio Tremonti nell’inserire nel decreto milleproroghe, approvato oggi, disposizioni in merito alle problematiche inerenti il pagamento e la relativa sospensione delle tasse per i residenti nei comuni del cratere”.

IL COMITATO DI PIAZZA DUOMO: “UNA NUOVA BEFFA PER LA CITTA'”

L’AQUILA – “Una nuova beffa per la città, un altro colpo, non solo alla nostra economia, ma anche alla nostra dignità di cittadini”.

Ad affermarlo in una nota è l’assemblea permanente di piazza Duomo, che si scaglia contro il mancato inserimento nel decreto “Milleproroghe” del rinvio della restituzione delle tasse, “su cui Governo e Regione – si legge – si erano peraltro impegnati. Tra pochi giorni, dunque, saremo tenuti a far fronte a tutta una serie di adempimenti tributari e fiscali, che tra l’altro manderanno in tilt gli studi di tributaristi e commercialisti”.

Il comitato ha annunciato che il Comune ha convocato per domani alle 16 in piazza Duomo un incontro pubblico con cittadini, forze sindacali ed economiche.

“Da molti mesi – concludono – noi siamo in mobilitazione sul tema delle tasse e sui tanti problemi della nostra città. Quella di domani sarà dunque  un’occasione per far sentite anche la nostra presenza e la nostra voce”.

RAINALDI, COMITATO ATTIVITA’ PRODUTTIVE: “DELUSO E AMAREGGIATO”

L’AQUILA – “Sono deluso e amareggiato per il mancato inserimento nel testo del decreto “mille proroghe” del rinvio del pagamento delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009”.

È quanto ha affermato il presidente del Comitato attività produttive, Giorgio Rainaldi.

“Non ci fermeremo qui”, dice Rainaldi, “le imprese e i cittadini aquilani non sono in grado di pagare le tasse e non pagheranno. Se anche ci fossero le possibilità economiche, tecnicamente non sussistono i tempi necessari. Per il territorio si tratta di un colpo durissimo, che metterà in ginocchio l’economia. Come Comitato produttivo abbiamo preparato una piattaforma condivisa di cui il Governo non ha tenuto assolutamente conto, in barba a quanto sbandierato dai rappresentanti istituzionali di destra e sinistra”.

Rainaldi ha evidenziato come “nel mille proroghe non sia stato riconosciuto ciò che tutti i rappresentanti politici avevano dato per scontato. Una delusione che va ben oltre la disfatta del territorio”, evidenzia il presidente del Comitato attività produttive, “non riusciamo più ad avere fiducia nei soggetti che istituzionalmente davano assicurazioni sul rinvio del pagamento delle tasse. Tutti hanno fatto a gara per partecipare alle riunioni del Comitato, che abbraccia tutte le associazioni produttive, dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, al sindaco, Massimo Cialente e i parlamentari della provincia dell’Aquila. Da destra a sinistra avevano dato per certo l’inserimento della proroga nel decreto mille proroghe: così non è stato e qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di quanto accaduto”.

CONFINDUSTRIA L’AQUILA: “ERAVAMO CONVINTI DELLA PROROGA”

L’AQUILA – “Apprendiamo dal sito del Governo e dalle principali Agenzie che questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto decreto Milleproroghe”. Lo scrive in una nota Confindustria L’Aquila che aggiunge:

“Eravamo convinti, perché queste erano state le rassicurazioni ricevute a tutti i livelli (non ultimi le rassicurazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri e un ordine del giorno del Parlamento che impegnava il Governo in tal senso), che nel suddetto decreto sarebbe stata approvata almeno la prima delle richieste formulate anche dalle Parti Sociali all’unanimità ed in particolare la definizione, per tutti i cittadini, i professionisti e le imprese, del recupero dei pagamenti relativi ad imposte, tasse e contributi, sospesi fino a giugno 2010, utilizzando gli stessi criteri previsti per le aree colpite dal sisma Umbria-Marche”.

“Forse questo era troppo, ma ci saremmo accontentati di una ulteriore proroga in attesa di tempi migliori per la definizione del problema”.

“Da più fonti, invece, riceviamo indiscrezioni secondo le quali il problema relativo all’Aquila, agli aquilani ed al sistema produttivo del territorio non è stato per niente affrontato mentre, e lungi da noi immaginare l’avvio di una “guerra fra poveri”, è stato definito il rinvio per le zone del Veneto colpite dall’alluvione”.

“Vogliamo augurarci che tali indiscrezioni siano destituite da ogni fondamento e che il testo finale del decreto smentisca queste ‘maldicenze'”.

“La conferma di quanto sopra, significherebbe la definitiva e negativa risposta del Governo Italiano ai problemi delle persone, dei lavoratori, delle imprese e delle parti sociali, che ancora si ostinano a voler salvaguardare le capacità produttive e professionali, la competitività e la sopravvivenza di questo Territorio di cui, forse, qualcuno ha volutamente dimenticato la tragedia”.

DEL CORVO: DOMANI A ROMA CON CHIODI  E CIALENTE

L’AQUILA – “Sono fiducioso e credo nelle azioni del Governo – si legge in una nota del presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, in merito alla notizia del possibile ritiro della proroga nella restituzione delle tasse – un rischio che terrorizza il popolo aquilano, che si troverebbe ad affrontare una situazione drastica che metterebbe in ginocchio il tessuto socio-economico del cratere, già pesantemente provato dalle conseguenze del sisma”.

“Domani sarò a Palazzo Chigi – continua Del Corvo – insieme al Governatore Gianni Chiodi e al sindaco Massimo Cialente, dove ribadirò la mia posizione di favorire l’abbattimento delle tasse e proporre il rinvio della data di restituzione. Le forze politiche coinvolte non deluderanno i cittadini dell’Aquila e collaboreranno, ancora una volta, al fine di trovare la soluzione adeguata in un momento particolarmente complesso della storia aquilana”.

DI STANISLAO, IDV: ”ENNESIMA PRESA IN GIRO DEL GOVERNO”

 L’AQUILA – “La rinuncia da parte di IdV agli emendamenti presentati è stato fatto per ottenere un risultato forte unitariamente e più concreto rispetto ai bisogni degli aquilani”.

Questo è quanto affermava l’onorevole Augusto Di Stanislao circa un mese fa ritirando i suoi emendamenti che chiedevano un aumento degli stanziamenti nel triennio per la ricostruzione in Abruzzo e la restituzione dei versamenti fiscali e contributivi corrisposti al 40% dell’ammontare dovuto e confermando le 120 rate mensili a partire da giugno 2011, proprio per evitare contrapposizioni politiche pur di ottenere giusti vantaggi per le popolazioni colpite dal sisma.

“Ritirai gli emendamenti – afferma oggi Di Stanislao secondo il quale questo Govrno non merita nulla – per andare incontro a questo Governo e per fare cerchio insieme agli altri deputati abruzzesi intorno ad un Ordine del Giorno accolto da tutti. Se fosse vero il mancato inserimento della proroga delle tasse ai terremotati all’interno del Milleproroghe sarebbe l’ennesima presa in giro e la conferma di una inadeguatezza di questo Governo a gestire l’emergenza oramai consolidata”.

“Ancora una volta il Governo si è fatto riconoscere per quelli che sono davvero i suoi interessi, tutti meno quelli che riguardano il Paese e ben che meno gli aquilani. Dopo le proteste dei giorni scorsi e la realtà in cui vivono ancora i terremotati dell’Aquila, sarebbe inaccettabile anche solo una dimenticanza e non ci saranno giustificazioni che tengano se non verranno immediatamente portati a termine gli impegni presi. A questo punto, se cosi’ fosse, non vorremmo stare nei panni del presidente Chiodi“.

PICCONE, PDL: “PROROGA TASSE IMPORTANTISSIMA”

L’AQUILA – Secondo il senatore abruzzese del Pdl Filippo Piccone “la proroga nella restituzione delle tasse, per le popolazioni abruzzesi colpite dal sisma del 6 aprile 2009, è un atto di fondamentale importanza. Ci attiveremo nelle sedi istituzionali competenti, come tra l’altro abbiamo sempre fatto per tutte le questioni legate al sisma, al fine di ottenere tale provvedimento che rappresenta una fase significativa dell’operato del Governo”.

“Per questo, domani, insieme ad altri rappresentanti istituzionali del nostro territorio, ci incontreremo a Roma per affrontare tale argomento”.

CARUGNO, PSI: “DOPO LE MANGANELLATE ALTRA STANGATA SUI TERREMOTATI”

L’AQUILA – “Dopo che a luglio il Governo accolse i manifestanti aquilani, pacifici ed inermi, con le cariche dei celerini, oggi col decreto mille proroghe gli assesta una più dura e peggiore stangata. Infatti a decorrere dal 1 gennaio dovranno restituire il 100% delle imposte sospese per via del sisma”. Lo ha detto il segretario regionale del Psi, Massimo Carugno.

“Spenti i riflettori sul terremoto aquilano e passato  il momento in cui era comodo recitare la parte del soccorritore amorevole e del benefattore  Berlusconi ed il suo Governo tolgono la maschera e mostrano il loro vero volto”.

“Il Governo Berlusconi si deve solo  vergognare a confronto con i Governi della tanto deprecata prima  Repubblica che gestirono molto meglio gli eventi sismici dell’Umbria e dell’ Irpinia”.

LETTERA APERTA DI FABIANI, ASSEMBLEA CITTADINA: “LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE”

L’AQUILA – “Le bugie hanno le gambe corte”. È uno dei passaggi della lettera aperta agli aquilani scrita dal membro dell’assemblea permanente di Piazza Duomo Luigi Fabiani in merito alla vicenda della mancata proroga del pagamento delle tasse sospese.

Il testo completo della lettera

Cari aquilani, concittadini.

In ventuno mesi siamo passati dai migliori complimenti (che popolo dignitoso!) alle peggiori offese. Offese alla dignità umana, non offese a parole.

Siamo stati bandiera di una rinascita quando con le carriole abbiamo varcato gli sbarramenti che delimitavano la “Zona Rossa”, con un orgoglio ed un’unanimità d’intenti che raramente L’Aquila, e non solo

L’Aquila, ricorda. Ancora quando abbiamo manifestato in 20.000 violando il casello dell’autostrada con in testa i nostri Sindaci e poi, con un’ingenuità dettata dalla buona fede quando il 7 luglio a Roma siamo  stati oggetto di violente cariche della Polizia posta a difesa di Palazzi frequentati da coloro che avrebbero dovuto riconoscere e tutelare i nostri diritti. Perché, l’abbiamo sempre detto, i nostri sono diritti non elemosine.

Ancora per sei mesi siamo stati accusati di essere “ingrati”, di non avere capito che “c’era chi lavorava per noi”, di stare a sbagliare tutto.

Ciò nonostante, caparbi e convinti di stare nel giusto, abbiamo scritto una legge di iniziativa popolare che alcuni speravano non vedesse mai la luce; l’abbiamo scritta, depositata in Cassazione, abbiamo avviato la raccolta di firme accompagnata da una manifestazione di richiamo nazionale (S.O.S. L’Aquila chiama Italia – Macerie di Democrazia) in cui abbiamo potuto toccare con mano la vera solidarietà degli italiani.

Eppure, ancora una volta, alcuni hanno sminuito il nostro lavoro, la nostra voglia di Ricostruirci L’Aquila, addirittura hanno snobbato il pensiero di migliaia di cittadini. C’è chi non ha firmato la legge perché non gli è stato chiesto, chi non l’ha fatto perché non sapeva dell’esistenza della legge (vero Vespa?), ma tutti, Chiodi e De Matteis in testa a ripetere di non disturbare il manovratore.

Ebbene, le bugie hanno le gambe corte.

Chiodi e De Matteis non hanno alcun potere contrattuale con il Governo (al contrario di Zaia!). Seguitano a ripeterci che stanno lavorando per L’Aquila (?).

La Regione non considera più L’Aquila capoluogo di regione. La Provincia non considera più L’Aquila capoluogo di provincia. Gli amici degli amici non contano nulla.

L’Aquila è stata ed è abbandonata a se stessa. Solo noi possiamo farla rinascere: senza promesse di rivoluzionari dell’ultima ora (vero Vespa?), senza promesse politiche (vero Chiodi e De Matteis?). Sinceramente credo che L’Aquila e gli aquilani non debbano nulla alla Regione Abruzzo ed al Governo.

Per questo motivo mi sento di urlare con forza: Fuori la Regione dall’Aquila. Fuori L’Aquila dalla Regione.

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