TERAMO CALCIO: SPERANZE DI MANTENERE LA SERIE C RIDOTTE AL LUMICINO

di Luciano Rapa

8 Luglio 2022 20:10

Teramo - Sport

TERAMO – La città di Teramo resta con il fiato sospeso. Mentre si attende l’ufficialità del ripescaggio della squadra femminile di pallamano in A1, che arriverà al termine del prossimo Consiglio Federale Figh, gli sportivi della città tremano per le sorti della squadra di calcio.

Entro le 19 di ieri, ovvero 2 giorni prima del Consiglio Federale Figc che ratificherà esclusioni e ammissioni al prossimo campionato di C, la società biancorossa ha regolarmente depositato il ricorso avverso il parere negativo della Co.vi.soc (la Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche) in merito alla domanda di iscrizione presentata dal club.

Le quote di maggioranza della famiglia Ciaccia sono bloccate dal tribunale di Roma, che oggi dovrebbe esprimersi sul dissequestro, e in caso di responso positivo i Ciaccia riprenderebbero in mano le redini della società. Ma siamo nel campo delle ipotesi, tutte da verificare e che potrebbero comunque non mutare lo scenario in merito all’iscrizione.

Lo studio DCF Sport Legal si è messo subito al lavoro dopo la decisione della Co.vi.soc, ma la situazione appare assai delicata nonostante la società biancorossa si sia dichiarata, in una nota stampa diramata immediatamente dopo la bocciatura, “consapevole di aver ottemperato correttamente agli adempimenti previsti”.

Allo stesso studio legale si è rivolto il Campobasso, l’altra esclusa eccellente, ed una eventuale estromissione di entrambe – ritenuta assai probabile dagli esperti di diritto sportivo – andrebbe a rivoluzionare la composizione dei 3 gironi di C, con conseguenze anche per i cugini abruzzesi del Pescara.

Con il ripescaggio di Fermana e Torres (nella graduatoria delle squadre di D i sardi sono favoriti perché la Cavese è già stata ammessa nel 2018 e gli altri 3 club che precedono gli isolani in classifica, ovvero Lentigione, Poggibonsi e Clodiense, non dovrebbero presentare la domanda, tra costi elevati e problemi di stadio), il Delfino potrebbe essere dirottato nel raggruppamento meridionale.

Bocche cucite al momento in casa Teramo, ma da ciò che filtra in caso di nuova bocciatura sarà presentato il ricorso al CONI, ultima istanza per quanto riguarda la giustizia sportiva, e poi eventualmente al Tar. Ma con scarse chance di essere accolti. Chiaramente ogni programma sportivo resta in sospeso (la panchina in C sarebbe affidata a Sandro Pochesci, che sottoscriverebbe un biennale) ma si pensa anche ad una sorta di “piano paracadute” in caso di esito negativo del ricorso.

Il sindaco Gianguido D’Alberto si è attivato per trovare imprenditori interessati a fare calcio in città, provando a ripartire dalla serie D anche con l’acquisizione di un titolo sportivo. Ma anche qui la strada è particolarmente tortuosa, in primis per le tempistiche di attuazione che sono assai stringenti. È infatti “consentito presentare la domanda di cambio di denominazione, di trasferimento di sede, di fusione, di scissione e di conferimento di azienda entro il 15 luglio”, come da circolare Lnd del 30 maggio.

Con una sola settimana di tempo tra il Consiglio Figc e la scadenza tassativa per presentare la domanda, è chiaro che sarebbe una forsennata corsa contro il tempo destinata probabilmente a non tagliare il traguardo. Ore concitate quindi in città, con la tifoseria che è in fermento e che anche via social moltiplica gli interventi durissimi nei confronti della proprietà.

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