TERREMOTO BALSORANO: GEOLOGO MORETTI, ”AREA DELICATA, ATTENZIONE RESTI ALTA”

Autore dell'articolo: Azzurra Caldi

7 Novembre 2019 22:40

L'AQUILA – Un evento che merita molta attenzione, soprattutto per la particolarità del luogo in cui si è verificato, segnato nel corso dei secoli da terremoti decisamente significativi: nella stessa area, infatti, è avvenuto il terremoto di Avezzano del 1915 e altri due importanti terremoti storici si sono verificati nel frusinate nel 1654 e più a Sud, verso il Molise, nel 1349.

A qualche ora dalla forte scossa di terremoto di 4.4, con epicentro a 5 chilometri da Balsorano, in provincia dell'Aquila, il geologo dell'Università dell'Aquila Antonio Moretti, prova a ricostruire, contattato da Abruzzoweb, parte della storia sismica e della struttura geologica di un'area ancora poco studiata.

“Si tratta di una zona davvero particolare quella attraversata dal Liri, che comprende ben tre regioni – spiega Moretti – Ne abbiamo avuto la prova oggi e l'avevamo già avuta nel 1349. Sebbene restino ancora molti aspetti da chiarire, come il numero esatto delle scosse, la localizzazione degli epicentri e l'esatta sequenza temporale, oggi sappiamo che causò notevoli danni in Ciociaria, a Roma, a Viterbo, Orvieto, ma anche a Sulmona e L'Aquila. Basti pensare che comportò consistenti crolli nella Basilica di Collemaggio”.

“Si è trattato di un terremoto più profondo rispetto a quelli che si verificano di solito nell'Appennino centrale – evidenzia Moretti -, vista la profondità di 14 chilometri, contro i 10 che si registrano di solito, ma tuttavia rientra nella norma considerando le strutture tettoniche. Bisogna studiare attentamente questo fenomeno, come quelli precedenti. Al momento non è dato sapere come potrebbe evolversi in futuro”.






E sottolinea: “Sono almeno 350 anni che non si verifica un evento di simile portata in questa zona”.

L’evento di ieri sera è stato preceduto da circa 30 piccoli terremoti e nell’ora seguente sono state registrate 15 repliche. Quasi 20 minuti dopo la mezzanotte si è registrata un'altra scossa significativa, di magnitudo 3.5.

L'attenzione deve restare alta, secondo Moretti, che avverte: “bisogna tener presente che andiamo incontro all'inverno e, anche in questo caso, come per L'Aquila, è necessario essere pronti, sempre sperando che non serva mai”.

“Consiglio però di prendere delle minime precauzioni che, in ogni caso, potrebbero davvero fare la differenza. Come tenere una torcia a fianco al letto, dormire 'vestiti', e tenere sempre vicine le scarpe. Perché è importante avere i piedi coperti. Lo abbiamo visto a L'Aquila quando, quella tragica notte, il pronto soccorso era praticamente intasato da feriti con tagli anche molto profondi ai piedi. Molti altri invece non avevano nessuna fonte di luce con cui illuminare la strada ma per qualcuno, la sola luce di un telefono, ha fatto davvero la differenza. Luce e scarpe sempre a portata di mano, insomma”.

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