TERAMO: TRUFFA ALLA ASL SU FORNITURA MACCHINARI, 7 PERSONE INDAGATE E 4 SOCIETA’ COINVOLTE

17 Novembre 2020 09:58

TERAMO – Al termine di articolate indagini di Polizia Giudiziaria coordinate dalla locale Procura della Repubblica, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno scoperto una frode di euro 347.000,00 perpetrata in danno della Asl di Teramo.

Le attività investigative, hanno permesso di appurare le plurime condotte illecite di un dirigente medico all’epoca dei fatti  direttore del reparto di Radiologia dell’ospedale di Teramo, Vincenzo Di Egidio,  attualmente dirigente medico della Asl di Pescara, di un capo tecnico e di rappresentati legali e amministratori di società concessionarie  distributrici di presidi sanitari utilizzati dal citato nosocomio per gli interventi eseguiti tra gennaio 2017 e giugno 2018. Ben sette le persone indagate e quattro le imprese coinvolte.

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, “nel rivolgere un plauso   un plauso alla Guardia di Finanza di Teramo per l’attività investigativa che sta portando avanti in merito ai gravissimi fatti emersi in queste ore relativi a indagini che purtroppo coinvolgono anche dipendenti delle Asl abruzzesi”;  ha rivelato che l’indagine è partita dalle segnalazioni segnalazioni fatte dal compianto dg Roberto Fagnano e dall’attuale direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia“.

La truffa aggravata è stata architettata in accordo e concorso tra loro, attraverso la falsificazione dei documenti attestanti l’utilizzazione dei dispositivi medici nel corso degli interventi eseguiti presso gli ospedali della provincia ed il loro successivo reintegro.

In tal modo – certificandone l’utilizzo prima e poi la necessità della provvista dopo – assicuravano il costante approvvigionamento di dispositivi mai utilizzati, inducendo in errore il personale della Farmacia ospedaliera deputato agli acquisti degli stessi per soddisfare il fabbisogno ospedaliero.




In seguito alla segnalazione sia delle condotte illecite rilevate al termine delle attività investigative, tra cui la “falsità materiale”, la “truffa aggravata ai danni della P.A” e il “falso in atto pubblico” che dell’ammontare della frode scoperta, l’Autorità Giudiziaria ha emesso un apposito “decreto di sequestro preventivo anche nella forma “per equivalente” delle somme di denaro e dei beni immobili e mobili registrati, nella disponibilità degli indagati, per un importo complessivo pari ad 264.620,73, euro quale profitto del reato.

Le investigazioni delle fiamme gialle hanno inoltre consentito all’Asl di Teramo di bloccare i pagamenti delle ulteriori attrezzature mediche ordinate, evitando l’ulteriore inutile spesa per un ammontare di euro 82.466,18.

“La scoperta dell’illecito sistema, attuato a scapito della locale Azienda Sanitaria e a tutto vantaggio delle società distributrici dei dispositivi medici, pone maggiormente in risalto l’azione dalla Guardia di Finanza, quale polizia economico finanziaria, a difesa del Sistema Sanitario Nazionale e della collettività finalizzata ad assicurare ai cittadini i migliori standard di assistenza anche in relazione all’attuale disagio finanziario e sociale per il rischio sanitario legato alla diffusione epidemiologica del COVID19” si legge nella nota della Guardia di Finanza.

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“Dai primi riscontri sono emersi fatti molto gravi. Auspico che l’inchiesta consenta di individuare eventuali responsabilità al fine di garantire la massima trasparenza nell’operato delle aziende sanitarie abruzzesi e dei loro dipendenti che dovrebbero sempre dare prova ed esempio di correttezza e credibilità. Siamo al fianco delle Fiamme Gialle nel loro quotidiano lavoro a difesa di tutti gli abruzzesi. La Regione Abruzzo e le sue Aziende Sanitarie saranno sempre in prima fila per garantire la trasparenza e combattere ogni forma di corruzione”.

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