IN CENTINAIA IN PIAZZA DAI TERRITORI COLPITI DAL SISMA, IN DIFFICOLTA' 25MILA AZIENDE DI ABRUZZO, LAZIO, MARCHE E UMBRIA'': LA TERRA NON TREMA, IL CORAGGIO DEI CONTADINI''

TERREMOTO: AGRICOLTORI A ROMA, ”VENDITE PRODOTTI CROLLATE DEL 70 PER CENTO”

26 Ottobre 2019 11:06

ROMA – Centinaia tra agricoltori, allevatori e pastori terremotati della Coldiretti sono arrivati a Roma per offrire in piazza di Sant'Anastasia al Circo Massimo i propri prodotti nel più grande mercato delle specialità contadine sopravvissute al sisma del centro Italia nel 2016.

Un'occasione per aiutare la lenta ripresa dei territori colpiti a tre anni dalle scosse e per denunciare che nei paesi ancora svuotati le vendite dei prodotti locali sono crollate del 70%.

Un grande striscione per ricordare che “La terra non trema – Il coraggio dei contadini”, a simbolo della tenacia degli agricoltori che con grande coraggio e dignità – sottolinea la Coldiretti – sono rimasti a vivere e lavorare nelle campagne ferite nonostante i ritardi nella ricostruzione e le perduranti difficoltà quotidiane. 

In piazza con i produttori c’è Ettore Prandini il presidente della Coldiretti che ha voluto dedicare alla solidarietà la ricorrenza del 75esimo anno dalla propria Fondazione avvenuta proprio a fine ottobre 1944 insieme ai vertici di Coldiretti Abruzzo nelle persone del presidente regionale Silvano Di Primio e dei presidenti delle federazioni provinciali Emanuela Ripani (Teramo), Angelo Giommo (L’Aquila) e Pier Carmine Tilli (Chieti), dei direttori regionale e provinciali di Coldiretti, della struttura, dei giovani imprenditori e della donne imprenditrici. Con loro sono arrivati tutti i sindaci delle province colpite tra cui anche il piccolo Antonio Croce, il baby sindaco di Torricella sicura, simbolo di chi “vuole un futuro migliore e non si arrende”  e il vicepresidente e assessore regionale alle politiche agricole Emanuele Imprudente.

“L’Abruzzo è stata una regione doppiamente colpita, perché aveva subito anche il sisma del 2009 – dice Coldiretti Abruzzo – ma nonostante tutto agricoltori e allevatori, a prezzo di mille difficoltà e sacrifici, non hanno abbandonato il territorio ferito e sono riusciti a garantire la produzione della principali tipicità tra cui il Pecorino di Farindola e le mortadelle di Campotosto ma anche la ventricina e i salumi teramani fino ad arrivare alla patata turchesa”.






“Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che occorre sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento ed è per questo che Coldiretti ha scelto dedicare alle popolazioni colpite la ricorrenza del 75esimo anno dalla sua Fondazione, avvenuta proprio a fine ottobre del 1944. Ma ora è necessario accelerare sulla ricostruzione e garantire una piena ripresa dell’economia, che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”.

In difficoltà, fa sapere la Coldiretti, ci sono 25 mila aziende e stalle censite nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, con oltre 100 mila animali tra mucche, pecore e maiali e un rilevante indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi. 

Tra i settori più colpiti c'è anche l'agriturismo dove è ancora lenta la ripresa per le 444 strutture nell'area colpita. Una situazione che non ha scoraggiato tanti agricoltori e allevatori che sono riusciti a garantire le principali tipicità. Basti pensare che la produzione della lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp quest'anno è stata tra i 3-4 mila quintali.

Dal ciauscolo marchigiano alle lenticchie di Castelluccio di Norcia, dal pecorino laziale alla ventricina abruzzese, sono solo alcuni dei prodotti portati al maxi mercato dove si sta preparando la pasta all'amatriciana che sarà offerta ai cittadini per ricordare che è ancora lontano il ritorno alla normalità

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