TERAMO: TAGLIO STIPENDI ADDETTI PULIZIA SCUOLE, SIT-IN ALL’INPS

10 Dicembre 2019 17:17

TERAMO – “Un presidio all'ingresso dell'Inps di Teramo con un sit-in di protesta per avere una risposta definitiva e finalmente chiara, per fare in modo che venga restituito ai lavoratori ciò che hanno duramente guadagnato con il loro lavoro”.

Ad annunciarlo per domani, a partire dalle 10, è l'Unione sindacale di Base Abruzzo, Usb, che spiega: “A un passo dall'annunciata stabilizzazione, finalmente raggiunta dopo vent'anni di lotte, ai lavoratori e alle lavoratrici ex-lsu impiegati dalla CSG Facility nei servizi in appalto di pulizia delle scuole di Teramo, non si fa mancare l'ultima beffa, il colpo di coda finale del sistema degli appalti”.

“Il problema questa volta – aggiunge Usb – riguarda la chiusura delle scuole per il terremoto del 2016, per il quale l'azienda nei mesi scorsi ha trattenuto dalle buste paga dei lavoratori centinaia di euro.  Secondo la CSG Facility la responsabilità del pagamento della CIG Terremoto appartiene all'INPS, quest'ultima sostiene invece che il problema deve risolverlo l'azienda”.





“Ed ecco allora che ci risiamo, assistiamo  all'ultimo scarica barile nella gestione del sistema delle privatizzazioni dei servizi di pulizia delle scuole, il classico rimpallo delle responsabilità, sempre e comunque a scapito dei lavoratori.
Ci rincuora il fatto che dal prossimo anno i lavoratori ex lsu e appalti storici di tutto il Paese, attraverso un bando pubblico, passeranno di fatto al ruolo di personale ATA che gli spetta di diritto da più di vent’anni”. 

“Questo significa eliminare le differenze tra lavoratori di serie A e di serie B, significa rimettere ordine nella gestione dei servizi pubblici, significa ridefinire e chiarire le responsabilità nei confronti di chi fino a oggi, con grande sacrificio, ha retto sulle proprie spalle il servizio di pulizia delle scuole italiane.Non accettiamo invece che a ridosso delle festività natalizie i lavoratori  impiegati con la CSG Facility siano costretti a rinunciare a parte del loro stipendio, con un salario che continua a restare drasticamente al di sotto del dovuto”, conclude il sindacato.

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