TERAMO, ASSEMBLEA DEI SOCI FARMACIA COMUNALE: PER LA PRIMA VOLTA UTILE DI BILANCIO

8 Giugno 2021 15:23

TERAMO – Nella giornata di ieri, lunedì 7 Giugno, si è tenuta l’assemblea dei soci della Farmacia Comunale di Teramo, per l’approvazione del bilancio dell’esercizio 2020.

Il documento contabile presenta un utile di oltre 60 mila euro. Ciò ha permesso di coprire le perdite relative ai primi due esercizi e, per la prima volta dalla costituzione, consente la distribuzione dei dividendi ai due soci: il Comune di Teramo e i gestori della farmacia stessa. In totale saranno distribuiti 36 mila euro, di cui oltre 18 mila al Socio Comune di Teramo.

I ricavi, nonostante le limitazioni legate alla pandemia Covid-19 (afflussi contingentati) e nonostante la diminuzione costante del prezzo medio dei farmaci, sono continuati ad aumentare attestandosi poco sopra i 950 mila euro.

Tutti gli indicatori di bilancio sono positivi ed in miglioramento. Va aggiunto che la Farmacia, nel corso del mese di dicembre, in sede di asta pubblica presso il Tribunale di Teramo, si era aggiudicata l’immobile dove è condotta l’attività. L’acquisto è stato formalizzato nel mese di aprile 2021.
Si dimostra così, in una implicita lettura dei dati, come anche nel 2020 la Farmacia Comunale abbia continuato a svolgere il ruolo di punto di riferimento (anche sociale) per l’intero comprensorio ma principalmente per il quartiere di Colleatterrato, nel quale è insediata. La farmacia, infatti, non è una semplice attività commerciale ma svolge un importantissimo ruolo di presidio sanitario soprattutto in un quartiere, quale quello in cui opera, nel quale i presidi sanitari di base sono quasi del tutto assenti e soprattutto nel periodo della pandemia, così difficile sotto ogni aspetto.

Dichiara il presidente della Società Stefano Alessiani: “Il bilancio certifica un trend di crescita che pone la Farmacia Comunale al centro delle eccellenze dei servizi offerti dal Comune di Teramo; entro il mese di giugno verrà redatto il Piano industriale che formerà le basi solide per lo sviluppo dell’azienda, arricchendo di servizi e iniziative tali da produrre benefici per il quartiere di Colleatterrato e più in generale per tutta la cittadinanza”.

Il sindaco Gianguido D’Alberto: “Per la prima volta il bilancio della Farmacia comunale si chiude registrando un utile e soprattutto distribuendo i dividendi. I numeri confermano l’impegno in favore della farmacia comunale, che noi abbiamo svolto sin da quando eravamo opposizione e ora che siamo maggioranza. Da sempre, nostro obiettivo era di insediare la Farmacia a Colleatterrato, ritenendo questo il sito idoneo; l’abbiamo poi salvata, a differenza di quanto avrebbe voluto chi ci ha preceduto che addirittura intendeva uscire dalla società; assieme a questo, abbiamo valorizzato e rilanciato la Farmacia anche in prospettiva sociale, per il rapporto che intendiamo preservare e rafforzare con il quartiere di Colleatterrato. Ringrazio il Presidente del CdA Stefano Alessiani, l’organismo tutto e i gestori della Farmacia che si dimostrano particolarmente attenti e sensibili, soprattutto in considerazione delle sofferenze patite nel periodo post sisma. I risultati sono l’ennesima dimostrazione di come vada gestita una società partecipata da parte di un ente pubblico. La Farmacia comunale rappresenta un primario presidio socio-sanitario, non solo per il quartiere nel quale sorge ma per l’intera città e l’amministrazione continuerà a sostenere l’impegno e il lavoro per la sua crescente affermazione, in termini economici, operativi e sociali”.

La sicurezza dei cittadini e dei commercianti in centro storico non è solo quella che teme gli episodi di violenza minorile registrati nei giorni scorsi, ma anche quella che facilita i soccorsi in possibili eventi avversi e malori dei singoli: ho pertanto scritto una nota ufficiale e interlocutoria indirizzata al Comando della Polizia Municipale e al Comando dei Vigili del Fuoco sulla futura ordinanza di chiusura al traffico su Via Garibaldi dalle ore 18.00; un provvedimento che non solo pregiudica ore di lavoro di alcuni esercenti a vantaggio di altri, contraendo il commercio al dettaglio per favorire la ripresa del food and beverage, ma che soprattutto lascia parecchie perplessità su eventuali vie di fuga e soprattutto di accesso per i soccorsi, considerando che la quasi totalità delle vie laterali di via Garibaldi o è chiusa per lavori di ricostruzione/sottoservizi o è inaccessibile per zona rossa. Per essere chiari, la salvaguardia del lavoro di ogni commerciante, le norme derogatorie all’apposizione dei dehors e le vie di soccorso e fuga devono essere ben delineate quando si decide di chiudere delle strade per permettere tavolini all’aperto.

Si è pronti a ricominciare ognuno per la propria parte, purché lo si faccia nel pragmatismo amministrativo e purché la stessa volontà impiegata nella ripartenza venga utilizzata nel rispetto dei diritti dei cittadini e nel rispetto pedissequo delle norme a cui non si può derogare.

Tornando alla “movida violenta invece e sfogliando le cronache odierne delle altre città capoluogo non sembra che il problema sia presente solo all’Aquila, benché in città non manchino fondi e strumenti che avrebbero potuto guardare alle fasce più giovani, prevenendo il fenomeno senza dover guardare solo ad azioni repressive: a Pescara il sindaco ha deciso di emettere una ordinanza di chiusura anticipata dei locali del food and beverage con orari differenziati e più flessibili nei fine settimana; a Chieti il Comitato per l’ordine e la sicurezza è pronto a varare il daspo dai luoghi del divertimento a chi si macchia di episodi di violenza nei pressi dei locali pubblici. Biondi emette invece una ordinanza anti botellon nelle vie più centrali del centro storico, misura, che estremizza il concetto di periferia in centro e che tra l’altro, è già stata adottata con scarsi risultati da questa amministrazione nel 2017.

Nell’attesa di poter affrontare la problematica in maniera approfondita nel Consiglio Comunale straordinario sull’argomento, annunciato ma non ancora fissato, la mia speranza è che la seduta non si riveli inutile come quella del maggio 2019 sulle problematiche e le prospettive del centro storico per i commercianti, i residenti e i fruitori occasionali: in quel caso purtroppo all’ordine del giorno approvato all’unanimità non si è dato un sostanziale seguito.

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